Anniversario osseto

saakashvili

Mosca, 4 agosto – A tre giorni dal primo anniversario dalla guerra-lampo tra Russia e Georgia, scoppiata il 7 agosto 2008, continua ad aggravarsi il clima di confronto tra le due Repubbliche ex sovietiche: al punto che il presidente georgiano Mikheil Saakashvili non ha esitato a bollare come “preoccupanti” le manovre militari del Cremlino nella provincia ribelle dell’Ossezia del Sud, ammonendo che “esiste un rischio” di “conflitto imminente”, come del resto lo descriverebbero gli stessi mass media russi.
Dal canto suo il ministero degli Esteri di Mosca ha reso noto che è stato “innalzato lo stato di allerta da combattimento delle truppe e delle guardie di frontiera” di stanza in territorio sud-ossetino: il portavoce ministeriale Andrei Nesterenko ha definito la situazione “molto allarmante”, imputandola alle “incessanti provocazioni georgiane”. Nesterenko ha precisato che per la Russia “al momento l’obiettivo prioritario consiste nel non permettere un aggravamento” della tensione, scongiurando che degeneri “in un confronto peggiore”; e ha sottolineato che il suo Paese “farà di tutto per evitarlo”.
Il vice ministro degli Esteri, Grigory Karasin, dal canto suo ha però accusato apertamente gli Stati Uniti di “ricoprire il ruolo principale nel riequipaggiamento della macchina da guerra georgiana”; e ha ammonito che Mosca non chiuderà più un occhio se gli USA “continueranno ad armare un regime imprevedibile con la scusa di voler rafforzare la giovane democrazia” di Tbilisi.
(AGI)

Se le cose dovessero volgere al peggio, auspichiamo vivamente che l’esercito russo punti diritto su Tbilisi al fine di destituire il buffone inNATO e metterlo così nelle condizioni di non nuocere ulteriormente, prima di tutto al suo Paese.