Pio XII “Coca Cola Pope”

avviso sacro

Scrive Andrea Turi (Docete Omnes Gentes. La geopolitica del Vaticano, in “Eurasia” n. 3/2014, pp. 164-165):
“La tradizione ecclesiastica era di non prendere iniziative volte a cambiare lo status delle relazioni esistenti tra potenze, ma in un discorso pronunciato nel settembre del 1944 da Pio XII – che sanciva il diritto inviolabile alla proprietà privata – si intravede un cambiamento di atteggiamento che porterà alla scomunica dei comunisti nel 1949. Con questo atto, la Santa Sede entra nella logica della Guerra Fredda: preoccupato dalle prospettive delineate dal riassetto delle forze sulla scacchiera internazionale, Papa Pacelli abbandona qualsiasi tentazione di avventura ‘terzaforzista’ e inserisce la Chiesa nella disputa bipolare compiendo una precisa e decisa scelta di campo, con la quale il Vaticano si adatta ai nuovi equilibri e stringe una sorta di alleanza tacita con il blocco occidentale contro il nemico comune bolscevico. Pio XII chiede agli Stati Uniti di rinunciare ad un ritorno all’isolazionismo e di accollarsi il ruolo di baluardo del mondo libero contro il fantasma del Comunismo che si sta aggirando per l’Europa Orientale e minaccia l’altra metà del continente. La Chiesa Cattolica diviene il miglior alleato del mondo capitalistico in forza della sua struttura centralizzata basata sul dogma dell’infallibilità del Papa, con una propria forza economica e ideologica e con una tradizione universalistica che interessa milioni di fedeli sparsi nel mondo.”

Sarà un caso che la scomunica di cui sopra giunse neanche tre mesi dopo la firma del Trattato di Washington (4 Aprile 1949), che sanciva il Patto Atlantico e la nascita della NATO?