Benzina per bombardieri

Della rete di oleodotti NATO-POL, sistema di terminal marini, depositi di stoccaggio sotterranei e gruppi di pompaggio le cui condutture corrono per oltre 11.000 chilometri, – e della sua frazione italiana, denominata North Italian Pipeline System (NIPS) – costruita negli anni Sessanta per rifornire in modo autonomo e continuativo carburante Jet A1 (kerosene) ai velivoli dislocati negli aeroporti militari di tutta Europa, avevamo già parlato qui.
A confermare e aggiornare i dati che avevamo fornito giunge ora l’articolo di Cristian Calestani pubblicato dalla Gazzetta di Parma, città in cui è collocato il Comando del sistema, lo scorso 21 Settembre.

Comitati di accoglienza

Inizieranno già da lunedì 9 le iniziative contro la visita a Roma di George W. Bush in programma l’11 giugno. La mattina e’ infatti in programma una conferenza stampa davanti al carcere di Regina Coeli, luogo scelto simbolicamente dopo la decisione di trasferire in altri istituti penitenziari del Lazio 220 detenuti per far fronte ad eventuali fermi effettuati durante le manifestazioni di protesta. Nel pomeriggio della stessa giornata, appuntamento davanti all’ambasciata statunitense di via Vittorio Veneto per un sit- in, assieme ad un cartello di associazioni di solidarietà con Cuba e l’America Latina.
Il clou delle proteste e’ previsto però in concomitanza con l’arrivo del presidente degli Stati Uniti a Roma: un corteo partirà alle 17.00 da Piazza della Repubblica, mentre sono in programma altre iniziative davanti ai consolati USA di Milano e Palermo e presso l’aeroporto Dal Molin di Vicenza.

Oggi, intanto, si è svolto un presidio davanti il Comando dell’oleodotto NATO-POL presso l’aeroporto di Parma. Qui il relativo comunicato stampa.

Una tigre nel motore

Attraversa 6 Regioni, 17 Province e 136 Comuni italiani. Totalmente finanziato dall’Alleanza Atlantica, e’ stato costruito negli anni Sessanta per rifornire in modo autonomo e continuativo carburante Jet A1 (kerosene) ai velivoli dislocati negli aeroporti militari di tutta Europa.
Il suo nome è NATO-POL (acronimo che sta per Petroleum Oil Lubrificant) ed è un sistema completo di terminal marini, depositi di stoccaggio sotterranei e gruppi di pompaggio: una rete di oleodotti le cui condutture corrono per oltre 11.000 chilometri, dal mare fino al cuore dell’Europa.
Il sistema POL è una delle infrastrutture NATO meno note: la frazione italiana della rete – denominata North Italian Pipeline System (NIPS) – raggiunge le basi USA-NATO di Ghedi (Brescia), Aviano (Pordenone), Rivolto (Udine) e Cervia (Ravenna), nonché altre infrastrutture utilizzate esclusivamente dall’Aeronautica Militare Italiana. Dal terminale marino di Vezzano, in Val Mulinello, nei pressi di La Spezia, giunge al nodo di Collecchio (Parma) e lì si ramifica in tre direzioni, per un’estensione complessiva pari a circa 850 chilometri. Importanti depositi si trovano anche a Mestre, ad Augusta per rifornire la base US Navy di Sigonella, ed a Taranto.
Un braccio arriva fino in Germania, attraversando l’Austria. Un altro capo è in Portogallo, a Lisbona, dove un intero molo è riservato al NATO-POL. Altri depositi sono in Gran Bretagna. Reti analoghe a quella italiana sono inoltre presenti in Norvegia, Grecia e Turchia. Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Olanda sono invece collegate da un sistema centrale europeo.
Di approfondirne la natura si era fatto carico il senatore Severino Galante (PdCI), con un’interrogazione parlamentare in cui chiedeva al governo italiano chiarimenti in merito alla segretezza dell’oleodotto e ad un’eventuale autorizzazione concessa alla NATO per ampliarlo nel tratto che da Vicenza (dove recentemente si è verificato un guasto) porta ad Aviano. L’allora ministro della Difesa Parisi si era affrettato a precisare che “l’aeroporto Dal Molin di Vicenza non è alimentato da tale rete” e che l’opera non riveste “carattere di segretezza” in quanto il tracciato è punteggiato, ogni duecento metri, da un cartello con la dicitura “Amministrazione dello Stato”.
Il combustibile dalle petroliere approdate a La Spezia viene riversato in Val Mulinello fino a 20.000 litri all’ora, quindi stoccato in serbatoi di cemento armato rinforzati da una lamina in acciaio e ricoperti di terra, non solo per impedire eventuali sversamenti ma anche per protezione da ipotetici attacchi. La portata dell’oleodotto nella parte italiana raggiunge, secondo dati aggiornati al 1999 (durante l’aggressione NATO alla ex Jugoslavia) un massimo di 1 milione e 600mila litri al giorno. Logisticamente, esso dipende dall’Aeronautica Militare Italiana (AMI), ed in particolare dal Comando situato presso l’Aeroporto di Parma, in via Cremonese 35.
La gestione e la manutenzione dell’impianto in Italia sono invece affidate alla società privata IG (Infrastrutture e Gestioni) S.p.A., con sede a Roma in via Castello della Magliana 75. Controllata dalla holding francese Technip, la IG vanta una consolidata esperienza tecnica ed organizzativa acquisita in oltre trenta anni di attività nei settori della realizzazione e gestione di impianti industriali ed infrastrutture in Italia ed all’estero, in campo civile e militare.
Il relativo contratto, stipulato nel 2000 con la Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici del Ministero della Difesa, ha durata di 14 anni e comprende: l’esercizio con presa in consegna e riconsegna nelle aree di impiego dei prodotti petroliferi; la manutenzione ordinaria e straordinaria;
il controllo delle servitù e concessioni; i servizi tecnici; l’addestramento del personale; la custodia delle aree; il management generale.
Qualcuno, argutamente, ha parlato di “Gladio dei carburanti”.

