Nessuna libertà senza sovranità

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Si terrà domani il corteo contro la nuova base militare statunitense a Vicenza; una manifestazione che, non a caso, si svolgerà alla vigilia dell’arrivo in Italia del presidente Obama, al quale i No Dal Molin vogliono far notare le enormi contraddizioni tra le sue parole e l’atteggiamento arrogante che l’amministrazione a stelle e strisce tiene a Vicenza.
Obama, infatti, ha più volte parlato di partecipazione popolare e democrazia; ma a Vicenza gli statunitensi hanno preteso che il proprio progetto andasse avanti senza il consenso dell’amministrazione comunale e della cittadinanza, a cui è stato impedito di esprimersi. Obama parla di green economy e rispetto dei beni naturali, ma a Vicenza i suoi collaboratori impongono una struttura che devasterà la più grande falda acquifera del nord Italia e l’ultimo territorio verde della città.
Obama permetterebbe tutto ciò in una città statunitense? A Vicenza l’amministrazione che lui presiede si gioca la propria credibilità: perché, se gli statunitensi continueranno a voler imporre l’installazione militare, i cittadini europei avranno chiaro che la linea politica di Obama non è affatto diversa, nei fatti concreti, da quella di chi l’ha preceduta.
“No dal Molin? Yes we can”: sarà, questo, lo slogan provocatoriamente stampato su migliaia di magliette bianche che riportano la caricatura di Obama con una cesoia in spalla, pronto a tagliare le recinzioni del cantiere statunitense che impediscono ai cittadini di vivere il proprio territorio.

Presidio Permanente, Vicenza, 3 luglio 2009
[grassetto nostro]

Volantino byebyeunclesam