Love me, I’m a liberal

İ cried when they shot Medgar Evers
Tears ran down my spine
I cried when they shot Mr. Kennedy
As though I’d lost a father of mine
But Malcolm X got what was coming
He got what he asked for this time
So love me, love me, love me, I’m a liberal

I go to civil rights rallies
And I put down the old D.A.R.
I love Harry and Sidney and Sammy
I hope every colored boy becomes a star
But don’t talk about revolution
That’s going a little bit too far
So love me, love me, love me, I’m a liberal

I cheered when Humphrey was chosen
My faith in the system restored
I’m glad the commies were thrown out
of the A.F.L. C.I.O. board
I love Puerto Ricans and Negros
as long as they don’t move next door
So love me, love me, love me, I’m a liberal

The people of old Mississippi
Should all hang their heads in shame
I can’t understand how their minds work
What’s the matter don’t they watch Les Crain?
But if you ask me to bus my children
I hope the cops take down your name
So love me, love me, love me, I’m a liberal

I read New republic and Nation
I’ve learned to take every view
You know, I’ve memorized Lerner and Golden
I feel like I’m almost a Jew
But when it comes to times like Korea
There’s no one more red, white and blue
So love me, love me, love me, I’m a liberal

I vote for the democratic party
They want the U.N. to be strong
I go to all the Pete Seeger concerts
He sure gets me singing those songs
I’ll send all the money you ask for
But don’t ask me to come on along
So love me, love me, love me, I’m a liberal

Once I was young and impulsive
I wore every conceivable pin
Even went to the socialist meetings
Learned all the old union hymns
But I’ve grown older and wiser
And that’s why I’m turning you in
So love me, love me, love me, I’m a liberal

Ora, nel ventesimo secolo, la nostra esperienza degli antagonismi imperialistici, della competizione internazionale per la conquista del mondo, e delle guerre globali, ci rende piuttosto difficile condividere la convinzione illuminista che il capitalismo possa promuovere la pace mondiale. L’ideale cosmopolita dell’Illuminismo, anche se resta un ingrediente fondamentale del liberalismo moderno, ci colpisce soprattutto per la sua arroganza, per il disprezzo che ostenta verso le masse non illuminate, e, allo stesso tempo, per la sua ingenuità. Inoltre la “benevolenza” – quell’amore per l’umanità che avrebbe dovuto imporsi con il superamento dei pregiudizi nazionali – ci appare come una forma di bontà piuttosto debole, fondata più sull’indifferenza che sulla dedizione. Possiamo apprezzare l’atteggiamento derisorio di Rousseau nei confronti di “quei pretesi cosmopoliti che nel giustificare l’amore per il genere umano, si vantano di amare tutto il mondo per godere del privilegio di non amare nessuno”.
Christopher Lasch

(da Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica, Feltrinelli, 1992; nuova edizione, Neri Pozza, 2016)

Sono pertante le esigenze stesse di una lotta coerente all’utopia liberale e al rafforzamento della società classista che essa genera invariabilmente (e con questo intendo semplicemente un tipo di società in cui la ricchezza e il potere indecenti degli uni hanno come condizione principale lo sfruttamento e il disprezzo degli altri) a rendere oggi politicamente necessaria una rottura radicale con l’immaginario intellettuale della sinistra. Capisco benissimo che l’idea di una rottura del genere ponga a molti seri problemi psicologici, perché la sinistra, da due secoli, ha soprattutto funzionato come un surrogato della religione (la religione del “progresso”); e si sa bene che qualsiasi religione ha come funzione principale quella di conferire un’identità ai suoi fedeli e di assicurare loro una pace interiore.
(…) Io credo invece che questo modo di vedere sia l’unico che dia un senso logico alla spirale di fallimenti e di sconfitte storiche a ripetizione che ha caratterizzato il secolo scorso, e la cui comprensione resta evidentemente oscura per molti nella strana situazione che è oggi la nostra. In ogni modo, è più o meno questa l’unica possibilità non esplorata che ci rimane, se vogliamo davvero aiutare l’umanità a uscire, finché siamo in tempo, dall'”impasse Adam Smith”, dal vicolo cieco dell’economia.
Jean-Claude Michéa

(da Il vicolo cieco dell’economia. Sull’impossibilità di sorpassare a sinistra il capitalismo, Elèuthera, 2012)

La fabbrica della menzogna – il video

La video documentazione dell’incontro-dibattito sulle strategie della comunicazione tra “false flag” e “fake news”, svoltosi a Bologna lo scorso 18 febbraio, con l’intervento di Enrica Perucchietti, scrittrice e giornalista, autrice di False Flag – Sotto falsa bandiera. Strategia della tensione e terrorismo di Stato (Arianna editrice) e Marcello Foa, direttore del gruppo editoriale svizzero “Corriere del Ticino”, docente di Comunicazione e Giornalismo, autore di Gli stregoni della notizia. Da Kennedy alla guerra in Iraq: come si fabbrica informazione al servizio dei governi (Guerini e associati editori).
Buona visione!

Dal jihadismo all’ISIS – il video

La video documentazione dell’incontro-dibattito su cause e forme del terrorismo, svoltosi a Bologna lo scorso 28 gennaio, con l’intervento di Paolo Sensini, storico ed esperto di geopolitica, autore di ISIS. Mandanti, registi e attori del “terrorismo” internazionale (Arianna editrice), Filippo Bovo, giornalista, direttore editoriale di “L’Opinione Pubblica”, autore di ISIS. Una minaccia all’Islam (Anteo edizioni), Guglielmo Cevolin, docente presso Università di Udine, presidente di “Historia. Gruppo studi storici e sociali Pordenone”.
I singoli interventi possono essere visionati presso il canale YT BelzeBO.

Russofobia – il video

In quattro parti, la documentazione dell’incontro-dibattito svoltosi a Bologna lo scorso 19 novembre, in occasione della pubblicazione del libro Russofobia. Mille anni di diffidenza dello storico svizzero Guy Mettan, presso Sandro Teti editore.
Con gli interventi di Maurizio Carta, giornalista, curatore e co-autore di Attacco all’Ucraina (Sandro Teti editore), Marco Bordoni della redazione di sakeritalia.it e Paolo Borgognone, storico, autore di Capire la Russia (Zambon editore).

A cura di BelzeBO (per informazioni e contatti: belzebo@mail.com, facebook.com/BelzeBo)

Smascherare le menzogne di guerra – 4° puntata

Le prime due puntate del videocorso sono consultabili qui.

La terza qui.

Smascherare le menzogne di guerra – 3° puntata

Le prime due puntate del videocorso sono consultabili qui.

Smascherare le menzogne di guerra

Fonte