Vaccini, dominio assoluto – il video

La video documentazione dell’incontro-dibattito sull’obbligo vaccinale, svoltosi a Bologna lo scorso 28 settembre, con l’intervento del giornalista Gianni Lannes, già collaboratore di diverse testate nazionali ed autore di numerosi libri d’inchiesta.
Buona visione!

Vaccini, dominio assoluto: incontro-dibattito a Bologna

Quando vedi un’urgenza insolita per un Paese prolisso e solitamente inconcludente, senza possibilità di vera e qualificata discussione, quasi fosse un segreto di Stato, con un terrorismo senza precedenti sui medici, innanzitutto, e poi sulle famiglie e gli insegnanti e che i problemi della scuola alla riapertura sembrano essersi ridotti all’obbligo vaccinale, comincia a sorgerti qualche serio interrogativo.
Perché tutta questa fretta, esagerazione e fanatismo, vaccini o morte, vaccina o vai all’inferno?
Perché insorge solo ora l‘impellenza e la necessità di vaccinarsi, c’è qualche epidemia, c’è qualche minaccia in corso, c’è qualche emergenza che a noi sfugge?
Hanno ragione gli organi sanitari di oggi che obbligano a vaccinare rispetto a quelli delle generazioni precedenti che non lo prevedevano, abbiamo acquisito qualche nuova conoscenza che non divulgate per non spaventarci ma che mette in pericolo l’umanità?
Non volete farci sapere, per esempio, per ragioni di correttezza politica e timore di xenofobia, che i migranti sono portatori di malattie infettive a noi ignote o debellate da tempo e dunque tocca vaccinare i bambini?
Perché alcune malattie dette esantematiche, ritenute da sempre inevitabili, perfino benefiche, diventano di colpo da evitare e da prevenire?
È vero che a produrre il vaccino è praticamente solo un’azienda, la Glaxo Smith Kline? È vero o è una misera bufala che l’azienda farmaceutica avrebbe ridotto gli investimenti sulla ricerca oncologica per tuffarsi nel più redditizio business dei vaccini? È vero che ha potenziato i suoi insediamenti industriali in Toscana o sono tutte sciocchezze sparate dagli spacciatori di fake news?
È vero che il Paese leader nell’uso dei vaccini, gli Stati Uniti, è anche leader in Occidente nella mortalità infantile a causa di cancro?
È vero che si stanno preparando altri vaccini, già ce ne sarebbero in lista d’attesa una trentina, compreso il mitico vaccino per vaccinarsi dai vaccini?
È vero che la ricerca sui vaccini e sulle loro controindicazioni è affidata a centri finanziati, sostenuti, dalle stesse aziende che li producono?
Sono domande ingenue, da un miliardo di dollari, anzi di più, considerando il giro d’affari.
Se da un lato si può sospettare che alla base del provvedimento vi siano non solo cinici calcoli di mercato ma pure discutibili assunti scientifici, dall’altro canto si intravede un progetto di ingegneria sociale che ha come esecutori politici, giornalisti e medici e la cui finalità è rendere il popolo incapace di reagire a qualsiasi vessazione.

Chi è Stato?

“Il 2 marzo 1994, l’elicottero A-109 della Guardia di Finanza, nome in codice Volpe 132, decolla dall’aeroporto di Elmas, per una «missione di ricognizione costiera notturna per la repressione di traffici illeciti via mare nel tratto Elmas-Poetto-Capo Carbonara-Capo Spartivento-Elmas», con a bordo il maresciallo Gianfranco Deriu e il brigadiere Fabrizio Sedda. La motovedetta G-63 Colombina è l’unità «cooperante». Alle 19,15 c’è l’ultimo contatto radio con l’elicottero. Deriu comunica: «Ci dirigiamo sugli obiettivi segnalati sul radar». Poi più nulla, e solo alle 19,52, dopo un lunghissimo e inspiegabile silenzio, la sala operativa cerca di mettersi in contatto con l’elicottero. Ma Volpe 132 è svanito nel nulla. L’elicottero precipitò in mare per cause mai accertate, svanendo nel nulla, e i due finanzieri morirono, ma i loro corpi non sono mai stati ritrovati insieme al relitto dell’Augusta A-109. La tragedia si consumò di fronte alla costa sud-orientale della Sardegna, tra Capo Carbonara e Capo Ferrato. In seguito, nel 2005 la commissione parlamentare di inchiesta sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (presieduta da Carlo Taormina) ha acquisito e segretato questo fascicolo di indagine.”

