Sedurre gli intellettuali per ammaestrare il popolo

L’ambasciatrice statunitense Clare Boothe Luce in Italia (1953-1956)

Con la fine della Seconda guerra mondiale, la rete dei servizi d’informazione USA sviluppata dall’Office of War Information (OWI) e dallo Psychological Warfare Branch (PWB) inizia a chiamarsi United States Information Service (USIS), in Italia come nel resto del mondo.
All’USIS, e all’emittente radiofonica La Voce dell’America, attiva in Italia già dal Febbraio 1942, viene affidato il compito di agire “nel campo dell’educazione e della formazione mentale degli italiani, per avviarli a una visione democratica della vita”, secondo le parole dell’ammiraglio Ellery Stone, capo della Commissione alleata di controllo in Italia.
Inizialmente le sedi dell’USIS sono cinque, presso l’ambasciata e i consolati americani a Roma, Milano, Firenze, Napoli e Palermo, mentre sale di lettura vengono progressivamente allestite anche a Genova, Torino, Bari e Bologna, come primo passo per la costituzione dell’USIS nei consolati di queste città.
Il Notiziario quotidiano per la stampa, prodotto a Roma sulla base di un bollettino che viene radiotelegrafato da New York e poi tradotto e distribuito gratuitamente ai giornali italiani, è l’organo principale di trasmissione delle notizie adottato dall’USIS. In Italia ne giunge un’edizione appositamente studiata per l’Europa occidentale, che riporta notizie riguardanti soprattutto la politica estera statunitense e vari approfondimenti, nonché i testi completi dei discorsi ufficiali di autorevoli personalità.
Dal 1949, l’USIS inizia a collaborare con la propaganda del Piano Marshall, gestita direttamente dall’ente che si occupa dell’erogazione degli aiuti, l’Economic Cooperation Administration (ECA). In quello stesso periodo, diventa sempre più importante anche la propaganda legata alla firma del Patto Atlantico, siglato formalmente il 4 Aprile 1949. Da quel momento in poi, i temi riguardanti la “sicurezza” e la “pace” occupano un posto di assoluto riguardo nella politica informativa dell’USIS, con una tendenza che si consolida a partire dalla nascita della NATO nel 1950.
Tutto il programma informativo dipende direttamente dall’ambasciatore e dal direttore dell’USIS, ruolo che dalla fine del 1950 è ricoperto da Lloyd A. Free, già docente all’università di Princeton e vicedirettore dell’Office of International information, con competenza su stampa, cinema e trasmissioni radiotelevisive, presso il Dipartimento di Stato.
A partire dal 1951, grazie all’aumento dei finanziamenti a disposizione, l’USIS Italia conosce una grande crescita, con 61 impiegati statunitensi e 237 italiani, per quasi la metà in servizio presso l’ambasciata di Roma e il resto distribuiti negli altri nove uffici presenti nel Paese.
Ma la scossa più grande al programma informativo e alla conduzione della politica estera americana in Italia doveva ancora arrivare, e ciò sarà per merito di una donna… Continua a leggere

Università di Bologna culla dell’atlantismo

Forlì, 4 maggio – Cosa fare se una nave carica di armi viene sequestrata da una banda di terroristi? Come rispondere a una nuova insurrezione nella repubblica del Nagorno-Karabah? Come difendere la giovane e sconosciuta repubblica di Corona dall’attacco del Global Liberation Front? Un gruppo selezionato di studenti universitari potrà cimentarsi in situazioni come queste, grazie alla simulazione di crisi internazionale organizzata per i prossimi 7 e 8 maggio dalla facoltà di Scienze Politiche ‘Roberto Ruffilli’ in collaborazione con il comando NATO di Norfolk.
All’evento parteciperanno 33 studenti, provenienti da diverse università italiane ed europee, 18 dei quali della ‘Ruffilli’. Due giornate intense in cui gli studenti saranno coinvolti direttamente: impersoneranno le delegazioni di diversi Stati e si troveranno ad analizzare situazioni complesse e a prendere decisioni delicate. ”Si tratta di un gioco, certo – sottolinea la prof.ssa Sonia Lucarelli, che cura la preparazione degli studenti della Ruffilli – ma che fa imparare molto ai nostri ragazzi. E’ sicuramente di un’esperienza impegnativa, basti pensare che tutta la simulazione si svolge in lingua inglese”.
Un’esperienza ormai consolidata, che giunge nel 2011 al suo quinto anno. ”L’università di Bologna, e nella fattispecie la facoltà ‘Roberto Ruffilli’ – spiega il prof. Mario Del Pero, docente di storia americana e responsabile del progetto – è l’unica università italiana ed europea ad avere una collaborazione di questo tipo con il comando NATO di Norfolk”. Collaborazione che negli anni si è intensificata e che in questa occasione sarà suggellata dal rinnovo del ‘memorandum d’intesa’ tra le due istituzioni, che sarà firmato venerdì 6 maggio alle 18. Alla cerimonia parteciperanno Carla Salvaterra, delegata dell’università di Bologna per le relazioni internazionali; Roberto Balzani, sindaco di Forlì; Paolo Zurla, preside della facoltà di Scienze Politiche ”Roberto Ruffilli”; Mark A. Barrett, vice-capo di gabinetto del comando NATO di Norfolk. Alla firma del memorandum seguirà la lezione magistrale di Erik Jones, docente della Johns Hopkins University, sul tema ”L’Alleanza Atlantica e la sfida della leadership globale”.
(ANSA)

[Prossimamente a Bologna, per chi non si allinea]