Perché non aderiamo all’appello ed alla manifestazione del 24 Settembre

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Pur avendo sostenuto per anni la lotta del popolo curdo, siamo molto preoccupati delle scelte che una parte della sua dirigenza ha imposto in Siria. Queste scelte e le loro conseguenze non sono assolutamente messe in discussione dall’appello per il 24 settembre:
1) non viene minimamente condannato il fatto che l’esercito turco ha invaso uno stato indipendente, la Siria, in cui gli stessi Curdi vivono, violandone platealmente la sovranità;
2) Non viene chiarito che gli stessi Curdi della Siria, ed i loro alleati delle “forze democratiche siriane” (spezzoni di vecchie formazioni jihadiste facenti capo al sedicente Esercito Libero Siriano), hanno per primi essi stessi violato la sovranità del loro Paese consegnando nelle mani dell’alleato esercito statunitense una serie di basi su suolo siriano;
3) Viene taciuto che gli stessi statunitensi si servono di queste basi per attaccare e minacciare l’esercito nazionale siriano che difende l’unità, l’indipendenza e la sovranità del Paese, mentre contemporaneamente l’esercito nazionale viene bombardato anche da Israele, che cura anche i feriti di Fateh al-Sham (ex al-Nusra) e dell’ISIS nei propri ospedali..
L’ultimo deliberato bombardamento dell’esercito USA sulle posizioni dell’esercito siriano a Deir Es Zor, città assediata dalle bande dell’ISIS, che ha causato decine di morti, favorendo così gli attacchi dell’ISIS, dovrebbe far riflettere sulle reali intenzioni degli USA. Gli Statunitensi stanno anche sabotando la tregua umanitaria concordata con la Russia, non onorando l’impegno preso di costringere le formazioni armate da loro controllate a cessare il fuoco ed a distaccarsi dai terroristi estremisti dell’ex al-Nusra ed ISIS.
Fin dagli anni ’90 i neocons USA nei loro documenti indicavano una serie di Paesi da distruggere perché non compatibili con i loro sogni di domino mondiale, tra cui la Siria, la Jugoslavia, l’Iraq, l’Iran, la Libia e altri Paesi. A partire dall’amministrazione di Bush jr le indicazioni dei neocons sono state adottate ufficialmente come strategia della politica estera statunitense. Di questo ci sono oltre che i fatti, varie testimonianze, a partire da una famosa intervista rilasciata nel 2008 dal generale Wesley Clark.
Come conseguenza, fin dal 2011 è stata formata una vasta alleanza filo-imperialista con l’intento di distruggere lo Stato siriano laico e progressista, uscito dalle lotte anticoloniali, così come già è stato fatto per la Jugoslavia, Libia, Iraq, Ucraina, Somalia, Costa d’Avorio, Sudan.
Di questa alleanza fanno parte USA, UE, NATO, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, e bande di mercenari jihadisti terroristi che fanno capo all’ex al-Nusra, ISIS, e presunte formazioni “moderate” legate agli USA.
Il movimento curdo siriano, che dichiara di voler lottare per una Siria democratica, dovrebbe precisare se intende portare avanti le proprie rivendicazioni nell’ambito dello Stato laico e progressista siriano, che ha assicurato pieni diritti alle donne, e alle numerose religioni ed etnie presenti nel Paese, o cercare illusoriamente di realizzare le proprie aspirazioni a costo della distruzione della Siria, programmata da tempo dall’imperialismo, con la creazione di uno staterello fantoccio, stile Kosovo.
Altrettanta chiarezza richiediamo a tutte quelle organizzazioni sedicenti pacifiste e di sinistra, che non mancano occasione di attaccare e demonizzare il governo della Siria, e che oggi trovano un facile alibi nell’adesione all’ambigua manifestazione del 24.
Roma, 19 settembre 2016
Lista No Nato – Rete No War Roma

