La strada per Mosca passa da Kiev

Il testo seguente fu pubblicato originariamente quale appendice del libro di Mahdi Darius Nazemroaya intitolato “La globalizzazione della NATO. Guerre imperialiste e colonizzazioni armate”, edito da Arianna Editrice nel 2014, alla cui traduzione collaborammo.
Ringraziando l’editore per la gentile autorizzazione, riteniamo utile riproporlo all’attenzione dei nostri lettori.

La presa del potere a Kiev dell’opposizione è un colpo di Stato eseguito con la forza, che ignora almeno la metà della popolazione ucraina. Eppure, non lo si saprebbe ascoltando i media e le reti come CNN o Fox News, o leggendo i titoli di Reuters e della British Broadcasting Corporation (BBC). Gli eventi a Kiev vengono ingannevolmente presentati da questi media e dai cosiddetti governi “occidentali” che li supportano, direttamente o indirettamente, come il trionfo del potere del popolo e della democrazia in Ucraina.
L’ipocrisia assoluta è all’opera. Quando proteste e rivolte simili scoppiarono in Gran Bretagna e Francia, le prese di posizione e i toni utilizzati dai soggetti di cui sopra furono assai diversi. Questi attori definirono le proteste e le rivolte in Gran Bretagna e Francia come questioni di ordine pubblico, usando un linguaggio assai favorevole ai governi inglese e francese. Quando vi furono dichiarazioni di preoccupazione per i diritti e la sicurezza dei manifestanti da parte del governo degli Stati Uniti e della Commissione europea, quando la forza fu usata dai governi inglese e francese o quando dei manifestanti morirono? Anche senza ignorare, trascurare o svalutare le perdite di vite a Kiev, le radici della violenza devono essere analizzate onestamente. Nella stessa nota, si deve intendere che l’opposizione ucraina e i suoi sostenitori hanno agito scontrandosi violentemente con il governo ucraino. Non si argomenta contro il diritto dei cittadini di protestare, ma i disordini o l’uso delle armi per cacciare un governo democraticamente eletto, è una questione diversa che nessun governo di Stati Uniti o Unione europea accetterebbe sul proprio territorio. Quando le leggi dei Paesi statunitense ed europei appaiono minacciate, pesanti doppi standard emergono. Universalmente, le leggi penali di tali governi vietano l’assemblea dei cittadini per rovesciare il governo. Le leggi considerano chi sostiene, aiuta, consiglia o predica per il rovesciamento del governo o la sovversione politica criminale e la minaccia allo Stato. Negli Stati Uniti “chiunque abbia intenzione di provocare il rovesciamento o la distruzione di qualsiasi governo e stampa, pubblica, edita, diffonde, questiona, vende, distribuisce o rende pubblico qualsiasi scritto o stampato che sostiene, consiglia o insegna dovere, necessità, opportunità o proprietà nel rovesciare o distruggere un qualsiasi governo degli Stati Uniti con la forza o la violenza, o tenta di farlo, è considerato un criminale secondo il codice penale. Se due o più persone addirittura si incontrano per parlare di rimuovere il governo in molti di questi Paesi, possono essere imprigionati. Nel caso degli Stati Uniti, come afferma il codice penale statunitense, queste persone sono multate ai sensi del presente titolo o imprigionate a non più di 20 anni, o entrambe, e non sono eleggibili in nessuna carica degli Stati Uniti o in qualsiasi dipartimento o agenzia della stessa, per i cinque anni immediatamente successivi alla condanna.” Washington e l’Unione Europea hanno aiutato e incoraggiato apertamente gli atti di cui sopra, sostenendo la campagna dell’opposizione ucraina, anche inviando funzionari e politici ad incoraggiare le forze antigovernative in Ucraina. L’ironia è che questo è esattamente il tipo di comportamento che Stati Uniti ed Unione europea vietano sul proprio territorio e non tollererebbero mai contro se stessi. Se fosse soltanto un caso di etnocentrismo, tale atteggiamento potrebbe essere chiamato eccezionalismo. Tuttavia, non lo è, sinceramente si tratta di un cambio di regime spietato perpetrato da governi soliti nel nascondersi ipocritamente dietro la democrazia e l’umanitarismo.

