Immunità di legge

Il 7 giugno 2017 è entrato in vigore il “decreto vaccini” che ha reso obbligatorie dodici vaccinazioni per l’età pediatrica (poi ridotte a dieci), pena l’esclusione dagli asili e sanzioni pecuniarie per i genitori. Il decreto è stato emesso sull’onda dell’allarme seguito al calo delle vaccinazioni, di alcuni decessi causati dal morbillo e della crescente esposizione mediatica dei cosiddetti “no-vax”. Ma l’allarme era giustificato in quelle proporzioni?
Già prima del provvedimento, a non vaccinare i propri figli era una sparuta minoranza e le malattie più gravi contro cui ci si vaccina erano sparite nel nostro Paese. Intervenire estendendo e rinforzando l’obbligatorietà è stata la scelta giusta? E costringere i medici ad accettare senza condizioni il nuovo calendario vaccinale, anche con la minaccia della radiazione, ha giovato all’autorevolezza e all’indipendenza della professione sanitaria?
Che cosa implicano, dal punto di vista etico e politico, queste imposizioni?
Portando l’analisi dalla situazione italiana a quella internazionale dei mercati farmaceutici e della regolazione, gli autori denunciano la tendenza a ridurre la complessità e l’evoluzione delle conoscenze scientifiche a verità dogmatiche con cui dividere, discriminare e governare la società. Nel caso dei vaccini e della salute, come già in quello dell’economia e delle politiche contemporanee in generale, la presunta natura “tecnica” e “inevitabile” delle decisioni erode sempre più pericolosamente gli spazi della democrazia.

Immunità di legge. I vaccini obbligatori tra scienza al governo e governo della scienza
di Il Pedante e Pier Paolo Dal Monte
Imprimatur, pp. 208, € 16

Il blog de Il Pedante, inaugurato nel 2015, si è guadagnato un vasto pubblico smascherando la retorica del consenso nel racconto della crisi economica. Nel 2017 ha pubblicato con Imprimatur La crisi narrata.
Pier Paolo Dal Monte, chirurgo, già autore di numerose pubblicazioni scientifiche e coautore di libri di argomento chirurgico e di bioetica, è membro del Consiglio direttivo della Fondazione Chirurgo e Cittadino. Editorialista del blog de il Fatto Quotidiano, ha pubblicato nel 2013 L’allucinazione della modernità. Scrive sul blog ilvelodimaya.org.

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La salute (non) è in vendita! – il video

Dal marketing del farmaco alle vaccinazioni: come fabbricare malati per gonfiare i profitti, e non solo…
La video documentazione dell’incontro-dibattito promosso da BelzeBO, svoltosi a Bologna lo scorso 27 aprile, con l’intervento di Marcello Pamio, autore di numerosi saggi di successo e, dal 1999, curatore del sito Disinformazione.
Buona visione!

La salute (non) è in vendita!: incontro-dibattito a Bologna

Non bisogna essere “No Vax” e nemmeno genitori per criticare o almeno guardare con sospetto la normativa che ha introdotto l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola e multe per i genitori dei bambini che non avessero effettuato la profilassi.
Nei mesi passati abbiamo infatti assistito a una massiccia campagna mediatica con relative manipolazioni dell’informazione, strumentalizzazioni e diffusione di false notizie per convincere l’opinione pubblica circa l’esistenza di una minacciosa pandemia di morbillo e spingerla ad accettare la vaccinazione obbligatoria.
In questo caso si è usato il metodo del divide et impera unito alla regola dell’empatia, dividendo l’opinione pubblica in due “tifoserie”, i pro e i contro, senza considerare che molti erano non contrari a priori ma a sostegno della libertà vaccinale, e aumentando i toni e la violenza del dibattito, mentre la maggior parte dei genitori voleva solo essere rassicurata ed ottenere ulteriori informazioni sui casi di danni da vaccino.
La presunta epidemia di morbillo è stata il cavallo di Troia per la presentazione della normativa: senza una fantomatica emergenza sanitaria essa non sarebbe stata approvata o quanto meno sarebbe stata maggiormente contestata dall’opinione pubblica, sebbene le numerose manifestazioni tenutesi siano state censurate o ridicolizzate dai media. Lo schema non è nuovo ma utilizzato in modo metodico e costante. Ciò non significa che il pericolo sia inventato del tutto, ma amplificato e distorto per inculcare nell’opinione pubblica la percezione di essere in pericolo e di aver bisogno dell’intervento del deus ex machina, ossia degli apparati dello Stato.
Il terrore in materia vaccinale è stato poi esteso, tramite radiazione o sospensione, anche a quei medici che hanno osato manifestare dubbi in merito alle vaccinazioni, che hanno parlato di correlazione tra autismo e vaccini o che hanno esposto l’insorgenza di danni da vaccino.
Infine, perché introdurre l’obbligatorietà di dodici, poi dieci, vaccini se la presunta epidemia riguardava solo il morbillo?
Questa e molte altre domande se le pone da tempo Marcello Pamio che nel suo ultimo libro, Vaccinazioni. Armi chimiche contro il cervello e l’evoluzione dell’uomo (UNO Editori) affronta anche e soprattutto i retroscena dietro l’obbligo vaccinale e gli interessi dell’industria farmaceutica, quella “fabbrica dei malati” dedita all’arte raffinata di vendere malanni.
Perché commercializzando farmaci, vaccini ed esami si creano profitti enormi e si trasformano persone sane in malati cronici da curare.