Volpe 132: un altro segreto di Stato di Gianni Lannes continua qui.

Ennesimo attentato contro Gianni Lannes

In coincidenza con il ventennale dell’affondamento del “Francesco Padre” da parte di unità navali NATO in esercitazione, episodio cui Gianni Lannes ha dedicato un libro uscito nel 2009, il giornalista pugliese nostro ospite a Bologna lo scorso 25 Ottobre subisce l’ennesimo attentato.
Solo per un caso fortuito non ci sono danni a persone, ma solo a case e cose.
Qui le immagini e i collegamenti ad alcuni video che documentano quanto accaduto ieri sera.
E massima solidarietà al nostro coraggioso amico!

[Modificato alle ore 9:37]

L’Italia in guerra (il video)

Durante la serata di sabato 25 Ottobre molti temi sono stati toccati, molti altri inevitabilmente appena accennati.
Essa sarà comunque ricordata non solo per la qualità dei contributi proposti dai relatori ma anche, e soprattutto, per la numerosa e attenta partecipazione del pubblico.
Un fatto è certo: affinché la questione della sovranità torni al centro del dibattito politico, nazionale ed europeo, non può essere preda di esclusivismi e/o settarismi di sorta.
Grazie a tutti!

 

Due appuntamenti con Gianni Lannes

cover_italia_usa_e_getta_4582Due appuntamenti con Gianni Lannes (giornalista e fotografo freelance) per parlare dello stato di sudditanza politico-militare dell’Italia

Venerdì 24 Ottobre alle ore 20:30
presso Cooperativa Borgo Etico
Via Cavalcavia, 90
CESENA
Ingresso libero

presentazione di:
Italia, USA e Getta.
I nostri mari: discarica americana per ordigni nucleari

di Gianni Lannes

promuove l’Associazione Laboratorio di Ricerca e Conoscenza
per info: info@larico.org

***
Sabato 25 Ottobre alle ore 17:00
presso la Libreria Ubik Irnerio
Via Irnerio, 27
BOLOGNA
Ingresso libero

L’Italia in guerra. Al comando degli USA e della NATO

presentazione di:
Italia, USA e Getta.
I nostri mari: discarica americana per ordigni nucleari

globalizzazione natodi Gianni Lannes
e
La Globalizzazione della NATO.
Guerre imperialiste e globalizzazioni armate

di Mahdi Darius Nazemroaya

con Gianni Lannes (giornalista e fotografo freelance)
Alessandro Iacobellis (esperto di politica internazionale e traduttore de La Globalizzazione della NATO)
modera Federico Roberti, curatore di byebyeunclesam
introduce Eduardo Zarelli, Arianna editrice

per info: redazione@ariannaeditrice.it

Italia, USA e getta

cover_italia_usa_e_getta_4582

“Ogni frase, ogni elemento di questo libro è fondato anche su documenti classificati e riservati, senza tesi precostituite: solo così ha la sua efficacia. Senza illazioni ed imprecisioni. Ricostruire il come di ogni falsità e di ogni segreto, e dimostrarlo.”
Gianni Lannes