Come l’Unione europea ha favorito il golpe
Ciò che è avvenuto a Kiev è un colpo di Stato attraverso la manipolazione delle emozioni e le speranze di un segmento significativo della popolazione ucraina, da parte dai capi dell’opposizione. Va sottolineato che molti sostenitori dell’opposizione fanno ciò che credono sia giusto per il loro Paese e che essi stessi sono vittime dei loro capi corrotti. Si deve anche sottolineare, a prescindere da quale parte sostenga, che il popolo ucraino è vittima di politici corrotti. Sia il partito di governo che di opposizione si sono alternati al potere sfruttando l’Ucraina per vantaggio personale. La leadership dell’opposizione ha sostanzialmente usurpato il potere mentre l’Unione europea e gli Stati Uniti gli hanno dato pieno sostegno. Ciò è stato fatto tramite i tentativi di UE e USA nel legittimare la presa del potere dell’opposizione con il colpo di Stato a Kiev quale culmine della rivolta popolare in Ucraina. Anche se l’opposizione non è veramente unita, i suoi capi hanno grossolanamente rifiutato di compiere qualsiasi obbligo, dopo l’accordo mediato tra loro e il governo ucraino da parte dell’Unione europea, attraverso la troika di Francia, Germania e Polonia. Il governo ucraino e la Russia hanno giustamente accusato l’Unione europea e i mediatori europei di rifiutare di adempiere ai loro obblighi assicurandosi che l’opposizione rispetti l’accordo mediato dall’UE. Invece l’Unione europea ha consentito ai capi dell’opposizione ucraina d’ignorare i loro impegni e violare grossolanamente l’accordo. Mentre una fazione dell’opposizione trattava un’altra proseguiva la pressione dalle piazze, rifiutandosi di fermarsi fin quando il governo è stato estromesso. L’accordo firmato tra il governo ucraino e l’opposizione, il 21 febbraio 2014, non aveva alcuna clausola o termine tuttavia che concedesse all’opposizione diritti per occupare il potere esecutivo, legislativo e giudiziario dell’Ucraina o per creare unilateralmente una nuova legislazione. Qualsiasi informazione secondo cui l’accordo permette che ciò avvenga, è falsa e fuorviante. Invece l’accordo è stato utilizzato come travestimento per l’acquisizione dello Stato da parte dell’opposizione. In verità, l’Unione europea ha contribuito a mediare l’accordo per potenziare l’opposizione ucraina. La conversazione telefonica trapelata sulle proteste in Ucraina tra Victoria Nuland del dipartimento di Stato e Geoffrey Pyatt, l’ambasciatore statunitense a Kiev, hanno anche indicato che Stati Uniti e UE pianificavano la creazione di un nuovo governo in Ucraina. Il nastro su Nuland rivela che Washington lavorava per un nuovo governo dell’opposizione in Ucraina con figure che avrebbero facilmente adempiuto alle pretese di USA e UE. Ciò di cui Nuland e Pyatt parlavano è il cambio di regime in Ucraina, che non ha nulla a che fare con ciò che il popolo ucraino vuole, ma solo con ciò che il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati vogliono dall’Ucraina. Se il governo degli Stati Uniti crede davvero che il popolo ucraino abbia il diritto di determinare il proprio futuro, non si sarebbe impegnato a nominare le figure del governo ucraino o a cercare di configurare il governo ucraino. Invece Washington avrebbe lasciato la formazione del governo di Kiev al popolo ucraino.

(…)

La balcanizzazione dell’Ucraina? L’Ucraina seguirà la via della Jugoslavia?
