Bombardare Paesi, devastare territori, seminare morte

“Il generale italiano Giulio Douhet pubblicò nel 1921 un libro, Il dominio dell’aria, dove sviluppò l’utilità dell’aviazione e dei bombardamenti per spezzare la resistenza del nemico, utilizzando la paura, la distruzione, la disorganizzazione della struttura economica e il crollo della produzione. Qualche anno prima, coinvolto nella Grande Guerra, Douhet aveva partecipato in Libia ai combattimenti contro il Turco: lì ebbe luogo il primo bombardamento aereo della storia. Poco dopo ci sono i bombardamenti sulla popolazione civile, che vanno a ingrossare l’infamia dei crimini di guerra. Nel 1925, in quel nord africano, gli aerei spagnoli bombardavano i souk pieni di gente, come a Beni Ider e i piloti americani arruolati nelle forze francesi facevano lo stesso lanciando le loro bombe sulla popolazione civile di Xauen: secondo Sven Lindqvist non c’erano uomini in età militare, solo donne e bambini.
Da allora la possibilità di schiacciare con i bombardamenti, nemici e avversari, guerre o rivolte e proteste, è stata una costante e gli Stati Uniti sono diventati un applicato e feroce seguace delle tesi del generale Douhet. Con la complicità, la menzogna o il silenzio dei media, gli Stati Uniti hanno continuato a bombardare Paesi, devastare territori, seminare morte sul pianeta.
Poiché gli Stati Uniti non sono solo l’unico Paese nella storia ad aver usato bombe nucleari contro civili, ma sono anche l’unico Paese che ha bombardato decine di Paesi in tutti i continenti della terra, tranne che nella disabitata Antartide e nella loro alleata Australia (Oceania). E l’unico Paese che ha usato contro la popolazione civile i tre tipi di armi di distruzione di massa: quelle nucleari, chimiche e batteriologiche. Gli Stati Uniti sono una potenza criminale e gran parte della loro forza risiede nel fatto che continuano a ricorrere alla loro devastante capacità di spazzare via città o Paesi dal cielo.”

Da La pioggia nera. Breve storia della strategia occidentale del bombardamento su vasta scala delle popolazioni civili e delle bugie per giustificarla, di Higinio Polo.

Raqqa, Siria (2017)

Il premio degli USA per i governi che si disarmano

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L’America ama i nemici. Senza i nemici è un Paese privo di scopi e di direzione. Le diverse componenti della Sicurezza nazionale hanno bisogno di nemici per giustificare i loro bilanci gonfiati, per esagerare l’importanza del loro lavoro, per proteggere le proprie cariche, per assegnarsi una missione dopo il crollo dell’Unione Sovietica:
in una parola, per reinventare se stesse.
William Blum,
Con la scusa della libertà

Il 29 Gennaio 1991, in un celebre discorso davanti al Congresso riunito in seduta plenaria, George Bush senior proclamava un Nuovo Ordine Mondiale. L’Unione Sovietica era in dissoluzione e gli Stati Uniti d’America si avviavano ad estendere la loro supremazia sul mondo intero.
Era da poco iniziata la Guerra del Golfo e gli Stati Uniti, per la prima volta nella storia, erano riusciti a mettere insieme un’enorme coalizione internazionale dove le due superpotenze non erano schierate su fronti contrapposti.
Terminata la guerra, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nell’Aprile del 1991, approvava la risoluzione n. 687 che creava l’UNSCOM (United Nations Special Commission), l’organizzazione per le ispezioni militari. Lo scopo era quello di rendere illegali le armi di distruzione di massa per l’Irak. Secondo tale risoluzione, Baghdad avrebbe dovuto consegnare tutte le proprie armi alle Nazioni Unite. L’Irak sceglieva di distruggere unilateralmente le proprie apparecchiature belliche. In seguito l’ONU avrebbe verificato la demolizione attraverso una lunga serie di ispezioni.
Il disarmo non servirà a Saddam Hussein per difendersi da una nuova aggressione americana. Continua a leggere

Intenzioni aggressive, 2° parte

Bombardamenti.
Utilizzo di armi non convenzionali.
Aggressioni chimiche e batteriologiche su Paesi stranieri.
Appoggio ad aggressioni chimiche e batteriologiche di altri Paesi.
Test chimici sulla popolazione interna.
Tortura.
Sovvertimento delle elezioni in Paesi stranieri.
Ingerenze in Paesi stranieri.
Risoluzioni ONU bloccate con il diritto di veto.

Ecco il curriculum vitae degli Stati Uniti d’America, dal 1945 ad oggi.

(Qui, invece, una breve descrizione degli “anni giovanili”)