Piccoli atlantici crescono

La Youth Atlantic Treaty Association (YATA) nasce a Roma nel 1996 nell’ambito della Atlantic Treaty Association, di cui costituisce la sezione giovanile. Oggi la YATA si estende dall’America del Nord fino alla Russia ed ai Paesi del Caucaso, comprendendo 38 filiali nazionali (una per ciascun Paese membro della NATO più varie altre di Paesi che attendono/aspirano all’adesione, con l’eccezione della Russia). Ne risulta ciò che i suoi Presidenti degli anni trascorsi definiscono “one of the strongest and most influential youth NGO networks in the world”.
I membri della YATA hanno organizzato svariati eventi a carattere sia nazionale che internazionale, sui temi della sicurezza e della cooperazione transatlantica, al fine di creare un quadro al cui interno studenti, giovani professionisti e ricercatori possano scambiare le proprie idee e dar vita ad una “genuina” comunità transatlantica, con la possibilità di dialogare direttamente con i decisori di livello mondiale, “including George W. Bush”. E perbacco!
Uno dei più importanti obiettivi futuri della YATA è la creazione di forti filiali nazionali in Asia Centrale e nella regione del Mar Nero, il che – poco casualmente – si trova in sintonia con la più generale politica di espansione verso est fino al cuore dell’Eurasia della organizzazione madre. A tal fine il reperimento di nuovi sostenitori finanziari appare assolutamente fondamentale.
Come detto, la YATA nasce nel 1996 come sbocco naturale di tutte le iniziative organizzate dai gruppi giovanili attivi all’interno di quasi tutti i circoli nazionali atlantici facenti capo alla Atlantic Treaty Association. Sotto questo aspetto, la filiale danese ha rivestito un ruolo di pioniere, organizzando fin dal 1985 il cosiddetto DAYS (acronimo di Danish Atlantic Youth Seminar), le cui tematiche riguardano sempre questioni legate ai conflitti internazionali ed alla gestione delle crisi derivanti. Sede del seminario, che quest’anno giunge alla sua 23° edizione, è la base aerea NATO di Aalborg…
Fra le “many exciting activities at national and international level around Europe and North America” organizzate nell’anno trascorso, citiamo:
Aliante 2007, gara studentesca sulle tematiche della cooperazione euro-atlantica, le cui finali si sono svolte alla base militare di Rheindahlen, in Germania. Premio in palio un viaggio di due settimane… negli Stati Uniti;
Norsec 2007, l’annuale Nordic Regional Security Conference dedicata alla discussione delle questioni legate alla sicurezza a livello regionale. In questa edizione, tenutasi a Tartu in Estonia, si sono incontrati 50 giovani fra i venti ed i trent’anni, con acclarate doti dirigenziali, già coinvolti nei processi decisionali dei rispettivi Paesi (scandinavi e baltici) di provenienza;
Simotan 2007, organizzato a Lisbona dal Comitato Atlantico Portoghese e dalla Facoltà di Scienze Sociali e Politiche della locale Università Tecnica, ha messo in scena – come ogni anno – la simulazione di una sessione straordinaria del Consiglio NATO in risposta all’emergere di una crisi internazionale;
 la 6° Conferenza Internazionale di Sipan, in Croazia, riservata a giovani “leaders” provenienti in particolar modo dall’Europa Sud-orientale che hanno discusso tematiche di cooperazione regionale e del processo di allargamento della NATO;
 infine, per concludere in bellezza, il NATO DAY Ostrava, durante il quale ad un pubblico di 55.000 visitatori sono stati mostrati i mezzi che la Repubblica Ceca ed i suoi alleati hanno a disposizione per garantire la sicurezza: il programma prevedeva, tra le altre cose, esibizioni di attrezzature militari e di tecnologie di polizia e salvataggio, nonché la possibilità di assistere all’addestramento delle unità speciali e toccare con mano i diversi tipi di equipaggiamento utilizzati.
Voi, quel giorno, dove eravate?

Un altro C.A.I.

“Quando ero un giovane studente con una borsa di studio della NATO assegnatami per elaborare negli anni Settanta uno studio comparativo dei bilanci della difesa dei Paesi NATO, ebbi l’occasione di leggere il Rapporto Harmel del 1967: rimasi meravigliato dalla lungimirante affermazione che l’area del Trattato del Nord Atlantico non può essere considerata in isolamento dal resto del mondo. Crisi e conflitti che nascono fuori dell’area possono mettere a repentaglio la sua sicurezza sia in via diretta sia intaccando l’equilibrio globale.
Pierre Harmel come Manlio Brosio, allora Segretario Generale della NATO ed ex Presidente del Comitato Atlantico Italiano, erano certamente sulla giusta strada ed oggigiorno ne abbiamo conferma.
Stabilità e sicurezza non dipendono più dall’equilibrio delle forze, ma dalla cooperazione. Esse devono essere assicurate in tutto il mondo.” (grassetto nostro)
Parola del On. Prof. Enrico La Loggia, Presidente del Comitato Atlantico Italiano (C.A.I., appunto).
Si tratta di un Ente che svolge da cinquanta anni attività di studio, formazione ed informazione sui temi di politica estera, sicurezza ed economia internazionale, relativi all’Alleanza Atlantica. In ambito internazionale, il Comitato assicura la presenza dell’Italia in seno all’Atlantic Treaty Association (ATA), che è l’organo di raccordo tra la NATO e le pubbliche opinioni dei Paesi membri. In ambito nazionale, esso svolge attività di studio attraverso commissioni con competenza in diverse materie, dalle tematiche militari a quelle economiche, educative, relative a stampa ed informazione, etc. Quali attività di formazione ed aggiornamento culturale, il Comitato organizza corsi e promuove conferenze e dibattiti presso istituti accademici e scolastici su tematiche atlantiche. Nel campo dell’informazione, infine, esso è attivo su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di associazioni periferiche ad esso aderenti, denominate Club Atlantici, dei quali coordina e promuove le iniziative.
Particolarmente attivo appare, in questo senso, il Club Atlantico di Bologna, organizzatore negli ultimi due anni di conferenze su “il ruolo dell’Italia nella NATO e nelle operazioni di mantenimento della pace” oppure su “l’Ungheria nell’ambito dell’integrazione europea ed atlantica” (sic). Appuntamenti centrali del calendario atlantico sono comunque gli annuali Forum Atlantici organizzati in prestigiose “location”. Nel settembre 2006, alla vigilia del Vertice NATO di Riga, ricercatori presso centri di studi strategici od accademie militari, decisori politici e parlamentari con il proprio “staff”, di età fra i venticinque ed i trentacinque anni, si sono riuniti al Centro Alti Studi per la Difesa a Roma ed hanno discusso – per tre giorni – di ruolo, capacità e missione della NATO, in considerazione delle sfide e minacce future. Nell’ottobre 2007, i lavori si sono svolti invece “nella straordinaria cornice di Palazzo dei Normanni” a Palermo, un’occasione di dialogo, di riflessione politica ed un contributo scientifico altamente qualificato, volti a promuovere “nuove prospettive di sicurezza e cooperazione nel Mediterraneo, Medio Oriente ed Asia”. Con la partecipazione, per la prima volta, anche di relatori provenienti dai Paesi aderenti all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, che – evidentemente – comincia a far sentire il proprio peso sullo scacchiere internazionale.