Sembra che forse il peggio debba ancora venire. L’Ucraina è destinata a fare la fine dell’ex-Jugoslavia? La questione è stata dibattuta sempre più seriamente. Andrej Vorobjov, diplomatico russo a Kiev, ha anche commentato, con grande angoscia per il governo ucraino, che la federalizzazione può essere la soluzione migliore per l’Ucraina e che l’Ucraina era già in uno Stato federale de facto. Le ragioni dietro l’angoscia per i commenti sulla federalizzazione sono l’ansia crescente delle autorità e dei cittadini ucraini sulla possibilità che il loro Paese possa dividersi o frammentarsi. Prima della presa del potere dell’opposizione a Kiev, nel febbraio 2014, l’Ucraina era già un Paese dalla società polarizzata. La parte occidentale dell’Ucraina è sotto l’influenza e il controllo dell’opposizione, mentre le porzioni orientali e meridionali sono sotto l’influenza e il controllo del Partito delle Regioni e dei suoi alleati politici. Le azioni dell’opposizione esterne al quadro della democrazia, hanno aperto la porta all’illegalità e al decentramento del potere governativo. Diverse aree dell’Ucraina sono cadute nelle mani delle milizie d’opposizione. La milizia di Aleksandr Muzychko, uno dei capi dell’opposizione ultra-nazionalista e fervente oppositore della Russia, che combatté a fianco dei separatisti ceceni a Groznij contro l’esercito russo, ora controlla diverse città occidentali dell’Ucraina. Minaccia la guerra contro il governo ucraino utilizzando carri armati e armi pesanti. La macchinazioni politiche di tutti sono attive. Dopo l’avvento dell’opposizione, funzionari del partito delle Regioni del presidente Janukovich gli attribuiscono la responsabilità dei morti a Kiev e lo condannano come vigliacco e traditore, praticamente ignorando il ruolo che i capi dell’opposizione hanno giocato nell’accendere la crisi politica e le perdite di vite. Temendo le frange violente dell’opposizione, il Partito delle Regioni ha inoltre condannato la campagna di intimidazioni e minacce dell’opposizione nei confronti del Partito delle Regioni e dei suoi sostenitori. Vi sono deputati della Rada, parlamentari del Partito delle Regioni, che restano nelle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina avendo paura di tornare a Kiev per via delle milizie dell’opposizione, in cui hanno il sopravvento. Vi sono rapporti su un parlamento parallelo creato nella parte orientale e meridionale dell’Ucraina, che potrebbe effettivamente dividere il Paese come la Bosnia, divisa quando i serbi bosniaci crearono il proprio parlamento parallelo dopo che quello di Sarajevo ignorò la formula comunitaria della Bosnia, che sostanzialmente garantiva il diritto di veto alle comunità bosniaca, croata e serba di Bosnia permettendo la co-esistenza. Il silenzio inaudito sulla metà dell’Ucraina, che i media mainstream di Stati Uniti e Unione europea si rifiutano di riconoscere, ora s’inasprisce e prepara l’ampliamento delle violenze a Kiev. Si teme la diffusione delle violenze perpetrate dall’opposizione militante. Le violenze hanno già iniziato a toccare Kharkov.
