American Gulag 2013

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“L’incontrollata crescita dell’universo concentrazionario americano si è arrestata. Fino al 2008 ogni settimana 1.000 detenuti si aggiungevano al più grande esperimento di imprigionamento di massa dai tempi di Stalin, mentre ora una lieve diminuzione del numero dei detenuti fa ben sperare, anche se la situazione resta comunque senza confronti.
Poco meno di un milione e seicentomila carcerati gremiscono le prigioni statali e federali (quarant’anni fa erano duecentomila), settecentocinquantamila quelle locali (jails) e di questi cinquecentomila sono in attesa di giudizio. Con un po’ meno di centomila minori nei riformatori (e alcune migliaia nelle carceri per adulti) si arriva così a 2,4 milioni di detenuti.
Gli Stati Uniti d’America detengono il record mondiale di un carcerato ogni 125 abitanti, con un tasso di detenzione di 800 per 100.000. Ma, se aggiungiamo ai 2,4 milioni in prigione i 5 milioni che sono in libertà vigilata (probation e parole)2, arriviamo a un condannato ogni 40 abitanti e a un tasso di 2.466 per centomila. Nessuno sa quanti siano in libertà su cauzione (on bail) e in attesa di un giudizio che può anche perdersi nei meandri del sistema giudiziario.”

American Gulag di Claudio Giusti, aggiornato al 22 Settembre 2013, continua qui.

Sul caso Chico Forti e l’American Gulag

Cosa penso del caso Chico Forti, di Claudio Giusti
membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Legalità e i Diritti

Se Enrico “Chico” Forti fosse stato condannato a morte tutto sarebbe più semplice: daremmo per scontata la sua colpevolezza e cercheremmo di salvargli la pelle. Ma Forti non ha una sentenza capitale e proclama la sua innocenza da uno dei supermax dell’American Gulag (1) dove sta scontando l’ergastolo senza possibilità di rilascio anticipato (LWOP) (2).
Le sue proteste d’innocenza non si trovano a cozzare solo contro la “mission impossible” di convincere una corte americana, ma anche contro il prudente scetticismo di chi, come noi abolizionisti, non ha l’abitudine di prendere per buona qualsiasi dichiarazione innocentista (3) e, per quanto ne sappiamo, l’unica cosa inusuale del processo Forti è stata la sua notevole lunghezza.
Malauguratamente del caso giudiziario e dei dodici anni di appelli sappiamo solo quel poco che raccontano gli amici di Forti. Non abbiamo il verbale del processo, gli opening statements e le istruzioni date alla giuria, non possediamo i writs of certiorari che hanno preparato i difensori nei sei tentativi d’appello, non conosciamo il punto di vista dell’Accusa e nemmeno quello del tanto vituperato collegio di difesa. Non abbiamo le cronache dei giornali della Florida e nemmeno una time table degli avvenimenti. Inoltre i media italiani hanno, con poche eccezioni, sposato acriticamente le lacunose tesi della famiglia Forti. Tuttavia, grazie ai documenti e alle interviste reperibili su Internet, è possibile farsi un’idea, per quanto approssimativa, dei fatti. Senza mettere in dubbio la buona fede degli amici di Forti faccio notare alcuni dei punti che non mi convincono.. Continua a leggere

I difensori dei diritti umani

American gulag (*) 2011

“Qui ci sono solo due possibilità. O abbiamo il più malvagio popolo sulla terra che abita negli Stati Uniti, oppure stiamo facendo qualcosa di drammaticamente sbagliato nel modo in cui trattiamo la questione della giustizia penale.”
Sen. Jim Webb