Italia, USA e getta rivela la verità su uno degli eco-scandali peggiori della storia italiana: la trasformazione in discarica nucleare dei nostri mari ad opera degli Stati Uniti. I danni all’ambiente e alla salute e gli enormi interessi in gioco.
I nostri mari sono stati usati come discarica di ordigni nucleari dello Zio Sam, e mai bonificati.
Nella Penisola albergano centinaia di potenti ordigni (bombe, missili, mine) nucleari di proprietà degli Stati Uniti d’America. In caso di incidente, sabotaggio, bombardamento o altro, per l’Italia sarebbe la fine.
Nei mari del giardino d’Europa transitano, attraccano, sostano e giocano alla guerra unità a propulsione ed armamento nucleare.
L’Adriatico e il Tirreno sono stati trasformati segretamente dalle Forze Armate anglo-americane, in discariche di armi vietate dalle Convenzioni internazionali di Ginevra e di Parigi. In base ai resoconti dell’Alleanza Atlantica, le stime istituzionali fanno riferimento a circa un milione di bombe eterogenee caricate con aggressivi chimici e nucleari.
Le radiazioni sono invisibili, ma tutti gli esseri viventi in natura ne risentono, l’organismo umano si ammala e muore.
Abbiamo il diritto di sapere cosa stanno facendo alla flora e alla fauna, quali implicazioni ha tutto questo sulla catena alimentare e i delicati equilibri ecologici dei nostri mari.
Le conseguenze potrebbero essere drammaticamente irreversibili.

Italia, USA e getta.
I nostri mari: discarica americana per ordigni nucleari
,
di Gianni Lannes
Arianna editrice, € 9,80

[Dello stesso autore: NATO: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre]

La storia del MIG libico era una puttanata

“La strage di Ustica è costellata da una serie di morti misteriose di potenziali testimoni, depositari di rivelazioni esplosive. Sono più di una ventina le persone decedute – in circostanze nebulose – che avrebbero potuto fornire elementi utili per ricostruire ciò che avvenne la sera del 27 giugno 1980 sul Mar Tirreno. Ufficiosamente l’ultima vittima potrebbe essere Antonio Scarpa, generale dell’Aeronautica in pensione, deceduto il 2 dicembre 2010. Era stato trovato nella sua casa di Bari vecchia, ferito alla testa. Dal 27 settembre non aveva più ripreso conoscenza. Prim’ancora era toccato a Michele Landi, consulente informatico della Guardia di Finanza e del Sisde, nonché di alcune procure, trovato impiccato con le ginocchia sul divano la notte del 4 aprile 2002, nella sua casa di Montecelio di Guidonia. «Gli esami tossicologici effettuati dalla dr.ssa Costamagna» si legge nella richiesta di archiviazione del procedimento numero 2007/02 «evidenziavano una significativa concentrazione di alcool nel sangue cadaverico». Ben strano per un soggetto che decide di suicidarsi. L’allora colonnello delle Fiamme Gialle, Umberto Rapetto, l’8 aprile 2002 aveva dichiarato a verbale: «Non riesco assolutamente a spiegarmi i motivi di siffatto gesto. Landi ha sempre avuto un fare particolarmente gioioso ed equilibrato e costantemente positivo. Non soffriva assolutamente di depressione». In quei giorni in un’interrogazione parlamentare l’Ulivo chiese: «Perché il ministro dell’Interno Scajola ritiene il suicidio l’unica ipotesi?». Il caso è stato archiviato – con richiesta datata 18 novembre 2004 – dal procuratore capo presso la Procura della Repubblica di Tivoli, Claudio D’Angelo, e dal sostituto, Salvatore Scalera. Landi aveva confidato agli amici di essere a conoscenza di novità compromettenti su Ustica. Il magistrato Lorenzo Matassa, infatti, il 10 aprile 2002 aveva dichiarato agli inquirenti: «Michele Landi l’hanno suicidato i servizi segreti come storicamente in Italia sanno fare. Mi aveva riferito di sapere molte cose su Ustica». Non impossibile, visto che Landi aveva lavorato in passato sui sistemi di puntamento missilistici ed era stato in contatto con la società Catrin, la stessa con cui collaborava Davide Cervia, il tecnico di guerra elettronica, misteriosamente scomparso il 12 settembre ’90.”

Dal documentatissimo articolo Strage di Ustica: i testimoni “suicidati” di Gianni Lannes, del quale consigliamo vivamente la lettura integrale.

