Spagna, la nuova portaerei della NATO

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La Spagna si è trasformata fino al prossimo 6 novembre nel più grande teatro di operazioni militari della NATO dalla fine della Guerra Fredda, per ospitare gigantesche manovre che mobilitano più di 30.000 soldati, 20.000 dei quali spagnoli, con armamenti di ultima generazione.

La fase attiva del Trident Juncture 2015 è iniziata il 3 ottobre scorso, ma il governo conservatore di Mariano Rajoy non ha ancora spiegato né i costi di queste esercitazioni, né la nuova politica di avvicinamento militare agli Stati Uniti, né quali saranno i benefici per la Spagna di questa pericolosa strategia.
Lo stesso ministro spagnolo della Difesa, Pedro Morenés, ha definito quest’estate le attuali manovre della NATO come le “più potenti, più importanti e di maggior entità qualitativa e quantitativa dell’Alleanza dai tempi dell’operazione in Afghanistan”.
Le esercitazioni della NATO in Spagna serviranno secondo le parole del responsabile della Difesa spagnolo a “dare visibilità” a questa regione “come un settore chiave” per l’Alleanza Atlantica.
Ma questo stretto rapporto della Spagna con NATO e USA non porta alcun beneficio agli Spagnoli, quanto piuttosto il contrario, perché a seguito dell’attuale escalation militare tra Washington e Mosca, anche la Spagna si convertirà in un obiettivo da colpire. Continua a leggere

In Spagna, una base USA permanente per intervenire in Africa

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Il governo spagnolo ha annunciato, ieri, l’apertura di negoziati per ospitare in modo permanente una forza d’intervento di marines americani costituita per rispondere alle crisi in Africa.
Creata dopo l’attacco mortale contro il consolato di Bengasi, in Libia, l’11 settembre 2012, questa forza di reazione rapida si è stabilita, dall’aprile del 2013, sulla base di Moron de la Frontera, presso Siviglia, in Andalusia. La sua presenza temporanea è oggetto di un accordo rinnovato nel marzo del 2014. Essa conta attualmente 800 marines, con unità di supporto di cui fa parte un distaccamento aereo che include aerei da trasporto MV-22 Ospreys a rotore basculante, che possono decollare e atterrare come gli elicotteri.
La forza (Special Purpose Marine Air-Ground Task Force Crisis Response, nel gergo del Pentagono) ha, fra gli altri, l’obiettivo di rafforzare la protezione delle ambasciate, di recuperare i militari in difficoltà, di evacuare i civili o di intervenire nei conflitti o nelle crisi umanitarie.
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai ministeri degli Affari esteri e della Difesa per negoziare un nuovo emendamento all’accordo di difesa che lega la Spagna agli Stati Uniti dal 1988, ha annunciato il portavoce del governo, Soraya Saenz de Santamaria. «Il negoziato risponde a una richiesta americana, del 4 dicembre scorso, di utilizzare la base spagnola di Moron de la Frontera per un contingente di Marines e i suoi mezzi di supporto aereo», ha precisato.
Secondo il quotidiano El Pais, che aveva rivelato la richiesta americana, il nuovo accordo permetterebbe di portare la forza di reazione a 3000 uomini al bisogno. Questa forza dipende dal comando Africa, con sede in Germania, una delle sei divisioni geografiche delle forze americane nel mondo.

[Fonte – traduzione di M. Guidoni]