Brexit done! – incontro/dibattito a Bologna

Dopo lo storico referendum del 2016, tre anni e mezzo di tese trattative con l’Unione Europea ed uno scontro politico interno durissimo, per il Regno Unito la Brexit è finalmente cosa fatta. A spiegare l’origine, la storia, i retroscena, il significato (coi suoi pro e contro) di questo evento storico della recente storia europea, nonché quello che può comportare per la UE e per l’Italia, saranno due esperti analisti e commentatori della vicenda: Gabriele Pastrello, ex docente di Economia Politica e Storia del Pensiero Economico presso l’Università di Trieste, autore di contributi su pubblicazioni nazionali ed internazionali, tra cui il Financial Times, e Federico Petroni, analista di Limes – Rivista italiana di geopolitica, membro dell’associazione Geopolis.

La Germania del XXI secolo – il video

A seguire le immagini dell’incontro-dibattito svoltosi lo scorso 23 novembre, dedicato all’Europa e la questione tedesca.
Con l’intervento di Giacomo Gabellini, ricercatore di questioni economiche e geopolitiche, autore di Weltpolitik. La continuità economica e strategica della Germania, Goware, Thomas Fazi, giornalista e saggista, co-autore di Sovranità o barbarie, Meltemi, e Massimo D’Angelillo, economista, presidente della società di ricerca e consulenza Genesis. autore di La Germania e la crisi europea, Ombre corte.
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La Germania del XXI secolo – incontro/dibattito a Bologna

In Europa, il primo scorcio del XXI secolo è stato segnato dal protrarsi della crisi economica dell’Occidente e dallo scoppio delle tensioni interne all’Unione Europea. Una crisi duplice, prodromo del parto – stentato – della nuova fase geopolitica del multipolarismo, un lungo periodo di transizione nel quale il nostro continente è chiamato – come già cento anni or sono – a dare risposte importanti sulla soglia di mutamenti epocali, di fronte alla debolezza di un sistema egemonico in declino.
Dalla svolta del 1871, la Germania è al centro della cosiddetta questione europea, e tutti gli ultimi grandi eventi della storia continentale sono stati segnati dalle scelte compiute da questo Paese, la cui percezione è ancora inflluenzata da luoghi comuni e stereotipi che rimandano a noti trascorsi politici. Stretta tra gli attuali rigurgiti neo-egemonici e lo spettro dell’eterno Sonderweg, la Germania ha assunto nell’immaginario il ruolo di Sfinge politica, immagine un po’ enfatica, e di certo lacunosa nel descrivere, all’insegna della complessità, il tormentato rapporto di un popolo con la propria storia e le responsabilità delle sue classi dirigenti, incapaci di scegliere – come ammoniva Thomas Mann nel 1953 – tra un’ “Europa tedesca” e una “Germania europea”.

La Cina del XXI secolo – il video

Antiche e nuove Vie della Seta
Con l’intervento di Maria Morigi, docente presso istituti scolastici di Udine e Trieste, studiosa della storia e della cultura cinesi nonché autrice, fra gli altri, di La perla del drago. Stato e religioni in Cina e Xinjiang ‘Nuova Frontiera’. Tra antiche e nuove Vie della Seta, entrambe pubblicati da Anteo Edizioni.
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Immunità di legge 2° edizione – il video

I vaccini obbligatori tra scienza al governo e governo della scienza.
Le immagini dell’incontro/dibattito svoltosi a Bologna lo scorso 28 settembre, con la partecipazione degli autori Pier Paolo Dal Monte e il Pedante, Ivan Cavicchi (docente presso l’Università Tor Vergata di Roma) e Luigi Muratori (direttore della Scuola di specializzazione in allergologia ed immunologia clinica presso l’Università di Bologna).
Introduzione e moderazione di Gianmarco Capitani.
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La Cina del XXI secolo – incontro/dibattito a Bologna

