La strage di Ustica porta ai mandanti di quella di Bologna

“E ora si faccia tutto quello che serve perché Italia, Francia e Stati Uniti dicano la verità e ammettano la responsabilità dell’abbattimento il 27 Giugno del 1980 del DC-9 dell’Itavia“.
Lo hanno chiesto in un documento comune gli avvocati che hanno prestato assistenza legale a familiari e parenti delle 81 vittime della strage di Ustica, nella causa civile del 12 Settembre arrivata a sentenza per decisione del giudice Paola Protopisani del Tribunale di Palermo, che riconosce agli assistiti danni per 100 milioni di euro (più interessi e altri oneri).
La somma dovrà essere risarcita in solido dal Ministero dei Trasporti e della Difesa.
“Si auspica con forza che chi di dovere – Presidenza del Consiglio, Ministero degli Esteri e Ministero della Giustizia, nda – avvii ogni opportuna e irrimandabile azione giudiziaria nei confronti di Francia e Stati Uniti perché sia finalmente ammessa dopo più di 30 anni, la responsabilità del gravissimo attentato che colpì l’aereo passeggeri dell’Itavia“.
Lo hanno messo nero su bianco gli avvocati Alfredo Galassso, Daniele Osnato, Massimiliano Pace, Giuseppe Incandela, Fabrizio e Vanessa Fallica, Gianfranco Paris, che formavano il collegio di difesa.
“La sentenza – hanno scritto – è il frutto di una lunga e articolata istruttoria, durata 3 anni, durante la quale il Tribunale ha avuto modo di valutare tutte le emergenze probatorie già emerse nel procedimento penale“.
Secondo i legali “il risultato raggiunto in sede civile rende finalmente giustizia alle innumerevoli difficoltà, economiche e psicologiche, che familiari e parenti degli scomparsi nell’attentato del DC-9 hanno dovuto sopportare nell’arco di 30 anni della loro vita, anche a causa dei numerosi e comprovati depistaggi operati da apparati deviati dello Stato“.
La ricerca della verità su Ustica deve ripartire da questa sentenza – ha affermato l’avvocato Osnato – che accoglie la tesi del missile lanciato da un caccia intercettore con le insegne di USA o Francia in prossimità del “punto Condor“, dove l’aerovia militare Delta Whisky incrocia nei cieli di Ustica quella usata per il trasporto passeggeri Ambra 13.
Il giudice Protopisani ha ritenuto che le prescrizioni sul piano penale di cui hanno beneficiato gli ufficiali dell’Aeronautica Militare Italiana non possano essere trasferite sul piano civile e ha condannato i Ministeri dei Trasporti e della Difesa secondo il principio della “immedesimazione organica“. Continua a leggere

Quando Maroni voleva uscire dalla NATO

“In quelle carte NATO c’è la verità su Ustica”, di Alessandro Farruggia, pubblicato su Il Resto del Carlino del 28 Marzo 1996.

La tragedia insabbiata del “Francesco Padre”

Giovedi 10 dicembre, ore 21.30
presso Modo infoshop, Via Mascarella 24/b e 26/a, Bologna:
NATO: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre,
di Gianni Lannes, edizioni La Meridiana

Con l’autore interviene Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica.
Modera l’incontro Valentina Avon, giornalista.

Se il mare fosse un libro, vi leggeremmo la tragedia di cinque uomini, un cane ed una barca, che il 4 Novembre del 1994 pescavano, come sempre, nell’Adriatico orientale, palcoscenico di una guerra non dichiarata. Il “Francesco Padre”, la barca, ora è un rantolo contorto, i corpi giacciono in fondo al mare. Sono diventati brandelli di umanità insepolta, un attacco militare li ha inabissati sotto una coltre di melma fangosa.
La vicenda rientra tra quelle su cui vige il segreto di Stato. Quella notte, in quelle acque, era in corso l’operazione della NATO “Sharp Guard”.

Gianni Lannes, dal 1987 svolge in Italia ed all’estero il mestiere di giornalista e fotografo freelance. Ha lavorato nei settimanali “Avvenimenti”, “L’Espresso”, “Panorama”, “Famiglia Cristiana”, “Io Donna”, “D – la Repubblica delle Donne”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Diario”. Ha scritto inoltre per i mensili “Airone”, “La Nuova Ecologia”, “Medicina Democratica”. Attualmente dirige il giornale on-line “Italia Terra Nostra” e collabora col quotidiano “La Stampa”, nonché con la RAI Radiotelevisione Italiana.