Ora la penisola di Crimea russofona chiede la secessione, annullando la decisione di Nikita Krusciov di staccare la penisola di Crimea dalla Russia sovietica per premiare l’Ucraina sovietica a simbolo dell’unità e dei legami tra la Russia e l’Ucraina. Se la penisola di Crimea dovesse separarsi, ci sono suggerimenti che la Russia possa intervenire militarmente nella penisola. Se questo dovesse accadere, avverrebbe attraverso un invito dei funzionari della Crimea e della Rada autonoma (Duma o Parlamento) della Crimea, che già nel giugno 2006 crearono una legislazione che vieta alle forze della North Atlantic Treaty Organization (NATO) di entrare nel territorio della Crimea, mentre definiva Viktor Jushenko, il presidente pro-NATO dell’Ucraina, fantoccio di Stati Uniti ed Unione europea. La preoccupazione per l’intervento russo è stata anche affrontata con ironia ipocrita e l’indiretto avvertimento di Susan Rice al Cremlino di non inviare truppe in Ucraina. La Repubblica Autonoma di Crimea, sede della minoranza musulmana dell’Ucraina, non è l’unico luogo in Ucraina minacciato d’intervento per il colpo di Stato a Kiev. Per affrontare l’opposizione violenta e armata ucraina, che ha destabilizzato Kiev, delle contro-milizie si sono formate in luoghi come gli oblast di Kharkov e Donetsk nelle parti orientali e meridionali dell’Ucraina. Funzionari ucraini provenienti da queste regioni dell’Ucraina, hanno anche detto che non riconoscono la Rada di Kiev come legittima e che la legislazione da essa adottata è illegale e nulla. La politica polarizzata dell’Ucraina si sovrappone ai confini della religione organizzata. Mentre la maggioranza degli ucraini è cristiana appartenente alla Chiesa Russa Ortodossa di Ucraina (chiamata semplicemente Chiesa ortodossa ucraina), c’è anche una divisione tra loro legata alla politica nazionalista. Circa la metà dei seguaci della Chiesa ortodossa ucraina guarda al Patriarca Kirill di Mosca come suo patriarca e primate supremo della Chiesa ortodossa ucraina, ma l’altra metà appartiene alla porzione sfuggita alla Chiesa ortodossa ucraina, che segue il Patriarca Filaret di Kiev. Almeno in termini nominali, ultra-nazionalisti e sostenitori dell’opposizione per lo più seguono il Patriarcato di Kiev e coloro che sostengono il Partito delle Regioni, in genere guardano a Mosca come centro spirituale. Queste divisioni possono essere manipolate per uno scenario di tipo jugoslavo. Il quadro si complica quando si esaminano le minoranze religiose in Ucraina. Cattolici ucraini, uniati della Chiesa greco-cattolica e cattolici romani, in genere sembrano favorire l’opposizione e l’integrazione con l’Unione europea. Vi è effettivamente crescente risentimento verso i cattolici ucraini, visti come agenti polacchi dai membri della Chiesa ortodossa ucraina. Nonostante la ben nota e pubblicizzata avversione per gli ebrei di una parte dell’opposizione (vi sono anche opinioni negative analoghe sugli ebrei, storicamente esistite in Ucraina, tra alcuni sostenitori del governo), gli ebrei ucraini sono divisi tra pro-governativi e antigovernativi. Secondo il Jerusalem Post e l’Agenzia telegrafica ebraica, gli ebrei ucraini hanno preso parte alle proteste antigovernative a fianco degli ultra-nazionalisti ucraini. I musulmani ucraini, tre quinti dei quali tartari di Crimea, d’altra parte sembrano sostenere in generale la parte filo-governativa, anche se vi è il supporto musulmano ai partiti di opposizione. I musulmani ucraini, tuttavia, sono prudenti e non supportano la dissoluzione dell’Ucraina o i sentimenti separatisti esistenti tra la comunità russa.