Festa PER la liberazione

25 Aprile 2010
ore 15,00
Sala Convegni Convitto Carlo Alberto
Baluardo Partigiani n.6/8
Novara

Parleranno:
Giacomo Verrani – Assemblea permanente NO F-35
Simone Bartolo – Circolo Banditi di Isarno
sen. Fernando Rossi – Coordinamento di Per il Bene Comune
Gianni Lannes – Giornalista e scrittore (autore di NATO: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre)

in diretta video dalle 15 alle 18 su perilbenecomune.net

Nella discussione parleranno i rappresentanti dei Comitati e delle Associazioni che sui loro territori sono impegnate ad ottenere la chiusura o la non costruzione di nuove basi militari e di nuovi depositi di bombe nucleari in Italia.

25 Aprile 1945 / 25 Aprile 2010
A 65 anni dalla fine della guerra, l’Italia è ancora militarmente e politicamente occupata.
Negli anni tutti i nostri Governi, centrosinistra e centrodestra, si sono indebitati per miliardi di Euro, per pagare il mantenimento delle basi e dei depositi nucleari americani in Italia e per fare tutte le guerre da loro volute.
Tali basi furono collocate in Italia, Germania e Giappone perché gli USA ci considerarono nazioni sconfitte e conquistate; poi, con la guerra fredda contro l’Unione Sovietica, il loro numero crebbe sempre di più.
Tuttora, nonostante l’attuale crisi stia producendo milioni di disoccupati, sottoccupati e precari, nonché sottrazione di risorse alla scuola, alla sanità, ai beni ed ai servizi pubblici, stiamo accumulando nuovi debiti pur di assecondare la loro volontà di venderci nuove armi (13 miliardi di Euro, solo per l’acquisto dei caccia bombardieri F-35), di realizzare una nuova base militare a Vicenza (alla faccia di “padroni in casa nostra”), di trascinarci in nuove guerre (Iran).
L’amicizia con il popolo americano non passa dalla sudditanza ai loro banchieri che vogliono governare il mondo con le armi, le guerre e il terrore.
Noi, come il popolo americano, come recita la nostra Costituzione e come era nello spirito di quel lontano 25 Aprile, vogliamo essere un popolo sovrano e indipendente.

Lista civica nazionale – Per il Bene Comune
P.le Stazione 15, Ferrara – tel./fax 0532 52148
info@perilbenecomune.net

Qui il volantino dell’iniziativa.

La tragedia insabbiata del “Francesco Padre”

Giovedi 10 dicembre, ore 21.30
presso Modo infoshop, Via Mascarella 24/b e 26/a, Bologna:
NATO: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre,
di Gianni Lannes, edizioni La Meridiana

Con l’autore interviene Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica.
Modera l’incontro Valentina Avon, giornalista.

Se il mare fosse un libro, vi leggeremmo la tragedia di cinque uomini, un cane ed una barca, che il 4 Novembre del 1994 pescavano, come sempre, nell’Adriatico orientale, palcoscenico di una guerra non dichiarata. Il “Francesco Padre”, la barca, ora è un rantolo contorto, i corpi giacciono in fondo al mare. Sono diventati brandelli di umanità insepolta, un attacco militare li ha inabissati sotto una coltre di melma fangosa.
La vicenda rientra tra quelle su cui vige il segreto di Stato. Quella notte, in quelle acque, era in corso l’operazione della NATO “Sharp Guard”.

Gianni Lannes, dal 1987 svolge in Italia ed all’estero il mestiere di giornalista e fotografo freelance. Ha lavorato nei settimanali “Avvenimenti”, “L’Espresso”, “Panorama”, “Famiglia Cristiana”, “Io Donna”, “D – la Repubblica delle Donne”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Diario”. Ha scritto inoltre per i mensili “Airone”, “La Nuova Ecologia”, “Medicina Democratica”. Attualmente dirige il giornale on-line “Italia Terra Nostra” e collabora col quotidiano “La Stampa”, nonché con la RAI Radiotelevisione Italiana.