Carlos non molla

“Voglio raccontare la mia verità in Italia. Sono pronto a dire tutto ciò che so sull’attentato alla stazione di Bologna davanti a un magistrato italiano”. Firmato, Ilich Ramirez Sanchez, ossia ‘Carlos lo sciacallo’, il più famoso terrorista del mondo. Carlos, 61 anni, venezuelano, sta scontando l’ergastolo in Francia (per vicende francesi) ma ora chiede di parlare davanti a un tribunale italiano per dire ciò che sa sulla bomba che il 2 agosto 1980 uccise 85 persone e ne ferì più di 200.
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Dopo aver letto un articolo del Resto del Carlino che lo riguardava, inviatogli dal suo avvocato milanese Sandro Clementi, ha deciso di scrivere una lettera che, tramite il collega bolognese Gabriele Bordoni, è stata recapitata al nostro giornale. La missiva, scritta nel carcere di Poissy, reca la data del 15 agosto.
“Egregio signore — scrive Carlos a Clementi — ho letto l’articolo… Io riconfermo tutte le mie dichiarazioni che riguardano l’attentato alla stazione di Bologna di 30 anni fa. Ho lottato contro i veri terroristi, i terroristi di Stato, fin da quando avevo 14 anni”.
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Il magistrato italiano Enrico Cieri, titolare dell’indagine, l’ha sentito come persona informata sui fatti nell’aprile 2009 a Poissy. Carlos gli ha spiegato: “La bomba non l’hanno messa né i rivoluzionari né i fascisti. Quella è roba della Cia e del Mossad, i servizi italiani e tedeschi lo sanno bene. L’Italia è una colonia degli Stati Uniti”. Poi, però, al momento di fornire ulteriori dettagli, si è fermato: “Voglio parlare davanti a una Commissione parlamentare in Italia”. Stop.
Adesso, però, lo Sciacallo è pronto a fare di più. Scrive: “Voglio confermare tutte le mie dichiarazioni sull’argomento davanti a un tribunale italiano, in Italia”. Letto fra le righe, come spiegano i due avvocati, è pronto a fornire i dettagli mai detti finora. Ed è pronto a farlo non davanti a una commissione parlamentare (come pure preferirebbe), ma davanti ai magistrati. Non è finita, nel chiudere la lettera aggiunge un particolare nuovo e importante: “La mia ex moglie, Magdalena Cecilia Kopp, può confermare in un tribunale italiano le informazioni che mi ha fornito 30 anni fa su Thomas Kram e Bologna”. Dunque, l’ex moglie Kopp saprebbe molte cose. La Kopp, dopo aver tradito il terrorista, è in Germania e collabora da tempo con la giustizia tedesca, ma non con quella italiana. Cosa farà ora?
“Carlos è un inquinatore — dice l’avvocato Clementi — ma sui fatti di Bologna ha sempre avuto una posizione chiara e sono convinto che gli elementi li abbia”. Ora la parola passa ai magistrati italiani, che potrebbero chiedere l’estradizione (improbabile) o sentirlo per rogatoria, in Italia. Lo Sciacallo attende. Firmato: “Vostro nella Rivoluzione, Carlos”.

Da Strage di Bologna:Carlos rilancia la pista della CIA e del Mossad, di Gilberto Dondi.

Bologna, la strage è della CIA

bologna

Bologna, 27 aprile – Per la prima volta il terrorista internazionale detenuto in Francia, Ilic Ramirez Sanchez detto Carlos lo Sciacallo ha detto la sua verità di fronte ad un magistrato italiano, ed è stato sentito in qualità di testimone nell’ambito dell’indagine (ancora contro ignoti) condotta dalla procura felsinea sulla strage del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna per la quale sono stati condannati, in via definitiva gli estremisti di destra Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
Il pm Enrico Cieri – che ha ereditato il fascicolo aperto nel novembre 2005 dal collega Paolo Giovagnoli (nel quale sono confluiti gli spunti emersi dalla commissione Mitrokhin riguardanti terroristi tedeschi, Carlos e il Fronte popolare di liberazione della Palestina di George Habbash) – ha sentito Carlos (assistito da 4 avvocati) , per rogatoria internazionale venerdì scorso all’interno del palazzo di giustizia parigino e ha confermato, oggi ai cronisti, la veridicità di quanto riportato sulla stampa riguardo all’interrogatorio. Carlos avrebbe, dunque, ribadito la sua versione già nota da tempo. Secondo il terrorista internazionale a far esplodere la bomba alla stazione di Bologna non furono nè i fascisti nè i rivoluzionari palestinesi ma sarebbero coinvolti i servizi segreti occidentali* che avrebbero agito per far ricadere sulla pista legata al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) o sugli uomini vicini allo stesso Carlos la responsabilità dell’atto terroristico. L’indagine della Procura di Bologna potrà acquisire ulteriori elementi dopo la traduzione dei documenti acquisiti dal pm Cieri presso la procura generale di Berlino relativi all’attività del gruppo legato a Carlos dagli anni ’70 agli anni ’80.
Sulla versione fornita da Carlos è intervenuto anche il parlamentare di AN Enzo Raisi, già componente della commissione Mitrokhin: “Carlos – ha detto – ha confermato che il contesto in cui si è realizzato il più grande attentato fatto in Italia non è proprio quello corrispondente alla sentenza definitiva che ha individuato come responsabili i componenti dei NAR”.
(AGI)

*Leggasi: CIA, con “copertura” da parte del SISMI italiano e dei servizi segreti tedeschi.