“All’entrata del Palazzo d’Estate a Pechino, si legge, inciso su bronzo, che il 18 ottobre 1860 (II Guerra dell’Oppio) Lord Elgin, allora Alto Commissario britannico, ordinò la distruzione del palazzo. Circa 3.500 soldati saccheggiarono e misero a ferro e fuoco padiglioni, sale e giardini. In altri avvisi di altri luoghi monumentali, si legge che lo stesso copione fu seguito nel 1900 durante la rivolta dei Boxer ad opera dei militari dell’alleanza delle otto nazioni (Austria-Ungheria, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti). Così il visitatore straniero – con un certo disagio – mette a fuoco che furono le potenze coloniali in un’inguaribile presunzione di superiorità a saccheggiare i tesori della Cina, senza che essa avesse mai invaso territori stranieri.
Andando per luoghi sacri, il turista occidentale si accorge anche della difficoltà con cui le guide cercano di semplificare (e adattare) concetti di una saggezza millenaria, distante dalla nostra cultura per sostanza e modi di espressione. Di conseguenza, al contrario di quanto scandivano slogan degli anni ’70, la Cina non appare per niente vicina, ma più lontana che mai. Appare, soprattutto, sfuggente alle banalizzazioni che la dipingono, senza mezzi termini, come potenza economica e dittatura materialista. Errori prospettici e forzature interpretative vengono alimentati dai media, che, con la complicità di inviati speciali ed economisti, sommergono di numeri sulla dilagante esportazione e sul fatto che la finanza cinese sta comprando Pireo, canale di Suez, squadra del Milan… e sta progettando nuove vie della seta marittime e terrestri. Purtroppo si deve riconoscere che la Cina è un mondo cui l’Occidente ancora guarda con timore e diffidenza, appena un po’ attutiti dalle prospettive vantaggiose di collaborazione commerciale; si continuano, infatti, a sentire fin troppe opinioni e facili ‘post-verità’ – quelle che ci piacciono a conferma dei nostri pregiudizi – su una Cina nemica di buddhismo e cristianesimo, oltre che violatrice impenitente di diritti umani e consumatrice alimentare di innocenti cuccioli di cane.”
(Da La perla del drago. Stato e religioni in Cina, di Maria Morigi, Anteo Edizioni, pp. 13-14)

Immunità di legge, 2° edizione – incontro/dibattito a Bologna

Immunità di legge. I vaccini obbligatori tra scienza al governo e governo della scienza, viene ripubblicato da Arianna Editrice in una versione aggiornata e ampliata, con prefazione di Ivan Cavicchi.
Nel consegnare il manoscritto della prima edizione, gli autori erano timorosi – o per dire meglio, speranzosi – che sarebbe diventato presto obsoleto, testimonianza di una brutta avventura politica. Era la fine dell’estate del 2018. Qualche mese prima, il partito di governo che si era intitolato il decreto Lorenzin usciva sconfitto dalle elezioni e lasciava la guida del Paese ai due partiti che avevano osteggiato il decreto.
A ridosso dell’inizio del nuovo anno scolastico, l’emendamento Arrigoni-Taverna al decreto «Milleproroghe» che avrebbe sospeso il requisito decavaccinale per la frequenza degli asili, fu ritirato senza dare spiegazioni. Da lì in poi fu tutta una discesa kafkiana.
La novità più interessante di questi mesi, tuttavia, è stato il repentino disvelarsi della dimensione transnazionale del problema e l’identità, in certi casi stupefacente, delle strategie narrative e degli slogan che lo corredano, come se prima del 2017 si vivesse nel medioevo sanitario. La legge che subordina il godimento di alcuni diritti sociali alle vaccinazioni è stata replicata con poche varianti prima in Francia e poi in Argentina, mentre si discute di introdurre obblighi simili anche in altri Paesi, ma era stata l’Australia ad aprire la strada negando i sussidi famigliari alle famiglie indigenti o numerose i cui figli non fossero vaccinati.
Questa dimensione globale del problema può spiegare i silenzi imbarazzati e imbarazzanti della politica nostrana e le inversioni a U di alcuni suoi esponenti. In quanto agli autori, rappresenta un ulteriore stimolo all’approfondimento e alla denuncia di questa medicalizzazione progressiva, massificata e coatta.