Spagna, la nuova portaerei della NATO

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La Spagna si è trasformata fino al prossimo 6 novembre nel più grande teatro di operazioni militari della NATO dalla fine della Guerra Fredda, per ospitare gigantesche manovre che mobilitano più di 30.000 soldati, 20.000 dei quali spagnoli, con armamenti di ultima generazione.

La fase attiva del Trident Juncture 2015 è iniziata il 3 ottobre scorso, ma il governo conservatore di Mariano Rajoy non ha ancora spiegato né i costi di queste esercitazioni, né la nuova politica di avvicinamento militare agli Stati Uniti, né quali saranno i benefici per la Spagna di questa pericolosa strategia.
Lo stesso ministro spagnolo della Difesa, Pedro Morenés, ha definito quest’estate le attuali manovre della NATO come le “più potenti, più importanti e di maggior entità qualitativa e quantitativa dell’Alleanza dai tempi dell’operazione in Afghanistan”.
Le esercitazioni della NATO in Spagna serviranno secondo le parole del responsabile della Difesa spagnolo a “dare visibilità” a questa regione “come un settore chiave” per l’Alleanza Atlantica.
Ma questo stretto rapporto della Spagna con NATO e USA non porta alcun beneficio agli Spagnoli, quanto piuttosto il contrario, perché a seguito dell’attuale escalation militare tra Washington e Mosca, anche la Spagna si convertirà in un obiettivo da colpire.
Gli unici beneficiari di questa situazione sono le élites spagnole legate al capitale finanziario degli Stati Uniti.
“La NATO è uno strumento di dominio” e in un periodo in cui l’economia degli Stati Uniti “sta ineluttabilmente declinando in competizione con Paesi come la Cina, la Russia e i BRICS”, l’industria militare acquisisce un nuovo protagonismo, ha spiegato a Sputnik Nóvosti Manuel Pardo de Donlebún, capitano di marina dell’Armada [le Forze Armate del Regno di Spagna – ndr] in riserva.
Washington “vuole mantenere la sua posizione strategica e la sua posizione di dominio” e l’unica risorsa che le resta “è la forza militare nella quale nessuno la metta in ombra“ ha avvertito l’attivista.
L’eurodeputato spagnolo del partito Sinistra Unita Javier Couso ha sostenuto che “dietro la dimostrazione di forza” delle manovre NATO si nasconde “una chiara minaccia alla Russia”.
“Ѐ un chiaro segno che l’Unione Europea sta rinunciando a sviluppare un deterrente indipendente dagli Stati Uniti e, in secondo luogo, che dietro a questa dimostrazione di forza, ciò che si nasconde è una chiara minaccia alla Russia”, ha denunciato due settimane fa.
Anche numerose piattaforme di cittadini spagnoli hanno mostrato il loro disgusto attraverso manifestazioni contro manovre che mettono la Spagna sulla prima linea del fronte.
Per Pere Ortega, investigatore, analista e direttore del Centro Delàs di Studi per la Pace, queste manovre vanno inquadrate nelle tensioni e scontri fra NATO e Russia dopo la crisi in Ucrania.
L’autore di ‘La lobby dell’industria militare spagnola: dove vanno le nostre tasse’, ha affermato in un recente articolo sul giornale Público che le manovre militari Trident Juncture “possono avere come obiettivo, non solo portare a compimento attacchi, ma anche invadere qualsiasi Paese, forse la Siria, un Paese africano, o semplicemente facilitare l’escalation militare con la Russia, che è come dire aprire le porte a una nuova guerra fredda e la possibilità di un conflitto armato sul suolo europeo fra potenze nucleari”.
Saragozza alberga buona parte di queste esercitazioni, in particolare il campo di addestramento di San Gregorio e la base aerea di las Bardenas, dove vengono effettuate pratiche con fuoco reale di aerei ed elicotteri.
La Piattaforma anti-NATO di Saragozza ha già affermato che “l’attività militare in queste aree rappresenta un rischio per la popolazione limitrofa, dato che succede spesso che alcuni proiettili vadano a ricadere fuori dalle istallazioni militari”.
Anche durante le manovre “si utilizzeranno munizioni all’uranio impoverito che presentano livelli di radioattività e contaminano terreni agricoli e acquiferi causando malattie e rischio di malformazioni nei feti”.
Ma la cessione del territorio spagnolo non è solo temporanea. Alle manovre attuali si sommano molti altri pericoli.
Nella base navale di Rota, presso Cadice, nel sud della Spagna, gli Stati Uniti hanno appena completato il dispiegamento di quattro cacciatorpediniere con lo scudo antimissile.
Washington l’ha giustificato a suo tempo con la necessità di far fronte a un Iran nucleare, ma oggi questa scusa non funziona più perché si è arrivati a un accordo con Teheran. Tutto sembra indicare che dalle retrovie spagnole lo scudo mira alla Russia e alla Cina.
L’altra minaccia si situa nella base aerea di Moron, presso Siviglia, dove la Casa Bianca dispiegherà in modo permanente fino a 3.000 marines (che agiscono in queste manovre) e installerà il comando di AFRICOM di fronte all’Africa subsahariana, pronti a lanciare attacchi e interventi col pretesto della guerra contro il terrorismo.
Da questa settimana, il Quartier Generale Terrestre di Alta Disponibilità della NATO a Betera, presso Valencia, è già ‘punta di lancia’ dell’Alleanza Atlantica, cosa che permetterà nel 2016 di organizzare dispiegamenti rapidi in Paesi in conflitto in meno di 48 ore.
E nella base aerea di Torrejón de Ardoz, presso Madrid, si costruisce il bunker più grande di Spagna per accogliere il Centro di Operazioni Aeree Combinate (CAOC) della NATO (che controlla lo spazio aereo tra le Azzorre e la Turchia) e l’ARS Pegaso (Difesa Aerea Nazionale spagnola).
José Enrique de Ayala, ex Capo di Stato Maggiore degli Eurocorpi, spiega nel giornale Público che le manovre della NATO “sarebbero una rivendicazione dei Paesi dell’Europa dell’Est che, a seguito del conflitto ucraino, avrebbero paura che la Russia possa intervenire in qualche modo”.
La Spagna aveva fino al maggio scorso quattro aerei Eurofighter schierati in Estonia all’interno della missione NATO ‘Polizia Aerea del Baltico’.
Come denuncia Couso, membro anche della Commissione Difesa del Parlamento Europeo, la Spagna è la nuova “portaerei della NATO” e le manovre “sono un messaggio in due direzioni, verso la Cina per l’aumento della sua influenza in Africa, e verso la Russia, e il messaggio è che il Mediterraneo resta una cosa anglo-americana”.
Dalla fine della Guerra Fredda, la NATO è stata un’organizzazione senza senso né strategia che sopravviveva come gendarme militare mondiale.
Oggi recupera di nuovo la sua vecchia missione storica di minacciare la Russia, questa volta con l’aiuto non trascurabile della Spagna.
Pilar Casanova

Fonte – traduzione di M. Guidoni

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