La bomba è autorizzata

pome-granateLa B61-12, la nuova bomba nucleare USA destinata a sostituire la B-61 schierata in Italia e altri Paesi europei, è stata «ufficialmente autorizzata» dalla National Nuclear Security Administration (NNSA), l’agenzia del Dipartimento dell’Energia addetta a «rafforzare la sicurezza nazionale attraverso l’applicazione militare della scienza nucleare».
Dopo quattro anni di progettazione e sperimentazione, la NNSA ha dato luce verde alla fase di ingegnerizzazione che prepara la produzione in serie.
I molti componenti della B61-12 vengono progettati e testati nei laboratori nazionali di Los Alamos e Albuquerque (Nuovo Messico), di Livermore (California), e prodotti (utilizzando in parte quelli della B-61) in una serie di impianti in Missouri, Texas, Carolina del sud, Tennessee. Si aggiunge a questi la sezione di coda per la guida di precisione, fornita dalla Boeing. Le B61-12, il cui costo è previsto in 8-12 miliardi di dollari per 400-500 bombe, cominceranno ad essere fabbricate in serie nell’anno fiscale 2020, che inizia il 1° ottobre 2019. Da allora cominceranno ad essere sostituite alle B-61.
Secondo le stime della Federazione degli scienziati americani (Fas), gli USA mantengono oggi 70 bombe nucleari B-61 in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre), 50 in Turchia, 20 rispettivamente in Germania, Belgio e Olanda, per un totale di 180.
Nessuno sa però con esattezza quante effettivamente siano: ad Aviano ci sono 18 bunker in grado di stoccarne oltre 70. In questa base e a Ghedi sono già state effettuate modifiche, come mostrano foto satellitari pubblicate dalla Fas. Analoghi preparativi sono in corso nelle altre basi in Europa e Turchia.
La NNSA conferma ufficialmente che la B61-12, definita «elemento fondamentale della triade nucleare USA» (terrestre, navale e aerea), sostituirà le attuali B61-3, -4, -7 e -10. Conferma quindi quanto abbiamo già documentato.
La B61-12 non è una semplice versione ammodernata della precedente, ma una nuova arma: ha una testata nucleare a quattro opzioni di potenza selezionabili, con una potenza media pari a quella di quattro bombe di Hiroshima; un sistema di guida che permette di sganciarla a distanza dall’obiettivo; la capacità di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando in un attacco nucleare di sorpresa.
Le nuove bombe, che gli USA si preparano a installare in Italia e altri Paesi europei nel quadro della escalation contro la Russia, sono armi che abbassano la soglia nucleare, ossia rendono più probabile il lancio di un attacco nucleare.
La 31st Fighter Wing, la squadriglia di cacciabombardieri USA F-16 dislocata ad Aviano, è pronta all’attacco nucleare ventiquattr’ore su ventiquattro.
Anche piloti italiani, dimostra la Fas, vengono addestrati all’attacco nucleare sotto comando USA con i cacciabombardieri Tornado schierati a Ghedi.
In attesa che arrivino anche all’aeronautica italiana i caccia F-35 nei quali, annuncia la U.S. Air Force, «sarà integrata la B61-12». La prima squadriglia di F-35, di stanza nella base Hill nello Utah, è stata ufficialmente dichiarata «combat ready» (pronta al combattimento).
La U.S. Air Force dice di non prevedere quando la squadriglia di F-35 sarà «combat proven» (provata in combattimento), ma che è «probabile un suo schieramento oltremare agli inizi del 2017».
La ministra Pinotti spera che venga schierata in Italia, già «scelta» dagli USA per l’installazione del MUOS che «avrebbero voluto altre nazioni».
Con le B61-12, gli F-35 e il MUOS sul proprio territorio, l’Italia sarà anche scelta, dal Paese attaccato, quale bersaglio prioritario della rappresaglia nucleare.
Manlio Dinucci

Fonte

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Fino ad arrivare dove nessun è mai giunto prima

pd

Bologna, lo show stellare del capitano Kirk: “Vederlo costa fino a 150 euro”.
Alla Festa dell’Unità il PD si autofinanzia con Star Trek e ingaggia l’attore William Shatner

