#JesuisBBC: Poroshenko mette al bando i giornalisti occidentali dall’Ucraina

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Maidan sta mangiando se stessa: il presidente Poroshenko ha distolto i media occidentali dal loro importante ruolo di sostenitori del suo governo. Mettere al bando i giornalisti della BBC è stato un grosso errore per il re del cioccolato.

I governanti pazzi non sono un fenomeno nuovo. Risalendo al sesto secolo, l’imperatore bizantino Giustino II fu costretto ad abdicare dopo che cominciò a divorare le persone.
Poi ci fu re Carlo VI di Francia che rifiutò di lavarsi perché credeva di essere fatto di vetro.
Infine, non va dimenticato il russo Feodor I che era solito girare per il Paese suonando le campane delle chiese. Per divertimento.
Giustino sviluppò un gusto per la carne morsicando la povera gente mentre veniva portato in giro su un trono a rotelle. Non c’è memoria di un imperatore che mangiasse se stesso. Comunque, il governo maidanista dell’Ucraina sta facendo questo adesso. Il golpe, o “rivoluzione” se preferite, è diventato cannibale.
Se voi foste un consigliere di pubbliche relazioni per i dirigenti dell’Ucraina e loro vi chiedessero di compilare una lista di cose che non devono fare, la messa al bando di giornalisti sarebbe fra le prime.
Forse anche al primo posto. Mentre quelli che conoscono l’Ucraina sanno che il regime è anche peggiore del suo orribile predecessore, i media occidentali non hanno riferito questa realtà. Di più, l’opinione pubblica in Europa e America settentrionale non ha la minima nozione di ciò. Anche l’uso di bombe a grappolo contro i civili dovrebbe essere cosa da dirsi. Nondimeno, Kiev lo ha già fatto. Fortunatamente per loro, la stampa occidentale non sembra interessata.
Mercoledì notte [16 settembre u. s. – ndt], il presidente Poroshenko ha firmato un decreto che mette al bando dall’Ucraina 388 persone. Ciò non rappresenta una grande sorpresa. Dopo tutto, da qualche tempo il governo di Kiev incarcera i dissidenti interni. Come Ruslan Kotsaba ad esempio. Così mettere al bando poche centinaia di Russi e altre persone da nazioni minori dell’Europa orientale come Polonia od Ungheria, a fatica dovrebbe attirare qualche attenzione.

Perché Steve Rosenberg?
Comunque, Poroshenko ha inserito nella sua lista nera 41 giornalisti internazionali e blogger. Essi provengono da diversi Paesi, quali Germania, Israele, Russia, Spagna e Regno Unito. Se si trattasse di scribacchini estremisti, i rappresentanti dei media occidentali a Kiev e Mosca avrebbero semplicemente tirato le loro barbe modaiole. Pochi avrebbero anche espresso rincrescimento. Uno o due avrebbero fatto un incerto tentativo di far circolare un hashtag “#jesuis” su Twitter.
Poroshenko non è stato tanto intelligente. Il miliardario presidente del più povero Paese europeo (pro capite) ha deciso di prendere pochi pesci veramente grossi. Maneggiando la sua penna oligarchica, ha firmato un decreto che include due illustri giornalisti della BBC: Steve Rosenberg ed Emma Wells. La ragione? Poiché sono una “minaccia agli interessi nazionali”.
Non ho mai incontrato Steve Rosenberg. Potrebbe essere l’uomo migliore dopo Gandhi. O una testa d’uovo. Non ho idea. Emma Wells lavorava per RT, prima di andare alla BBC. Anche con lei non ho mai avuto contatti.
Non è questo il punto. Il fatto è che Rosenberg. Wells e l’intero gruppo della BBC sono stati più che giusti nei riguardi del regime di Maidan. Molti direbbero addirittura troppo gentili. Mentre la BBC, diversamente dalla maggior parte degli organi di stampa occidentali, fa qualche tentativo di mostrare entrambe le parti della guerra civile ucraina, è chiaramente ovvio che la rete simpatizza per l’amministrazione Poroshenko. Come fa il governo britannico, con grande entusiasmo. Di più, un certo numero di addetti della BBC sono apertamente ostili alla Russia. Di solito questo va bene a Kiev.
Prendete ad esempio, il capo redattore di BBC World Service Olexiy Solohubenko. L’intrepido Olexiy ha condotto per quasi due anni una campagna propagandistica personale su Twitter per la ciurma di Maidan, bloccando e ridicolizzando le critiche al golpe. Stranamente, Olexiy non ha fatto ricorso a Twitter la notte scorsa per sostenere i suoi colleghi della BBC. Dall’altro lato della medaglia, Fergal Keane della BBC ha adoperato una tale accortezza nel riferire circa il conflitto del Donbass che gli scribacchini radicali non potranno pareggiare in un milione di anni.
Rosenberg sembra una scelta curiosa per l’ira di Poroshenko. Non ha mai mostrato alcun segno di essere particolarmente filorusso. Anzi, solo 13 mesi fa, raffigurava i movimenti delle truppe russe sul territorio russo come qualcosa di sinistro.

