L’amerikano del DIS

E così, dopo Niccolò Pollari, condannato per la oscura faccenda del sequestro Abu Omar, anche il suo successore alla testa dei Servizi Segreti, cioè il prefetto Gianni De Gennaro che ‘importò’ dal FBI Buscetta (e il pentitismo) ben 26 anni fa, è stato condannato penalmente per un gravissimo reato: istigazione a falsa testimonianza, quando era Capo della Polizia!, nei confronti del vice Questore di Genova per i fatti del luglio 2001 (scontri al G8). Obbiettivamente un fatto molto più grave di quello per cui lo fu invece il suo stesso predecessore Pollari; ed anche a non voler considerare tutto il resto, cioè il ‘mistero’ che grava sugli scontri stessi, e la loro fenomenologia, inclusi i massacri finali dei ‘prigionieri’ inermi delle caserme Bolzaneto e Diaz.
Strano a dirsi ma il suo ‘vice’ di allora, Antonio Manganelli, si mise in vacanza poprio alla vigilia del G8 stesso, che pur si prevedeva molto impegnativo per la forze dell’ ordine… Così potè mantentersi ‘vergine’ di ogni accusa, e succedè tranquillamente al suo Capo quando questi passò a più alto incarico… Dal quale incarico però, il suo antecedente Pollari, quando fu condannato, fu poi dimissionato… e infatti anche De Gennaro ha offerto le sue dimissioni. Questa volta, guarda un po’ il caso, respinte all’unanimità: non tanto dal governo, che non conta nulla perché non vuole, ma anche e soprattutto a ‘furor di stampa’, e dunque non mantenute dal titolare del DIS…
Allorché invece Pollari fu linciato dai media, ed apparentemente anche per buone ragioni, perfino ‘antiamericane’!!! Ma il vero ‘amerikano’, a quanto pare, era ancora di là da venire. E sarà ben difficile mandarlo più via. Proprio come accadde col comunismo: sembrava il male maggiore, ed infatti ci vollero ben 72 anni, dal 1917, perché poi cadesse il Muro… Ma gli USA occupano militarmente, politicamente, economicamente, culturalmente, spiritualmente l’Italia e l’Europa da ben 67 anni, luglio 1943 dello sbarco in Sicilia, dissanguandola in modo ancor più violento e totalitario: e se dobbiamo stare al loro volere, che hanno rifiutato la richiesta del governo tedesco di portar via di là le bombe nucleari, non sembrano minimamente intenzionati ad andarsene.
Per il burattino negro della Casa Bianca il copione che deve recitare in palcoscenico, non prevede minimamente la parte di Gorbaciov o Eltsin, che lasciò infine liberi i Paesi baltici e tutti i satelliti…
Gianni Caroli

[Dello stesso autore: Abu Omar come l’Achille Lauro?]

Abu Omar, la sentenza di 1° grado

giustizia per abu omar

Milano, 4 novembre – Il giudice milanese Oscar Magi, al termine del processo per il sequestro dell’ex imam Abu Omar, ha disposto il non luogo a procedere per effetto del segreto di Stato nei confronti dell’ex numero uno del Sismi Niccolò Pollari e dell’ex dirigente Sismi Marco Mancini, mentre ha condannato l’ex capo della stazione della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, a otto anni di reclusione per sequestro di persona.
Condannati anche altri 22 dei 26 ex agenti Cia imputati — tutti a 5 anni di reclusione — mentre per tre di loro, fra i quali l’ex capo della stazione Cia di Roma, Jeff Castelli, è stato disposto il non luogo a procedere per l’immunità diplomatica.
Gli altri due agenti prosciolti per l’immunità sono Betney Medero e Ralph Russomando.
Per Castelli, Medero e Russomando, il giudice ha disposto l’immediata perdita di efficacia della richiesta di misura cautelare. Restano in piedi gli altri ordini d’arresto internazionali, che hanno però un puro valore simbolico, anche perché i governi che si sono succeduti non hanno mai dato corso alla procedura per la richiesta di estradizione avanzata dalla procura.
La procura aveva chiesto per Pollari la condanna a 13 anni e 12 anni per Seldon Lady, per gli altri agenti erano state chieste condanne comprese fra i 10 e i 13 anni.
In tutto gli imputati erano 33. I due ex agenti del Sismi Pio Pompa e Luciano Seno sono stati condannati a tre anni di reclusione per favoreggiamento.
Tutti i condannati dovranno versare in solido una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro per Abu Omar e di 500.000 euro per sua moglie. I coniugi avevano chiesto un risarcimento di 15 milioni di euro.
Il Dipartimento di Stato USA ha espresso delusione per la condanna. “Siamo delusi per il verdetto contro gli americani e gli italiani condannati a Milano per il loro presunto coinvolgimento nel caso del religioso egiziano Abu Omar”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Ian Kelly.
(Reuters)

