Il re e i suoi vassalli

Recuperiamo con colpevole ritardo una notizia che non può passare inosservata.
Essa è giunta il giorno successivo all’inaugurazione della base militare USA presso l’ex aeroporto Dal Molin di Vicenza, definita dall’ambasciatore Thorne “la più ecologica del mondo”.
E appena prima di quella riguardante il colonnello David Buckingham, comandante della storica base Ederle sempre a Vicenza, arrestato per resistenza e oltraggio al termine dei festeggiamenti per il giorno dell’indipendenza…

Roma, 3 luglio – Sfilata di alcuni dei massimi rappresentanti del mondo delle istituzioni, della politica, dell’economia e della cultura italiane a Villa Taverna, a Roma, per le celebrazioni della Festa dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Si tratta dell’ultimo ‘Independence day’ che l’ambasciatore USA David Thorne festeggia nella sua veste di rappresentante di Washington a Roma. A breve infatti Thorne rientrera’ a Washington dove assumera’ l’incarico di consigliere del segretario di Stato John Kerry.
Tra le personalita’ presenti a Villa Taverna il presidente del Senato Pietro Grasso e una folta schiera di ministri. Assente il premier Enrico Letta impegnato a Berlino. Tra i ministri che sono venuti a salutare Thorne nella sua residenza romana il titolare dell’Economia Fabrizio Saccomanni, il ministro della Sanita’ Beatrice Lorenzin e il ministro dei Beni culturali Massimo Bray, mentre la Farnesina era rappresentata dal ministro degli Esteri Emma Bonino e dai viceministri Marta Dassu’, Lapo Pistelli e Mario Giro e dal segretario generale Michele Valensise.
“La Costituzione italiana -ha detto Thorne nel tradizionale discorso- riconosce gli stessi principi democratici di liberta’ e uguaglianza, dignita’ e umanita’, di indipendenza e tutela delle minoranze” custoditi nella Dichiarazione di Indipendenza che fu proclamata 237 anni fa dalle 13 colonie americane che decisero di staccarsi dall’Inghilterra. “Nei 152 anni dell’unita’ -ha proseguito Thorne- l’Italia ha affrontato le sfide della storia per tutelare e promuovere quei principi vitali al suo interno e all’estero. E i nostri due paesi -ha sottolineato l’ambasciatore USA- hanno lavorato insieme per difendere la democrazia e la liberta’ nel mondo. Questi principi condivisi ci aiuteranno a vincere le sfide interne che sitamo affrontando”.
Ad ascoltare il discorso dell’ambasciatore americano oltre ai rappresentanti delle istituzioni e del governo anche esponenti del mondo della politica tra cui Pier Ferdinando Casini, Ignazio La Russa, Nicola La Torre, Andrea Riccardi, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Sacconi, Maurizio Gasparri e Francesco Rutelli. Presente anche l’attuale sindaco di Roma, Ignazio Marino, e il suo predecessore Gianni Alemanno. Le Forze armate erano rappresentate, tra gli altri, dal capo di stato maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Luigi Gallitelli. Presenti anche il direttore del DIS Giampiero Massolo e il neo designato presidente di Finmeccanica, Gianni De Gennaro. In rappresentanza del mondo della cultura, dell’editoria e del giornalismo, tra gli altri, sono presenti a Villa Taverna l’editore dell’Adnkronos, Giuseppe Marra, il direttore del Gr Rai Antonio Preziosi, la consigliera di amministrazione Rai, Luisa Todini.
(Mli/Zn/Adnkronos)

P. S.: non perdetevi la galleria fotografica dell’evento!
Valgono più certe immagini che milioni di parole…

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Scherzetto: l’alluvione a Vicenza non c’è mai stata

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Abbiamo fatto degli accurati controlli, uno studio. Le nostre nuove costruzioni al Dal Molin non hanno avuto alcun impatto ambientale e alcuna ricaduta sulla falda. Siamo perfetti. A dirlo, il colonnello David Buckingham, comandante delle basi USA a Vicenza che annuncia il 4 maggio l’apertura ai vicentini dei cancelli del Dal Molin.
Le sue parole sono un insulto alla città che, negli ultimi due anni, ha vissuto il dramma dell’alluvione permanente senza conoscerne le cause, ma con il dubbio che vi sia una strana coincidenza tra l’avvio del cantiere e le esondazioni del Bacchiglione. E pensare che gli statunitensi si sono sempre rifiutati di consegnare i dati sulla falda in loro possesso ai tecnici vicentini e hanno sempre impedito ispezioni e visite.
Insomma, secondo il colonnello David Buckingham l’alluvione e gli allagamenti sono un’invenzione dei vicentini. E le preoccupazioni di gran parte della comunità locale sono affermazioni da spazzar via con uno studio di parte, una verità autocostruita per autoassolversi. E’ partita la nuova operazione “presa per il culo”, già vista quando gli statunitensi raccontavano quante migliaia di posti di lavoro avrebbero creato (zero, alla fine) per i poveri vicentini sulla soglia della crisi economica.
E, in più, a dimostrazione dell’arroganza dei militari a stelle e strisce, David Buckingham invita i vicentini a visitare il Dal Molin il prossimo 4 maggio, quando i cancelli saranno aperti alla cittadinanza. Noi ci andremo, ma non per mangiare pop corn: entreremo con le nostre bandiere per vedere, capire, ispezionare, rivendicare verità: loro la base, noi l’alluvione; e adesso ci prendono anche per il naso! No, grazie.

Fonte

“La città italiana con la più alta presenza di militari USA”

“Intanto prosegue frenetico il processo di ipermilitarizzazione del territorio comunale. Il colonnello David Buckingham, comandante di US Army Garrison-Vicenza, ha formalizzato la conclusione della seconda fase dei lavori di realizzazione delle facilities destinate ai reparti statunitensi all’interno dell’ex aeroporto Dal Molin. La trasformazione dello scalo in megacaserma della 173^ brigata aviotrasportata è uno dei principali progetti di potenziamento infrastrutturale delle forze armate USA a livello mondiale. I lavori, per un importo di 245 milioni di euro, sono stati affidati nel marzo 2008 a due aziende leader di LegaCoop, la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna (CMC) e il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (CCC). “Questa seconda tranche è consistita nella costruzione degli uffici e delle infrastrutture di servizio del 173rd Airborne Brigade Combat Team e delle abitazioni per circa 1.200 soldati single”, ha spiegato il colonnello Buckingham. Lo scorso mese di gennaio, al Dal Molin sono stati trasferiti i primi reparti di US Army Africa, mentre il personale restante del comando raggiungerà la base entro il giugno del 2014. “Prevediamo invece che entro il giugno 2013 si completi il trasferimento al Dal Molin dei circa 2.000 militari e delle rispettive famiglie attualmente ospitati a Bamberg and Schweinfurt, in Germania. Il programma ha subìto solo qualche mese di ritardo a causa delle cattive condizioni meteorologiche, della bonifica delle munizioni non esplose ritrovate all’interno dell’aeroporto (49 bombe italiane e britanniche risalenti alla Seconda guerra mondiale) e degli scavi archeologici”. A conclusione dei lavori, il Dal Molin ospiterà quattro battaglioni e il quartier generale della 173^ brigata, mentre due battaglioni dell’esercito resteranno nella vicina Camp Ederle. “Vicenza sarà la città italiana con la più alta presenza di militari USA in termini di popolazione, con circa 5.000 uomini distribuiti tra il Dal Molin e l’Ederle”, ha concluso Buckingham.”

Da Le nuove guerre dei militari USA di Vicenza, di Antonio Mazzeo.