Le linee offuscate tra Ucraini e Russi
La politica del Paese dell’Europa orientale è ancora più complicata dal fatto che la lingua russa è prevalente nelle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina. C’è un contenzioso sui numeri esatti. Per via della vicinanza delle due lingue, russa e ucraina, in alcune parti dell’Ucraina è difficile capire se la popolazione locale parla un dialetto ucraino o russo. Ancora più sconcertante, i confini tra identità e lingua ucraina e russa non sono netti. A parte le lingue e il fatto che ucraino e russo una volta erano una sola lingua, c’è una linea sfocata su chi sia etnicamente ucraino e chi russo. Circa il trenta per cento degli ucraini si considera russo con madrelingua russa, e che sono russofoni secondo il governo ucraino, ma solo circa la metà di questi cittadini ucraini russofoni è in realtà etnicamente Russkye (di etnia russa). Il lavoro sociologico condotto nel 2004 afferma che il numero di russofoni è in realtà molto più alto, e che russo e ucraino sono effettivamente usati quasi allo stesso modo. C’è anche una minoranza di etnia russa che parla ucraino come prima lingua e una molto più grande minoranza di ucraini etnici che parla russo come prima lingua. Molti cittadini ucraini sono anche bilingue e c’è anche preferenza per l’uso del russo come lingua commerciale e quotidiana in molte parti dell’Ucraina. Nell’ambito del processo storico e sociologico, gli ucraini etnici hanno adottato l’identità dei russi etnici e viceversa, russi hanno adottato l’identità di ucraini etnici. Quando è stato richiesto, molti cittadini ucraini non erano nemmeno sicuro se fossero Russkye o di etnia ucraina. Se qualcosa va ricordato delle cause della Prima Guerra Mondiale e della Seconda Guerra Mondiale, dovrebbe essere il nazionalismo e il sentimento di eccezionalità usati come oppiacei per catturare e manipolare i cittadini per supportare la guerra e l’ascesa degli opportunisti. I capi dell’opposizione ucraina hanno deliberatamente promosso e alimentato sentimenti ultra-nazionalisti per accecare e manipolare i loro seguaci. Il nazionalismo ucraino, in particolare nell’occidente filo-Unione Europea, è stato formulato sulla base di insani sentimenti antirussi e sul concetto distorto di superiorità culturale dell’Unione europea e inferiorità culturale degli slavi orientali (in particolare russi, ma anche ucraini e bielorussi). Le molteplici convergenze tra ucraini e russi e il complesso rapporto tra le identità ucraine e russe causarono gli atteggiamenti decisamente antirussi dell’opposizione tradizionale, che in parte apertamente glorifica Adolf Hitler, il Terzo Reich e l’invasione dell’Unione Sovietica, minacciando la solidarietà sociale ucraina e le future relazioni di Kiev con la Russia e gli altri Paesi confinanti con l’Ucraina.

Rivoluzione per la democrazia o sovversione dell’Unione Europea?
La crisi in Ucraina non ha avuto luogo perché il governo ucraino è corrotto o usava la forza contro i manifestanti in Piazza dell’Indipendenza a Kiev. E’ iniziata perché il governo ucraino ha rifiutato di firmare l’accordo di associazione UE-Ucraina nel novembre 2013. Questo è il motivo per cui le violenze a Kiev hanno avuto incondizionatamente copertura politica dalla dirigenza di Stati Uniti e Unione europea, legittimandole internazionalmente, ma ha anche avuto il sostegno dei media sotto forma di parzialità a favore dell’opposizione. I social media erano saturi di propaganda e video fasulli, come il video del Council for Foreign Relations “Io sono un ucraino” di YouTube, che dipinge un quadro distorto delle ragioni della rivolta antigovernativa. Come propaganda che ignora le motivazioni delle proteste antigovernative, il video “Io sono un ucraino” ignora del tutto il fatto che le proteste a Kiev non furono avviate da rivendicazioni democratiche, ma dal rifiuto del governo ucraino nel firmare l’accordo con l’Unione europea. In realtà, il governo ucraino e il Partito delle Regioni erano inizialmente assai favorevoli all’accordo di associazione con l’Unione europea, ma dopo che l’UE si rifiutò di