Quel camion bianco è un veicolo commerciale della DAF, comunque, non un Kamaz. Inoltre, un gruppo della BBC guidato da Rosenberg era stato presuntamente attaccato nel sud della Russia l’anno scorso.

L’angolo spagnolo
Nel frattempo, Poroshenko non si è fermato alla BBC. Ha messo al bando anche due illustri giornalisti spagnoli, Antonio Jose Rodriguez Pampliega e Angel Sastre di El Pais. Tristemente, né Antonio né Angel hanno mai messo piede in Ucraina fino ad oggi. Entrambi sono scomparsi in Siria, probabilmente fatti prigionieri dall’ISIS. Le loro famiglie avrebbero forse fatto a meno dell’insensibilità e della plateale stupidità di Poroshenko.
C’è anche una serie di giornalisti e blogger russi sulla lista del re del cioccolato – che assomiglia più a quella di Schindler che a quella di Willy Wonka. Daniel Sandford non sembra preoccupato per loro. In un scambio su Twitter con il responsabile delle reti sociali di RT, Ivor Crotty, egli dice: “Sarebbe difficile usare le parole “onorevole” ed “eccellente” per descrivere la copertura di LifeNews ad esempio”. Anch’io non sono un ammiratore di LifeNews ma o sei per la libertà di stampa o non lo sei. Se lo sei, non puoi dividere i giornalisti in categorie differenti per il tuo comodo.

Qui sta l’intero problema. Quando giornalisti russi di grande integrità come Andrey Mironov furono uccisi in Ucraina, i loro colleghi occidentali, con qualche eccezione, dimostrarono poca solidarietà. Non è chiaro se essi vedano i Russi come un qualche genere di sottouomini o semplicemente se ne freghino. Nondimeno, si è fatto più rumore a proposito di due giornalisti della BBC messi al bando dall’Ucraina che sui numerosi giornalisti russi che sono stati assassinati.

Nulla è reale, non molto è possibile
Ciò detto, piuttosto che condannare con rabbia la decisione di Poroshenko, gli scribacchini occidentali sul confronto Russia/Ucraina hanno utilizzato un linguaggio che lascia perplessi. “Preoccupante”, ha detto Christopher Miller di Mashable.

Il freelance Oliver Carroll, che collabora frequentemente con The Independent, l’ha descritta come “abbastanza un pasticcio”.

I due poi hanno fatto squadra con l’attivista neocon americano Michael Weiss nel liquidare la stoltezza di Poroshenko.

Kiev perseguita, mette al bando ed imprigiona giornalisti a partire dal golpe di Maidan. Giornalisti ostili al regime sono stati anche assassinati, come lo sfortunato Oles Buzina. In tutto questo tempo, i loro colleghi occidentali si sono bendati gli occhi. La scorsa notte, essi hanno vergognosamente cercato di discolpare Poroshenko per la messa al bando da lui decisa scaricando la responsabilità sui suoi “consiglieri”. Possono davvero immaginare che non gli fosse stato detto che c’erano giornalisti della BBC sulla lista? Se non gli è stato detto e lui ha firmato senza neanche dare un’occhiata ai 388 nomi su di essa, è un idiota ancora più grande di quanto mai immaginassimo.
Probabilmente Poroshenko tornerà sui propri passi. Qualche scagnozzo minore si prenderà la colpa. Allora i media occidentali potranno ritornare alle cose importanti. Come sostenere calorosamente l’amministrazione filoUSA/NATO a Kiev ed ignorare le sue responsabilità. Sarebbe molto più produttivo se un certo numero di giornalisti, per un lungo periodo di tempo, si guardasse in un grande specchio.
Bryan MacDonald

Fonte – traduzione di F. Roberti

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3 thoughts on “#JesuisBBC: Poroshenko mette al bando i giornalisti occidentali dall’Ucraina

  1. A parte le distinzioni che si possono fare sui singoli giornalisti e sulla loro obiettività e onestà intellettuale, ben gli sta alla gran massa di velinari, scribacchini e imbrattacarte al servizio della disinformazione occidentale antirussa. Speriamo che prima o poi anche loro incappino in qualche “preoccupante” incidente di percorso, catturati magari dai pacifici rivoluzionari anti Assad dell’ ISIS. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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