Lo strapotere della speculazione made in USA

“Certamente questa nuova ondata speculativa soddisfa gli operatori e gli speculatori della City e di Wall Street. Secondo l’OCC, Office of the Comptroller of the Currency (OCC), l’agenzia che regola e controlla il sistema bancario americano, nel terzo trimestre del 2011 le banche USA hanno infatti registrato dei profitti enormi: 13,1 miliardi di dollari con un aumento del 78% rispetto al trimestre precedente. L’OCC tra l’altro dimostra che i derivati creati dalle banche americane sono poco meno di 250 trilioni di dollari, di cui l’87% in prodotti strutturati sui tassi di interesse. Si ripropone la grande questione delle banche «too big to fail», quelle troppo grandi per lasciarle fallire, che di fatto hanno determinato il sistema economico e finanziario e hanno ricattato il mondo politico. Nel frattempo esse hanno accelerato il loro processo di concentrazione e di controllo del potere finanziario. Infatti, se nel 2009 le cinque maggiori banche americane detenevano l’80% di tutti i derivati emessi negli USA, oggi 4 banche soltanto, la JP Morgan Chase, la City Group, la Bank of America e la Goldman Sachs, ne detengono il 94% del totale. Dai preoccupanti dati esposti emerge con forza la necessità per l’Italia e per l’Europa non solo di adottare con celerità le decisioni di propria competenza, ma anche soprattutto di giocare un ruolo più attivo in sede di G20 dove, purtroppo, finora non si è mai deciso nulla di realmente efficace contro lo strapotere del sistema bancario finanziario speculativo.”

Da I derivati rompono di nuovo gli argini. Torna il pericolo di crisi finanziaria, di Mario Lettieri e Paolo Raimondi.