rinegoziare l’accordo o di dare garanzie finanziarie e sollievo economico a Kiev per le perdite commerciali e i superiori prezzi del gas che l’Ucraina avrebbe dovuto affrontare a seguito della firma dell’accordo. Inoltre, gli oligarchi ucraini allineati con il presidente Janukovich e il suo Partito delle Regioni si resero conto che l’accordo avrebbe permesso alle imprese dell’Unione europea di smantellare le proprie aziende e sostituirne il monopolio con quelli corporativi dell’UE. L’accordo UE avrebbe costretto l’Ucraina a cambiare molte leggi e regolamenti commerciali penalizzando le imprese degli oligarchi ucraini e, in termini economici, consentendo a che l’Ucraina venisse saccheggiata e ridotta a colonia dell’Europa orientale. Il governo ucraino non ha firmato l’accordo UE perché è filo-russo. Anche se il Partito delle Regioni si rivolge politicamente agli ucraini filo-Russia, chi dice o pensa che la leadership del Partito delle Regioni sia filo-russo o che il Partito delle Regioni sia filo-russo, è grossolanamente male informato o appiattito. Per molti anni la leadership del Partito delle Regioni ha anche apertamente detto di non essere ostile alla NATO e Viktor Janukovich, da primo ministro, attuò anche le politiche d’integrazione alla NATO che il presidente Leonid Kuchma perseguiva. Il governo ucraino non ha firmato l’accordo dell’Unione europea per l’associazione UE-Ucraina, per via dei propri interessi e non per sentimenti positivi verso la Russia. Se solo l’accordo avesse mirato all’economia ucraina senza mettere in discussione i monopoli e i privilegi degli oligarchi ucraini, il presidente Janukovich e il governo ucraino avrebbero firmato senza alcuna esitazione. L’accordo UE, tuttavia, era semplicemente impossibile e suicida per gli oligarchi e l’economia ucraini. L’accordo con l’UE in aggiunta avrebbe costretto l’Ucraina a tagliare i suoi rapporti commerciali con i principali partner economici, la Russia e gli altri membri del Commonwealth degli Stati Indipendenti (CSI), senza avere alcuna alternativa. Sarebbe stato politicamente mortale per il Partito delle Regioni.

La corsa euro-atlantica verso l’Eurasia: usare Kiev contro la Russia e oltre…
Il sostegno di Stati Uniti ed Unione europea all’opposizione ucraina, anche se in parte, ha per scopo trascinare l’Ucraina nella loro orbita e circondare, isolare ed infine sovvertire la Federazione russa. Gli orangisti rinascenti e la nuova coalizione dell’opposizione hanno formato un nuovo fronte, che può essere definito fronte neo-orangista, intensamente volto a trascinare l’Ucraina nell’orbita euro-atlantica di Washington e Commissione europea con l’eventuale adesione a enti e strutture sovranazionali come NATO ed Unione Europea. Questi politici dell’opposizione crearono il caos dopo la rivoluzione arancione, quando diressero l’Ucraina. Resta da vedere se potranno ri-orientare l’Ucraina nella zona euro-atlantica (la parola “euro-atlantica” mimetizza il ruolo degli Stati Uniti in Europa, che più propriamente dovrebbe essere chiamata area euro-statunitense). Quando i capi dell’opposizione dominavano l’Ucraina, erano occupati a rubare e a combattersi per perseguire gli obiettivi di Stati Uniti ed Unione europea. Julija Tymoshenko, quando era prima ministra, e il presidente orangista Viktor Jushenko erano ancora occupati ad accusarsi di corruzione e tradimento. C’era una simultanea campagna per cancellare la storia e i profondi legami storici dell’Ucraina con la Russia dall’era sovietica e pre-sovietica. Non solo la Federazione Russa fu demonizzata e la lingua russa discriminata dall’opposizione e dagli elementi ultra-nazionalisti, ma i cittadini ucraini russi o con opinioni favorevoli alla Russia e all’integrazione eurasiatica furono anche dipinti come traditori, stranieri e nemici dell’Ucraina. Tutti i ricordi della storia comune con la Russia furono attaccati, compresi i monumenti ai soldati caduti che difesero l’Ucraina e l’Unione Sovietica dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale o, come viene detta in Ucraina e in Russia, la Grande Guerra Patriottica.
