Noi, loro e la NATO

Il crollo dei regimi comunisti in Europa ha avuto il paradossale effetto di fare allargare a dismisura l’architettura atlantica. Che da un lato ha accerchiato la Russia con nuovi alleati sempre più vicini ai suoi confini e dall’altro ha militarizzato la zona con esercitazioni e nuovi contingenti. Mosca ha invano provato a cercare una mediazione sul piano diplomatico spingendo alla creazione di una zona cuscinetto, ma questi appelli sono caduti nel vuoto costringendo la stessa Russia a spostare truppe e munizioni nell’area, in particolare coi sistemi missilistici Iskander piazzati nell’enclave di Kaliningrad, finendo col ritornare a una sorta di punto di partenza. Con una nuova cortina di ferro che in venticinque anni anziché sparire si è spostata solo un po’ più a est.
Alberto Bellotto

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“La crescente ostilità nella società italiana”. Oppure…

aggressivita

Washington, 25 marzo – Il Pentagono sta seriamente prendendo in considerazione l’idea di “spostare gli F-16” di stanza ad Aviano “in una base in Polonia”. L’ipotesi, delineata in uno studio del colonnello Christopher Sage, consigliere del capo di Stato maggiore dell’Aeronautica USA, ha alimentato ulteriormente l’irritazione di Mosca.
La Russia “segue con attenzione il progetto”, ha detto un portavoce delle Difesa aerea, che rischia di rilanciare il dispiegamento – sospeso a fine gennaio – dei missili tattici Iskander nell’enclave russa in Polonia di Kaliningrad come risposta al progetto di scudo anti missile.
All’origine del progetto USA i timori per la crescente “ostilità” nella società italiana per gli insediamenti USA a partire dall’allargamento della base di Vicenza. Sage è convinto che spostare i caccia sarebbe ”nell’interesse nazionale degli Stati Uniti”. Il testo e’ stato pubblicato su ‘Air and Space Power Journal’.
(AGI)