CMC – Cooperativa Militarista Collaborazionista

Codice etico zero ma milioni e milioni di euro fatturati con le Grandi Opere dal devastante impatto ambientale (Ponte sullo Stretto, TAV, Quadrilatero Marche-Umbria, ecc.) e finanche con la nuova base dell’esercito USA al Dal Molin di Vicenza. Ma l’appetito vien mangiando e con l’autunno è giunta una commessa che fa tramontare irrimediabilmente l’immagine “sociale” della CMC – Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna, l’azienda leader del settore costruzioni della Lega delle Cooperative. Il 24 settembre 2010, il Comando d’ingegneria navale del Dipartimento della Marina militare degli Stati Uniti d’America ha assegnato alla società ravennate i lavori per realizzare a Sigonella un megacomplesso per le attività di manutenzione dei Global Hawk, i sofisticati aerei di spionaggio telecomandati delle forze armate USA e NATO, buona parte dei quali destinati ad operare dalla base siciliana. La CMC avrà tempo 820 giorni per completare quella che è stata definita dal Pentagono come un’opera d’«importanza strategica» per gli interessi USA in Europa, Africa e Medio oriente. Il Dipartimento della difesa ha dovuto sostenere un faticoso braccio di ferro con il Congresso per ottenere l’autorizzazione a realizzare il cosiddetto Global Hawk ACFT Maint Facility Sigonella Sicily. La richiesta è stata accolta solo a fine 2009: 31 milioni e 300mila i dollari posti in budget ma la CMC, contractor di fiducia del Pentagono, ha ritenuto conti alla mano di poter fare tutto e bene con metà dei fondi a disposizione. Il contratto firmato è di “soli” 16 milioni e 487mila dollari.
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Nella grande base militare siciliana la CMC è ormai di casa ininterrottamente dall’ottobre 1996, quando ottenne dal Dipartimento della Difesa i lavori del cosiddetto piano “Mega II” consistenti nella «demolizione e ricostruzione di 4 edifici a NAS 1, e d’infrastrutture aeroportuali e nuovi edifici amministrativi a NAS 2», per un valore complessivo di 88,5 miliardi di vecchie lire. In quell’occasione i vertici d’Impregilo – altro grande colosso delle costruzioni ed odierno partner della coop nei lavori per il Ponte di Messina – denunciarono che la CMC si era aggiudicata la gara con un’offerta di 2 miliardi e mezzo di lire superiore alla propria. «La Marina militare USA che ha commissionato l’opera, ha scelto noi premiando la qualità del progetto che prevede un costo superiore a quello proposto da altre imprese concorrenti. Gli americani, insomma, hanno avuto fiducia nella nostra affidabilità», fu la risposta dell’allora ed odierno presidente della società ravennate Massimo Matteucci, neoeletto presidente del consiglio di sorveglianza del Consorzio Cooperative Costruzioni CCC di Bologna, il socio CMC nei lavori per la nuova base di Vicenza.
Da allora il flusso di denaro USA nelle casse della CMC è stato inarrestabile. Stando alle stime del Pentagono, nel solo periodo compreso tra il 2000 e il 2007, alla CMC sono stati assegnati lavori per 193 milioni e 144mila dollari, tutti a Sigonella.
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La CMC di Ravenna ha pure tentato d’inserirsi, sino ad ora con poca fortuna, nel grande business dei complessi turistico-immobiliari e dei villaggi destinati al personale USA di stanza a Sigonella. Nel sito web della Koyné Progetti Srl di Ravenna, si accenna alla stesura nel 2005 – per conto della coop di costruzioni – del «layout preliminare del “Residence Saia di Roccadia”». Nove palazzine-alloggio circondate dal verde e campi sportivi nel territorio dei comuni di Lentini e Carlentini perché i militari d’oltreoceano possano vivere con il massimo confort le licenze dai teatri di guerra africani e mediorientali.

Da Marchio Legacoop sui Global Hawk delle forze armate USA, di Antonio Mazzeo.
[Grassetto nostro]