E’ iniziata la Nuova Guerra Fredda

Il fatto che ci troviamo all’interno di una partita tutta politica, o meglio ancora geopolitica, piuttosto che sanitaria, lo si può evincere da diversi fattori, anche se forse quello più eclatante può essere individuato nel rifiuto a priori del siero russo. Dopo aver tramortito la popolazione con il waterboarding sociale e una campagna propagandistica senza precedenti, hanno iniziato ad inoculare nelle braccia delle povere cavie umane, farmaci di dubbia efficacia e ancor più dubbia sicurezza (i risultati della relazione clinica dovrebbero essere disponibili entro il 2023, anche se ad oggi non risulta chiaro se esista un gruppo di controllo dell’esperimento al quale starebbero iniettando il placebo). Non solo, dopo le notizie allarmanti riguardanti alcuni sieri, sono arrivati addirittura ad autorizzare dei mix improbabili di farmaci da accettare al buio, visto che le stesse case farmaceutiche dichiarano di non aver ancora studiato le eventuali interazioni tra diversi prodotti. Tutto insomma, pur di non approvare il prodotto russo (hanno così a cuore la nostra salute che prima di arrivare ad autorizzarlo, potrebbero essere tentati di fare un giro anche con il cianuro di sodio). Oramai dovrebbe essere evidente che questa volta alla costruzione del Muro ci stanno pensando gli Occidentali; il loro sarà un muro invisibile e per questo ancora più insidioso. Un muro sanitario-burocratico che di fatto sancirà una nuova divisione del mondo tra Est e Ovest e che al posto delle torrette con i VoPos avrà lettori ottici di QR Code e norme ambientali che di fatto impediranno alle imprese dell’Est di commerciare od operare nel cosiddetto Occidente allargato. E’ iniziata la Nuova Guerra Fredda.

Giorgio Bianchi

Insieme contro il regime terapeutico

La video documentazione della “due giorni” di convegno svoltosi alla presenza di Giorgio Bianchi, Antonello Cresti, Francesco Toscano, Manlio Dinucci, Riccardo Paccosi ed altri illustri ospiti, di fronte ad un pubblico nutrito e partecipe.

I giorni della disobbedienza

Mentre un numero crescente di esponenti delle grandi aziende e delle istituzioni sanitarie sovranazionali afferma che le misure di distanziamento sociale sono destinate a rimanere a tempo indeterminato, la maggioranza dell’opinione pubblica si mostra ancora soggiogata, ancora volta a dare fiducia alla narrazione della pandemia su cui i proprietari di media e social network esercitano un controllo pieno e volto a reprimere sempre più le opinioni divergenti.
Malgrado questo, forme di resistenza si manifestano un po’ ovunque e vengono annunciate iniziative di disobbedienza civile, come quella dei ristoratori. In questi giorni in cui ogni ipotesi di opposizione sociale sembra impossibile, si può ancora sperare in un’insorgenza fatta di disobbedienza e ribellione? E’ possibile connettere le forme di vita che oggi, in maniera spontanea e isolata, esprimono resistenza? E’ possibile combattere per tornare a essere padroni del proprio destino?
Ne abbiamo parlato con Riccardo Paccosi (attore e regista teatrale), Gennaro Scala (sociologo, autore da ultimo di Per un nuovo socialismo) e Giorgio Bianchi (fotoreporter e documentarista).
Introduzione e moderazione di Federico Roberti (Liberiamo l’Italia Emilia Romagna).
In collaborazione con Vox Italia circolo di Bologna e Riconquistare l’Italia Bologna.

Intervista a Giorgio Bianchi

Le guerre ibride si differenziano da quelle del XX secolo per la pervasività dell’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare di quelle di comunicazione. Talvolta la narrazione mainstream degli eventi e degli avvenimenti decisivi per lo sviluppo delle fasi delle guerre degli ultimi tre decenni ha costituito una vera e propria arma al servizio di una delle parti in causa.
I media e il singolo reporter assumono così sempre più spesso un ruolo determinante nei conflitti che fanno da contrappunto alla lunga transizione geopolitica dal sistema unipolare a guida statunitense a quello multipolare.
Byoblu affronta lo spinoso tema in un’intervista, condotta da Margherita Furlan, a Giorgio Bianchi, fotoreporter e documentarista tra i pochi al mondo ad avere visitato in più occasioni i luoghi della guerra in Siria.