Come le agenzie di stampa globali e i media occidentali parlano di geopolitica

“Ciò che il pubblico non iniziato percepisce come frutto del lavoro dei giornalisti nel proprio Paese, sono solo una copia dei dispacci da New York, Londra e Parigi.
Alcuni media vanno ancora oltre e, per mancanza di risorse, esternalizzano tutti gli affari internazionali a un’agenzia. È anche noto che molti siti web pubblicano solo lanci di agenzie.
Alla fine, questa dipendenza dalle agenzie globali crea una sorprendente somiglianza nel trattamento delle notizie internazionali: da Vienna a Washington, i media trattano gli stessi argomenti, con le stesse parole – un fenomeno che tendiamo ad associare con il “controllo dei media” degli Stati totalitari.
(…) “Più l’agenzia di stampa o il giornale sono rispettati, più il senso critico si affievolisce. Se qualcuno vuole diffondere informazioni discutibili sulla stampa mondiale, è sufficiente che vengano divulgate da un’agenzia rispettabile per essere sicuri di vederle raccolte subito dopo da altri. A volte le informazioni false vanno di agenzia in agenzia, diventano sempre più credibili”. (Steffens 1969, p. 234)
(…) Attraverso questo “moltiplicatore della propaganda”, le notizie dubbie di esperti di comunicazione che lavorano per governi o agenzie di intelligence possono raggiungere il pubblico senza verifica o filtro. I giornalisti si riferiscono alle agenzie e le agenzie si riferiscono alle loro fonti. Anche se lasciano spazio al dubbio (e si tutelano) con termini come “apparentemente” e altri, la voce si diffonde molto rapidamente in tutto il mondo e l’effetto si riproduce.”

La prima parte de Il moltiplicatore di propaganda. Come le agenzie di stampa globali e i media occidentali parlano di geopolitica, studio a cura dello Swiss Propaganda Research, è qui.
Continua…

One thought on “Come le agenzie di stampa globali e i media occidentali parlano di geopolitica

  1. Parte seconda – Caso studio – La copertura della guerra in Siria

    Nell’ambito di un caso di studio, è stata esaminata la copertura della guerra in Siria di nove quotidiani importanti di Germania, Austria e Svizzera, per osservare la pluralità dei punti di vista e la dipendenza dalle agenzie di stampa.
    Sono stati scelti i seguenti giornali:
    Per la Germania: Die Welt, Süddeutsche Zeitung (SZ) e Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ)
    Per la Svizzera: Neue Zürcher Zeitung (NZZ), Tagesanzeiger (TA) e Basler Zeitung (BaZ)
    Per l’Austria: Standard, Kurier e Die Presse
    Il periodo stabilito per l’inchiesta andava dal 1° al 15 ottobre 2015, vale a dire le prime due settimane dopo l’intervento diretto della Russia nel conflitto siriano.
    Venne presa in considerazione tutta la parte stampata e la copertura online di questi giornali. Furono escluse le edizioni domenicali, in quanto non tutti i giornali esaminati ne avevano una. In totale, i criteri indicati vennero soddisfatti da 381 articoli di giornale.

    https://www.resistenze.org/sito/te/cu/li/culikb16-022370.htm

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