Il PD infrange ogni barriera post-ideologica e apre il business di Star Trek. I dem diventano “impresari” di William Shatner, alias il capitano James Tiberius Kirk della prima Enterprise, che sarà al Parco Nord dal 16 al 18 settembre. Per vederlo, i fan dovranno pagare da 120 a 150 euro per show, foto e autografo del divo. I bonifici per un selfie con Kirk vanno intestati direttamente a “Coordinamento PD di Bologna”, in via Rivani 35. E comprando il biglietto si “vince” pure l’iscrizione nei registri dem, dove i dati verranno “custoditi e raccolti manualmente o elettronicamente, allo scopo di tenerti aggiornato delle nostre iniziative “.
“A Bologna sono sempre innovativi… ” la prendeva in ridere Barbara Ceruleo, responsabile della Festa nazionale che però precisa: “L’evento è del PD bolognese. Noi non siamo coinvolti nell’organizzazione”. La tre giorni di Star Trek in memoria dei 50 anni della saga originaria, quella col trio Spock-Kirk e McCoy, diventa comunque la nuova frontiera dell’autofinanziamento PD. Oltre gli Indipendent day un tempo di casa al Parco Nord a prezzi “popolari” di 40 euro. Oltre le notti di discoteca coi Dj del Cocoricò, che pure lasciavano storditi gli anziani della mazurka. Oltre le cene, comprese quelle a 100 euro cadauno con imprenditori e finanzieri, che pure erano sembrate l’estremo confine cui ci si poteva spingere. Qui l’autofinanziamento oltrepassa la galassia politica. E atterra direttamente nell’universo dei fan internazionali. Ma a quale prezzo?
“Il cachet di Shatner non possiamo rivelarlo, da contratto” hanno spiegato ieri gli organizzatori. Il PD pagherà al “primo attore hollywoodiano mai intervenuto in una kermesse del PD” il viaggio completo: volo, vitto e pernottamento. “Ma il tutto costa comunque molto meno di quello che uno potrebbe pensare” rassicura il tesoriere PD Carlo Castelli: “L’idea di chiamare Shatner è venuta a Fabio Querci, il responsabile feste, che lo conosceva già. Aveva un contatto col suo agente, e così abbiamo organizzato “.
In effetti Shatner e Querci si sono incontrati ad aprile a Bellaria Igea Marina, a un altro evento organizzato dagli appassionati di Star Trek, sempre per commemorare i 50 anni della saga. Lo stesso Querci spiega: “Io sono sempre stato un fan, e non avevo mai partecipato a questo genere di eventi. Ero curioso. Quando sono andato, mi è venuta l’idea di portare questo tipo di raduno anche alla Festa dell’Unità, e abbiamo iniziato a organizzare, insieme all’agente di Shatner”. Lo stesso attore, canadese di 84 anni, avrebbe accettato subito “quando ha saputo che il PD è un partito di sinistra” sorride Querci. Detto fatto, la tre giorni è pronta. Con schiere di fan, già pronte a prenotarsi al sito startrek50. it. Molti di loro pronti pure, secondo l’uso di questo genere di eventi, a presentarsi al Parco Nord vestiti in tema Star Trek, tra le tipiche orecchie a punta dei vulcaniani o i bronci dei perfidi Klingon.
Si comincia venerdì 16 settembre, con Kirk disponibile per una sessione di foto (60 euro) e autografi (50 euro). Il 17 settembre alle 20,30 e il 18 alle 17,30 è l’ora del One Man Show di Shatner, che risponderà alle domande dei fan per oltre un’ora e mezza. Il tutto seguito ancora una volta da foto e autografi. Chi vuole passare l’intera serata con Kirk può acquistare i pacchetti completi: dal Platinum (150 euro) al Fan (120 euro), che comprendono anche una cena da BevaBè con primo secondo e bevanda a scelta. Prezzi alti, “ma comunque più bassi rispetto a quelli che lo stesso Shatner chiede in altre città, visto che il nostro è un evento popolare” assicura Querci.
Tra i dirigenti PD la trovata suscita comunque una qualche ironia: “Kirk alla Festa dell’Unità? Farà un dibattito con Critelli?” è la battuta che circola tra i “gufi” democratici. Di certo, l’evento promette di essere comunque il più costoso, per chi vorrà partecipare, della storia della Festa. Più costoso anche dei vecchi concerti che nella grande arena del Parco Nord, separata dalla festa, avevano accolto personaggi come Joe Strummer dei Clash, senza arrivare a 50 degli attuali euro.
Col rischio per di più che l’invasione dei trekkers, come vengono chiamati i fan della saga, impalli le iniziative politiche delle serate finali della Festa, quando sono previsti sul palco centrale Virginio Merola, Gianni Cuperlo e Maria Elena Boschi. Un azzardo, forse, che tuttavia spinge il PD laddove nessun partito si era mai spinto. Come l’Enterprise, “alla ricerca di altre forme di vita e di civilità, fino ad arrivare dove nessun è mai giunto prima”.
Silvia Bignami ed Enrico Miele

Fonte

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