What’s the matter, John?

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Catania, 8 luglio – C’e’ anche un cittadino statunitense, non un militare ma un civile, Mark Gelsinger, tra gli otto indagati dell’inchiesta per reati ambientali relativi alla costruzione del MUOS, l’impianto satellitare della Marina USA di Contrada Ulmo a Niscemi (Caltanissetta). Ne da’ notizia il quotidiano “La Sicilia” di Catania a due mesi dalla firma da parte del Procuratore della Repubblica di Caltagirone Giuseppe Verzera dell’avviso di conclusione indagini preliminari per gli indagati in concorso per “violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio per aver eseguito opere in assenza di autorizzazione o in difformita’ da essa o per aver omesso la vigilanza sull’attivita’ urbanistico edilizia”.
Per la Procura di Caltagirone – scrive il quotidiano – il cittadino USA sarebbe “responsabile dell’appalto per la costruzione del MUOS di Niscemi per conto degli Stati Uniti”. Secondo quanto riscontrato dalla Procura, avrebbe la responsabilita’ di “aver aggiudicato la gara e seguito l’iter per contro del committente statunitense”. Gli Stati Uniti hanno sollevato il diritto di giurisdizione chiedendo che il loro connazionale indagato sia processato nel loro Paese. Su questo tema sono in corso contatti tra i Ministeri della Giustizia statunitense ed italiano.
Al lavoro dei magistrati calatini e’ legato anche il sequestro del MUOS, avvenuto nell’aprile scorso. Alla base del provvedimento la sentenza del TAR che nel febbraio 2015, sanci’ la totale illegittimita’ degli impianti costruiti a Niscemi. Gli altri sette indagati sono l’ex dirigente dell’assessorato regionale Territorio e ambiente Giovanni Arnone, il presidente della “Gemmo spa” Mauro Gemmo; Adriana Parisi, responsabile della “Lageco”, il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi, la titolare della “Calcestruzzi Piazza srl” Concetta Valenti, Carmelo Puglisi, della “Pb Costruzioni” e Maria Rita Condorelli, della “Cr Impianti srl”.
(ANSA)

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3 thoughts on “What’s the matter, John?

  1. Palermo, 8 lug. – E’ attesa tra luglio e l’inizio di settembre la decisione del Consiglio di giustizia amministrativa sul ricorso del ministero della Difesa contro la sentenza del Tar che a febbraio ha bloccato il Muos di Niscemi, il sistema radar di difesa Usa. E’ quanto emerso al termine dell’udienza pubblica del Cga. Il collegio, dopo la fase pubblica, si riunira’ per esprimersi “e dire la parola definitiva su questa vicenda, ma la decisione non sara’ immediata, non verra’ depositata oggi ma, verosimilmente, potrebbe arrivare tra fine luglio e inizio settembre”, spiega Sebastiano Papandrea, l’avvocato che rappresenta il movimento No Muos che oggi ha nuovamente manifestato a Palermo in attesa della decisione.
    “Essendo una causa istruita da tempo siamo lievemente ottimisti – aggiunge il legale – sia sui tempi della decisione che penso arrivera’ in tempi ragionevoli, dopo l’estate, sia sotto il profilo del’esito, perche’ nel giudizio di appello non e’ subentrato alcun elemento nuovo che possa far pensare a un cambiamento dell’orientamento del Cga”. Oggi, comunque, “c’era pochissimo da discutere, la vicenda e’ stata ormai esaminata da tutte le parti, non ci sono state particolari richieste di approfondimento da parte dei giudici, ad eccezione dell’integrazione di un documento gia’ contenuto in primo grado”.
    Si tratterebbe di una nota del comune di Niscemi del 2011, un carteggio con l’assessorato alla Salute, sulla questione vinca, la valutazione di incidenza ambientale e sugli effetti sulla salute umana. “In caso di pronuncia positiva -ha proseguito- sarebbe una vittoria del movimento perche’ fermerebbe il completamento del Muos e si potrebbe chiedere addirittura la demolizione delle opere, anche se al momento e’ in atto il sequestro penale e non si potrebbe toccare e nemmeno demolire. Dovesse andare male, bisognerebbe comunque leggere la sentenza, ma si potrebbe tornare all’istruttoria di primo grado di giudizio”.
    Nell’attesa, il comitato No Muos, che stamane ha manifestato a colpi di fischietto e striscioni davanti la sede del Cga, ha annunciato un’altra estate calda di mobilitazione: “L’udienza di oggi -ha detto Antonio Rampulla, del comitato No Muos Palermo – conferma l’impegno della mobilitazione continua che c’e’ stata in questi anni da parte del movimento. Ad ogni modo, in attesa della sentenza, non abbassiamo la guardia e ci prepariamo alle iniziative di lotta. Dal 6 al 9 altra estate di lotta a Niscemi per dire no al Muos al militarismo, la mobilitazione non deve scemare”. (AGI)

  2. Buone notizie anche se la soluzione non sarà la smobilitazione degli impianti. Sarebbe troppo bello! Grazie ai combattenti siciliani!

  3. Pingback: Per i soldati americani in Italia un regime d’eccezione che li rende impuniti | cogito ergo sum…penso dunque sono

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