L’incontrollata crescita dell’universo concentrazionario americano sembra essersi arrestata.
Fino al 2008 ogni settimana 1.000 detenuti si aggiungevano al più grande esperimento di imprigionamento di massa dai tempi di Stalin, mentre ora, complice la crisi economica, si scorge uno spiraglio e una lieve diminuzione del numero dei detenuti fa ben sperare.
La situazione resta comunque senza confronti nel mondo civilizzato. (**)
Un milione e cinquecentomila carcerati riempiono le prigioni statali e federali (quarant’anni fa erano duecentomila), settecentocinquantamila quelle locali (jails) di cui cinquecentomila sono in attesa di giudizio; con centomila minori nei riformatori e alcune migliaia nelle carceri per adulti. [BJS – Sourcebook]
Gli Stati Uniti d’America detengono il record mondiale di un carcerato ogni 130 abitanti, con un tasso di detenzione di 767 per 100.000. Ma, se aggiungiamo ai 2,3 milioni in prigione i 5 milioni che sono in libertà vigilata (probation e parole), arriviamo a un condannato ogni 41 abitanti e a un tasso di 2.435 per centomila. Nessuno sa quanti siano in libertà su cauzione (bail) in attesa di un giudizio che può anche perdersi nei meandri del sistema giudiziario. [Courier Journal]
Un adulto americano ogni cento è dietro le sbarre [PEW] e per i maschi neri si arriva a uno ogni nove. [Liptak] Con i 5 milioni in probation e parole siamo a uno ogni 31. [PEW]. Ogni 48 uomini in età lavorativa uno è in prigione [CEPR], mentre sono 5 milioni (il 2% degli americani e il 14% dei neri) gli ex carcerati che hanno perso il diritto di voto [Economist]. Inoltre 47 milioni di americani hanno precedenti penali, 13 milioni per felonies [Bach]
Metà dei carcerati sono neri, ma questi sono solo il 13% della popolazione.
Se il tasso d’incarcerazione per i bianchi è di 400 per 100.000 per i neri è 2.500. Se poi si considerano solo i maschi il tasso per i bianchi sale a 700 mentre per i neri arriva a 5.000 ma in molti stati supera abbondantemente quota 10.000. Non stupisce quindi che in un quarto degli stati il 10% dei maschi neri sia in galera. Questo si spiega perché, pur essendo il 13% dei drogati, i neri sono il 35% degli arrestati per possesso di droga, il 55% dei processati per questo reato e il 75% di quelli che stanno scontando una pena per questo delitto. [Prisonsucks – ICJ – Webb]
Un terzo dei ventenni di colore è in prigione o in libertà vigilata e per i giovani neri passare un periodo di tempo in cella è un “rito di passaggio” come lo era per noi fare il servizio militare. Il loro tasso d’incarcerazione è di 13.000 per centomila, mentre per i loro coetanei bianchi è di 1.700. [Sentencing Project – HRW]
Ci sono più ragazzi neri in prigione che all’università [Donohoe – BBC] Continua a leggere

American Gulag

Sull’imprigionamento di massa negli Stati Uniti d’America, di Claudio Giusti.
(Fra parentesi quadra vengono indicate le fonti di ciascuna informazione, indicazioni bibliografiche ulteriori sono disponibili presso l’autore)