[grassetto nostro]

Abu Omar, sospeso il processo

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MILANO (Reuters) – Il giudice di Milano Oscar Magi ha sospeso oggi il processo per il sequestro dell’ex imam di Milano, Abu Omar, fino al 18 marzo prossimo, in attesa che la Corte costituzionale decida sul conflitto di attribuzioni tra il governo e la magistratura.
Al processo, stamani, la difesa dell’ex numero due del Sismi, Marco Mancini, aveva chiesto la revoca di alcune prove testimoniali o la sospensione del processo fino alla decisione della Corte costituzionale oppure il proscioglimento del suo assistito. La pubblica accusa si era opposta alle richieste di Mancini.
La Corte costituzionale è chiamata a esprimersi sul conflitto di attribuzione tra poteri tra governo e magistratura milanese sull’estensione del segreto di Stato in merito a una serie di atti che la procura ritiene utili al caso.
Il mese scorso il premier Silvio Berlusconi aveva confermato l’esistenza del segreto di Stato su ordini e direttive impartite dall’ex direttore del Sismi Niccolò Pollari ai suoi uomini per impedire l’uso di mezzi e modalità illecite nella lotta al terrorismo e in relazione alle “rendition”, cioè i trasferimenti illegali di sospettati di terrorismo.
Nell’ordinanza di oggi, il giudice Magi ha spiegato di aver deciso di sospendere il processo per la difficoltà che hanno le parti “di tracciare un limite certo nell’ammissibilità delle domande e nella possibilità delle risposte”.
“Deve ritenersi che vi sia stata da parte della presidenza del Consiglio una dilatazione della sfera di non conoscibilità dei fatti relativi al reato per cui si procede…l’evidente illogicità di tale dilatazione comporta di conseguenza un’estrema difficoltà sia per il giudice procedente che per le altre parti processuali di tracciare un limite certo nell’ammissibilità delle domande e nella possibilità delle risposte. Per queste ragioni si ritiene opportuno sospendere il processo in corso e in particolare, anche l’ascolto dei testi del pm ancora da assumere, tutti appartenenti o ex appartenenti al Sismi”, ha scritto Magi nel provvedimento.

Sempre stamattina, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha detto che l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e il suo predecessore, Romano Prodi, hanno utilizzato il segreto di Stato per ostacolare la giustizia.
Parole che hanno provocato la dura reazione di uno dei legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini, che le ha definite “un intollerabile attacco” al premier e che ha chiesto al Consiglio superiore della magistratura di prendere “urgenti provvedimenti in merito”.
“Comprendo l’aspirazione dei difensori a interpretare il segreto di Stato come se questo potesse diventare impunità o impedire l’accertamento della verità. Comprendo questa aspirazione perché è la stessa dell’attuale e del precedente presidente del Consiglio di usare il segreto di Stato per ostacolare la giustizia”, ha detto Spataro.
Ferma la replica di Ghedini. “Le dichiarazioni di Spataro sono di assoluta gravità. Il presidente Berlusconi nel pieno rispetto delle leggi e dei trattati, ha opposto la più ampia e leale collaborazione all’autorità giudiziaria nella vicenda Abu Omar”, ha detto l’avvocato in una nota.
“Si deve ricordare che proprio il governo di Silvio Berlusconi non ha apposto alcun segreto sull’asserito sequestro di Abu Omar, decisione ribadita dal governo Prodi. … E’ intollerabile che un magistrato possa attaccare impunemente in maniera siffatta l’attuale presidente del Consiglio. E’ auspicabile che il Consiglio Superiore della Magistratura prenda urgenti provvedimenti in merito”, ha aggiunto.
Intanto Pollari – attraverso il suo avvocato, Nicola Madia – ha detto: “Il presidente del Consiglio è l’unico depositario del segreto di Stato e in tale veste mi ha ordinato di rispettarlo. Intendo obbedire agli ordini ricevuti nonché ai doveri istituzionali e morali discendenti dal giuramento di fedeltà allo Stato. E questo nonostante il segreto di Stato mi precluda di difendere e di dimostrare la più totale estraneità del Sismi alla vicenda”.