Lo stupro di una Nazione: gli Iracheni resistono su più fronti

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Hadani Ditmars per rt.com

Perché la narrativa dominante dei media continua a rappresentare gli Iracheni sia come terroristi che come vittime che l’Occidente dovrebbe combattere o salvare? Ancora una volta l’oppressione della dialettica binaria alza la sua brutta testa, mentre l’ISIS, dopo una lunga pausa, riporta sull’Irak l’attenzione dei media.
Quando per la prima volta ho viaggiato in Irak nel 1997, per scrivere per il NY Times del disastro umanitario causato dal regime delle sanzioni, i sapientoni di destra, a causa del mio impegno, mi definirono una cattiva saddamista.
Per quanto cercassi con fatica di trasmettere la complessità della situazione – un regime clientelare dove le sanzioni andavano a colpire ogni giorno gli Iracheni e a rafforzare il potere di Saddam; una scena teatrale fiorente con la possibilità di criticare la classe dirigente con sottili doppi sensi; uno status per le donne più elevato di quello di gran parte del mondo arabo, pian piano eroso dagli eccessi dell’embargo – potevo sentire gli occhi della gente sorvolare e qualunque possibile argomentazione veniva spazzata via da una risposta impassibile: “Ma Saddam è malvagio, no?” Era come se l’intera Nazione fosse ridotta all’unica immagine archetipica di un dittatore arabo.
L’altro giorno, a un ricevimento, un’accademica americana mi ha domandato dei miei progetti per l’autunno. Quando ho detto che sarei andata in Irak a fare ricerche per il mio prossimo libro – un diario di viaggio politico in antichi siti che sovverte la tradizionale narrativa turistica con storie di vedove, orfani e sfollati – ho sentito lo stesso sguardo vuoto. “Oh, fantastico! Così hai intenzione di finire come schiava sessuale dell’ISIS?” ha risposto impassibile – come se l’ISIS fosse la sola narrazione possibile – e il solo male – in un Paese di 33 milioni di anime.
Un decennio fa, la riduzione caricaturale di 33 milioni di persone a mini-Saddam che una volta caratterizzava i ritratti degli Iracheni offerti dai principali media prima dell’invasione fu sostituita da una nuova terribile caricatura: gli Iracheni come folli attentatori suicidi magicamente trasformati da secolari a settari in pochi anni di occupazione. Le vittime del nuovo terrore venivano etichettate come i suoi autori. Per anni gli Iracheni hanno dovuto convivere con questa bizzarra fusione e l’ISIS offre ora una nuova opportunità. Continua a leggere