Riguardo Siria e Iran, è stato ripetutamente affermato molte volte che la strada per Teheran passa per Damasco, e che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno preso di mira la Siria per colpire l’Iran. Riguardo l’Ucraina e la Russia, un assioma molto simile è applicabile. La strada per Mosca passa da Kiev. L’acquisizione dell’Ucraina è parte integrante di una campagna geo-strategica contro i russi, come la campagna del cambio di regime contro Damasco, in misura minore. Il cambio di regime in Ucraina è parte di una guerra occulta e palese nei confronti della Federazione russa. La Rada del governo fantoccio in Ucraina eliminerà uno dei partner più importanti di Mosca. Se l’Ucraina aderisce a UE e NATO, minaccerà direttamente i confini occidentali della Russia e la sicurezza di una delle più importanti basi navali russe, con la base della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli in Crimea. Se si aggraveranno, gli eventi in Ucraina colpiranno la sicurezza e le relazioni diplomatiche di tutti i Paesi dell’Europa orientale. La Polonia è già vista con diffidenza da Bielorussia e Russia. Il governo polacco, nella sua interazione con l’Ucraina, ha agito come il governo turco ha agito nei confronti della Siria. Con l’appoggio dei governi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia, Varsavia ha sostenuto le forze antigovernative ucraine in molteplici modi, proprio come Ankara ha sostenuto le forze antigovernative e le operazioni di cambio di regime in Siria in diversi modi. La Russia non è sola. La Federazione russa non è l’unico Paese preoccupato di quanto è successo in Ucraina. L’allontanamento dell’Ucraina dalla Russia si propone inoltre d’isolare la Russia dall’Europa e ridurre l’Unione Eurasiatica formata da Russia, Kazakistan e Bielorussia in un progetto prevalentemente asiatico, invece che in un progetto europeo e asiatico. I governi bielorusso e kazako sono preoccupati. Paesi come Armenia, Kirghizistan, Iran e Cina guardano gli eventi a Kiev con preoccupazione. L’Ucraina è un partner di questi Paesi che vedono il conflitto in Siria e le rivolte antigovernative in Ucraina e Venezuela parte della guerra globale che gli Stati Uniti hanno intrapreso contro di loro e i loro alleati. Le opinioni degli iraniani non sono molto diverse da quelle dei russi. L’Iran ha espresso preoccupazione che ciò che è stato avviato a Kiev comporti l’eventuale disgregazione dell’Ucraina con ampie conseguenze destabilizzanti nella regione del Caucaso, che condivide il Mar Nero con l’Ucraina e si unisce all’Iran. Il capo delle forze armate iraniane ha anche commentato il colpo di Stato come “passaggio dall’indipendenza alla dipendenza.” Giusto per dare un’idea sull’importanza del valore che questo gruppo di Paesi da all’Ucraina, va osservato che i cinesi hanno firmato il 5 dicembre 2013 un accordo bilaterale annunciando che l’Ucraina era un partner strategico di Pechino. Nell’accordo vi è l’impegno cinese a fornire a Kiev protezione militare con l’ombrello nucleare cinese. I governi di Ucraina, Cina e Russia hanno discusso l’ammissione dell’Ucraina nell’Accordo di cooperazione di Shanghai (SCO).
Non c’è dubbio che il governo ucraino sia corrotto, ma l’opposizione non è migliore ed è altrettanto corrotta. Non si può negare, tuttavia, che quando si tratta del sostegno popolare del popolo ucraino, il Partito delle Regioni e i suoi alleati politici ne ricevono uno maggiore rispetto all’opposizione che ha sequestrato il Paese con l’uso della forza e delle intimidazioni. Né quei funzionari del partito della Regioni, ruffiani timorosi verso l’opposizione al potere, possono giustificare o nascondere il colpo di Stato a Kiev cercando di decidere se salvarsi la pelle o la situazione. Anche se è innegabile che l’opposizione abbia originariamente pianificato il colpo di stato, solo quando i mezzi democratici sono esauriti può essere legittimo un tale uso della forza. I capi dell’opposizione ucraina hanno galvanizzato i loro sostenitori mobilitandoli a Kiev e spingendo un’escalation violenta, mentre la metà pro-governativa del Paese è rimasta immobile. Come già detto in precedenza, ai numeri mostrati per le strade di Kiev dall’opposizione corrispondono i numeri altrettanto grandi o forse anche più grandi, di ucraini che vi si oppongono. Che dire delle loro opinioni sul futuro dell’Ucraina?

2 thoughts on “La strada per Mosca passa da Kiev

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