Italiani in cerca di guai

71feqh-vn1l“Le principali agenzie di stampa diffondono oggi la notizia (lanciata da un sito giornalistico che sembra avere come fonti servizi segreti e comandi militari) che i terroristi dell’ISIS starebbero preparando un attacco alla diga di Mosul dove per folle e illegale decisione del governo italiano sembra prosegua il dispiegamento di centinaia di soldati del nostro Paese.
Ignoriamo ovviamente quale sia il livello di attendibilità della notizia, e quali siano i fini di coloro che dall’interno delle forze armate e/o dei servizi segreti l’hanno diffusa ai mass-media con molti dettagli – veri o falsi che siano -.”
Così ci scrive il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, alla cui seconda domanda è davvero difficile replicare.
Proviamo quantomeno ad indagare l’attendibilità della notizia, non prima di ricapitolare i presupposti, e cioé l’aggiudicazione al Gruppo Trevi, fondato nel 1957 a Cesena, dei lavori di consolidamento della strategica diga di Mosul in Irak, avvenuta lo scorso febbraio, e la contestuale decisione governativa di stanziare un contingente militare a difesa e protezione dei civili ivi impegnati.
“Per la prima volta una missione militare italiana nasce per fronteggiare una potenziale crisi umanitaria che però sarà una ditta civile a risolvere.” Così precisava l’inviato de La Stampa a luglio, prevedendo che dopo due mesi ci sarebbe stata una città con casette prefabbricate per ospitare fino a millecinquecento persone, un quadrato grande come venti campi di calcio, circondato da un reticolato, una trincea, un muro di cemento alto tre metri. A soli venti chilometri di distanza dai luoghi dove Curdi irakeni e i militanti dello Stato Islamico si fronteggiano.
Dunque, fonte della notizia secondo cui sarebbe in preparazione un vero e proprio attacco all’infrastruttura, dove sono presenti solo i primi cento di un contingente da 500 Bersaglieri che terranno la posizione per i prossimi sei mesi, è la misconosciuta Wikilao. La quale, buffamente, sul proprio sito riporta la notizia pubblicando il lancio dell’ANSA di ieri 7 settembre.
Direttore di Wikilao risulta essere Lao Petrilli, il che lascerebbe intuire si tratti di una iniziativa di carattere personale. Non ci è risultato difficile individuare le credenziali del Petrilli, il cui stringato curriculum vitae è reperibile qui. A noi piace solamente evidenziare come egli sia autore di un testo che lascia pochi dubbi, e del quale potete ammirare la copertina. Opera che si avvale della prefazione scritta da Ronald Spogli, ambasciatore statunitense in Italia fino al 2009, alla cui azione dedicammo una breve nota che vale la pena rileggere.
Federico Roberti

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5 thoughts on “Italiani in cerca di guai

  1. Forse bisogna partire da un altro punto di vista rispetto a quello di Beppe Sini, del centro per la pace di Viterbo, che per primo ha ripreso e diffuso la notizia. Non è che la notizia è stata creata ad arte proprio per giustificare la presenza delle nostre truppe in loco? E magari chiederne un rafforzamento?

  2. Non è che per caso gli italiani si stanno agitando troppo? Quale sarebbe il livello di approvazione della manovra da parte dei padroni? Soprattutto, non sarà per caso che le varie posizioni ed alleanze stiano per trasformarsi? Questo rappresenterebbe davvero un rischio per una missione così esposta.

  3. Lascio un giudizio piu’ preciso a chi sia piu’ esperto di me in questioni militari, ma non mi sembra a priori cosi’ sbagliato che dei nostri soldati difendano una diga dagli attacchi dell’ISIS. Sempre meglio che fare gli aiuto scafisti lungo le coste libiche come fa la nostra Marina militare.<

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