The smoking gun


A parte tutte le – straripanti – motivazioni che condannano senza appello il folle decreto Lorenzin…
…di cui si è parlato abbondantemente in questi giorni, mi stavo domandando: perché proprio in Italia questo accanimento, visto che in Europa vige una – di gran lunga – maggiore libertà di scelta in tema di vaccinazioni?
Cosa c’è dietro? Che senso ha questa esasperata aggressività da parte delle istituzioni italiane notoriamente forti con i deboli e deboli con i forti? Non può essere farina del sacco dei risibili personaggi che ci governano, deve esserci qualcosa d’altro.
Magari qualcosa che ci arriva – come sempre – da oltreatlantico.
Magari un invito che non si può rifiutare.
Magari tramite una visita ufficiale di un ex-presidente…
Gratta gratta, poi salta fuori ‘the smoking gun’, la pistola fumante…e scopriamo che nel settembre 2014 viene deciso a Washington – alla presenza della improbabile Ministra Lorenzin e di Pecorelli, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – che “L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo”.
Continuando la lettura del documento, scopriamo che l’Italia ha ricevuto questo straordinario incarico nientemeno che “dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama”.
L’ordine parte dalla GHSA o Global Health Security Agenda, e Pecorelli e la Lorenzin, con l’entusiasmo dei servi sciocchi, hanno tosto assicurato che l’Italia farà il suo dovere fino in fondo.
“È un importante riconoscimento scientifico e culturale all’Italia, soprattutto in questo momento in cui stanno crescendo atteggiamenti ostili contro i vaccini”, afferma Pecorelli.
E la brillante, plurilaureata Ministra della Salute, rilancia: “Sul tema della salute dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale. Il tema dei vaccini sarà una delle priorità durante il semestre italiano di Presidenza Europea. Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori.”
Ecco una ulteriore dimostrazione dell’utilità dei flussi migratori.
Da una parte servono a creare paura, incertezza, angoscia nei popoli, in modo che le élite possano rispondere con una sempre maggiore riduzione delle libertà civili; limitazioni nel viaggiare, nel pensare e nell’esprimersi liberamente, fino al privatissimo ambito della salute.
Dall’altra sono preziosi per chi li causa e li gestisce; le lobby delle armi che distruggono i loro Paesi di provenienza, quelle industriali che li ricostruiscono, i traghettatori che li trasportano in Europa, e infine le lobby che lucrano sulla loro accoglienza.
D’altra parte, se così non fosse, la situazione dei migranti sarebbe stata risolta da un pezzo; questo solo uno stolto può non capirlo.
Per ritornare al nostro decreto Lorenzin, questo era quello che ci mancava per capire anche il collegamento con la recente visita di Obama in Italia.
Arriva lui e, guarda caso, pochi giorni dopo arrivano i 12 vaccini. Una coincidenza?
E dopo la visita odierna di Trump cosa ci aspetta?
Che ordini porterà ai suoi sudditi il nuovo puparo?
Nella migliore delle ipotesi un salasso – peraltro già anticipato a quell’altra perla di presidente del Consiglio, lo scialbo Gentiloni, nel corso della sua recente visita a Washington – per comprare più armi, nella peggiore un ulteriore asservimento agli interessi angloamericani.
E qui ci sarebbe da scrivere fino a domani.
W l’Italia!
Piero Cammerinesi

