Kosovo – Il conflitto congelato

kusavo

Due bombe. E’ iniziato così il nuovo anno a Mitrovica, in Kosovo.
E’ solo l’ultimo episodio di violenza in questo Paese che si appresta a festeggiare il primo anno d’indipendenza.
Le tensioni sono avvenute nella città del nord, divisa storicamente tra serbi ed albanesi.
Solo a novembre 2008, altri due ordigni erano scoppiati invece a Pristina, la capitale. Obiettivo: l’International Civilian Office dell’Unione Europea. L’episodio è arrivato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo per l’arresto di tre cittadini tedeschi, accusati dal governo kosovaro di essere spie ed autori dell’attentato. Si è sfiorato l’incidente diplomatico prima che i tre fossero liberati.
In questo clima, a dicembre è iniziata Eulex, la più grande missione civile europea prevista per l’intero territorio del Kosovo e che è destinata ad aiutare i magistrati kosovari a portare nel Paese lo Stato di diritto e porre fine, tra l’altro, ai ripetuti e gravi episodi di violenza. Il più sanguinoso fu nel marzo 2004, quando disordini anti-serbi causarono 19 morti, 900 feriti e 4.000 profughi, oltre alla distruzione di 800 abitazioni e 35 edifici religiosi.
Nell’ultima esplosione di violenza, la notte tra il 2 ed il 3 gennaio 2009, una decina di persone sono rimaste ferite, compresi vigili del fuoco, una giornalista ed un cameraman.

Un’inchiesta di Rainews24 cerca di spiegare cosa sta succedendo oggi in Kosovo.
Qui il relativo video.