La crescita dell’universo concentrazionario americano prosegue inarrestabile.
Ogni settimana 1.000 detenuti si aggiungono a quello che è il più grande esperimento di imprigionamento di massa dai tempi di Stalin.
Un milione e seicentomila carcerati riempiono le prigioni statali e federali (trent’anni fa erano duecentomila), ottocentomila quelle locali (cinquecentomila sono in attesa di giudizio), con in più centomila minorenni nei riformatori (30.000 sono i minori nelle carceri per adulti) [BJS – Sourcebook]
Gli Stati Uniti d’America detengono il record mondiale di un carcerato ogni 120 abitanti, con un tasso di detenzione di 833 per 100.000. Ma, se aggiungiamo ai 2,5 milioni in prigione i 5 milioni e passa che sono in libertà vigilata (probation e parole), arriviamo a un condannato ogni 40 abitanti e a un tasso di 2.500 per centomila.
Un adulto americano ogni cento [PEW] è dietro le sbarre e per i maschi neri si arriva a uno ogni nove. [Liptak] Con i 5 milioni in probation e parole siamo a uno ogni 31. [PEW] Il 2% degli americani e il 14% dei neri (5 milioni di ex carcerati) hanno perso il diritto di voto [The Economist]
Metà dei carcerati sono neri, ma i neri sono il 13% della popolazione.
Se il tasso d’incarcerazione per i bianchi è di 409 per 100.000 per i neri è 2.468. Se poi si considerano solo i maschi il tasso per i bianchi sale a 736 mentre per i neri arriva a 4.789 ma in molti Stati supera abbondantemente quota 10.000. Non stupisce quindi che in un quarto degli Stati il 10% dei maschi neri adulti sia in galera. Questo si spiega perché, pur essendo il 13% dei drogati, i neri sono il 35% degli arrestati per possesso di droga, il 55% dei processati per questo reato e il 75% di quelli che stanno scontando una pena per questo delitto. [prisonsucks – ICJ – Webb]
Un terzo dei ventenni di colore è in prigione o in libertà vigilata e per i giovani neri passare un periodo di tempo in prigione è un “rito di passaggio” come lo era per noi fare il servizio militare. Il loro tasso d’incarcerazione è di 13.000 per centomila, mentre per i loro coetanei bianchi è di 1.700. [Sentencing Project – HRW]
Ci sono più ragazzi neri in prigione che all’università [Donohoe]
Le donne detenute sono 200.000 e spesso si ha notizia di una di loro costretta a partorire ammanettata mani e piedi. [AI – Liptak]
100.000 detenuti sono in isolamento nei supermax e nelle SHU [The New Yorker]
3.300 sono nel braccio della morte.
Gli ergastolani sono 130.000. Un quarto non ha la possibilità di rilascio sulla parola (LWOP) e di questi circa 3.000 erano minorenni al momento del crimine (alcuni di 13 e 14 anni) [Liptak]
Il prezzo del mantenimento del gulag americano è di 60 miliardi di dollari annui e l’intero sistema giudiziario-penale ne costa 200. [Webb]
In California ogni detenuto costa 40.000 dollari all’anno (come tenerlo a studiare ad Harvard), ma se i matti fossero in manicomio e i drogati in comunità la spesa diventerebbe di 20 e 10 mila rispettivamente. Il Governatore Schwarzenegger sta tentando di salvare il bilancio rilasciando 22.000 dei 160.000 carcerati californiani. [International Herald Tribune 11/01/2008]
A tenere gremito il sistema concentrazionario USA ci pensano le diciottomila polizie americane che, anche se metà dei crimini gravi non è denunciata, compiono ogni anno 15 milioni di arresti: 5.000 arresti ogni 100.000 abitanti. 1 milione e 500.000 sono arresti per DUI (guida in stato di ebbrezza). 2,5 milioni sono arresti di minorenni e almeno 500.00 di bambini sotto i 14 anni. [UCR]
Questa enorme massa schiaccerebbe qualsiasi sistema giudiziario, ma quello americano è salvato dalle infinite possibilità di ricatto e contrattazione che offre il patteggiamento. Così i processi con giuria sono, nel 2004, appena 155.000 su di un totale di 45 milioni e duecentomila casi giudiziari civili e penali, mentre gli appelli sono solo 273.000. [BJS – Mize]
La famosa efficienza giudiziaria americana si basa esclusivamente sulla frettolosa sommarietà del giudizio, senza certezza del diritto e della pena.
Il 6% degli americani è afflitto da gravi problemi mentali, ma per i detenuti si passa al 20% e le carceri, con i loro 500.000 malati psichici, sostituiscono gli ospedali psichiatrici [Time – HRW] che ne contengono solo 100.000 [The Economist]
Il sovraffollamento di jails e prisons non produce solo gente che dorme per terra o nei corridoi, ma condizioni igienico sanitarie atroci, con altissimi tassi di violenza, stupro e suicidio, tanto che una prigione in Georgia è stata definita da un giudice federale “una nave di schiavi”. [SCHR]
Se, ai due milioni e mezzo in prigione e ai cinque in libertà vigilata, aggiungiamo i cinque milioni che hanno perso il diritto di voto (con gravi conseguenze sia per loro che per il sistema elettorale) e i bambini che hanno almeno un genitore in prigione vediamo che l’Incarceration Nation, ha creato una sottoclasse di 15 milioni di persone, un ventesimo della popolazione americana.
Metà abbondante degli Stati rappresentati alle Nazioni Unite ha una popolazione inferiore.