Fonte

Il sacro spazzatura

“Il liberismo non seduce più ma continua a soggiogare culturalmente, avendo ottenuto un’egemonia passiva, un’interiorizzazione delle forme ideologiche che il dissenso non riesce a scardinare. L’ideologia liberista si impone reprimendo, anche con la forza, alternative valide; e con una massiccia opera di manipolazione culturale. Il suo apparato propagandistico ha varie armi difensive, che conviene esaminare. Come molte specie di batteri che sulla membrana citoplasmatica hanno una parete cellulare e sopra ancora uno strato mucoso, anche diverse operazioni liberiste sono rivestite da un doppio strato protettivo. Lo strato interno è dato dalla complessità tecnica: non è facile per il cittadino comune (compreso lo scrivente) capire il reale significato e le conseguenze di una operazione liberista in campo economico. O – l’aspetto che conosco e che viene trattato qui – il reale significato degli annunci di “nuove cure” in medicina; un campo che è ormai un settore di punta dell’economia liberista. Lo strato protettivo esterno è dato dal sacro, in una forma artefatta e distorta, ottenuta inventando una sacralità o usando come scudi temi portatori di una effettiva sacralità. Gli spin doctor del liberismo rivestono atti inconfessabili di un sacro “fake”, sollecitando ad arte la tendenza a non mettere in discussione e a riverire ciò che appare appunto sacro. Può essere definito “sacro spazzatura”, perché come i titoli spazzatura si fa “comprare” dal pubblico promettendo tanto al costo di un investimento modesto; promettendo la partecipazione al sacro per il costo di un consenso che sembra del resto doveroso; ma lascia con un pugno di mosche quelli che sono divenuti “piccoli azionisti” di operazioni che vanno in realtà a loro danno. Come la capsula esterna protegge i batteri dalla fagocitosi, il muco tenace del sacro spazzatura protegge le operazioni del liberismo dalle denunce e dal dissenso.
Alcuni esempi di sacro spazzatura, rilevanti per l’argomento del presente articolo. a) La lotta alla mafia. Qualsiasi cosa sia fatta nel nome della lotta alla mafia non può che essere giusta e buona. Appoggiandola da bravi spettatori si diviene, al costo del battere le mani o del godersi lo sceneggiato tv, partecipi dell’acume, del coraggio, della nobiltà d’animo di Falcone, Borsellino, Boris Giuliano, e degli altri valorosi uccisi (e forse lasciati uccidere per il loro essere troppo capaci nel combattere la mafia). Mentre criticando l’antimafia si svela di essere come minimo fiancheggiatori della mafia. b) La lotta all’inquinamento. Non può che essere a fin di bene. Chi l’appoggia mostra spirito civico, mentre chi indica i casi dove i contenuti e le finalità sono fortemente distorti è un prezzolato dell’industria. c) Gli allarmi su minacce alla salute, il bene supremo; coraggiose denunce che trovano terreno fertile nelle nostre paure fin dai tempi apparentemente lontani della teoria miasmatica delle malattie e degli untori. Chi grida al lupo lo fa certo per il tuo bene. Allarmi che ne parafrasano con scarso merito altri che invece sono fondati vanno creduti senza se e senza ma. d) La scienza, in realtà ciò che viene presentato come tale. Non può che avere il sigillo della verità e quello del disinteresse; come se ciò che un ricercatore che deve la sua fortuna a una multinazionale proclama su un giornale, in televisione o sui social fossero le leggi del moto di Newton o di Einstein. Chiunque non accetti gli oracoli delle sibille che parlano avendo come fondale un laboratorio e strumenti misteriosi non può che essere un ignorante superstizioso, che crede alle scie chimiche e porta il cappello di stagnola. e) Un corrispondente incremento di alcuni servizi medici. E’ lapalissiano che più medicina vuol dire più salute. Curioso che diversi medici e ricercatori lo neghino, sostenendo al contrario che in alcuni casi abbiamo troppa medicina e che ciò riduca la salute. Ma quale altro scopo potrebbe esserci nell’introdurre più medicina? Quale mente contorta può pensare che non sia un atto di amore per l’umanità sofferente. f) L’adeguamento della medicina del Meridione alle pratiche in vigore al Nord. Solo un eccentrico come Illich può sostenere che a volte alcune regioni per il fatto di essere economicamente arretrate sono risparmiate dagli aspetti “più sinistri” della “civilizzazione medica”. Quando poi g) a condurre simili battaglie siano, come avviene, dei preti, i professionisti del sacro (nonché grossi imprenditori della medicina commerciale), il contestare assume i caratteri dell’empietà.”

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide, di Francesco Pansera, continua qui.