English version

A tiger in their tank

translation: M. Zanarini

It runs across 6 Regions, 17 Provinces e 136 Municipalities in Italy. Completely funded by the Atlantic Alliance (NATO), it was built in the Sixties in order to supply in a continuous and autonomous way the aircrafts based in the military airbases all around Europe with Jet A1 fuel (Kerosene).
Its name is “NATO-POL”(which means Petroleum Oil Lubricant) and it’s a complete system of marine terminals, underground storage depots and pumping units: a pipeline network that runs for more than 11.000 Km, from the sea to the heart of Europe.
The POL system is one of the least-known parts of NATO infrastructure: the Italian section of the network – called North Italian Pipeline System (NIPS) – carries fuel to the US-NATO bases in Ghedi (Brescia), Aviano (Pordenone), Rivolto (Udine), and Cervia (Ravenna), as well as to other infrastructure used by the Italian Air Force.
From Vezzano marine terminal, in Val Mulinello, near La Spezia, it goes to the Collecchio (Parma) hub, from where it takes three directions, for a total length of about 850 Km.
Some important storage depots are located in Mestre, in Augusta to supply the Sigonella US Navy base, and in Taranto.
One branch goes to Germany, via Austria. Another one arrives in Lisbon, Portugal, where it has been assigned an entire wharf.
More depots are in Great Britain. Other networks, similar to the Italian one, are in Norway, Greece and Turkey, while Belgium, France, Germany, Luxembourg, and the Netherlands are connected by a European central system.
Senator Severino Galante (PdCI) tried to know something more about it, with a parliamentary interrogation in which he seeked explanation from the Government on the secrecy around the pipeline, asking if an authorization had been released to NATO to expand the network in the segment running from Vicenza (where a failure has recently taken place) to Aviano.
The Former Defence Minister Parisi answered that “Dal Molin airport in Vicenza is not supplied by this network” and that the infrastructure is not under “any secrecy order”, because every 200 metres it’s possible to see a sign with the words “State Administration” written on it.
The fuel is carried to Val Mulinello, from the tankers arrived in La Spezia, at a speed of 20.000 litres per hour, and then stored in concrete tanks reinforced with sheet steel and covered with earth, in order to prevent spills and to protect them from possibile attacks.
The maximum capacity on the Italian side is of 1,6 million litres per day, as of 1999 (at the time of the NATO aggression on former Jugoslavia). Logistically, it depends from the Italian Air Force (AMI), precisely from the Command based in Parma airport, at 35, Cremonese Street.
The company entrusted with the management and maintenance of the plant in Italy is “IG” (Infrastrutture e Gestioni) S.p.A., based in Rome at 75, Castello della Magliana Street.
“IG” is a subsidiary of the French engineering company “Technip” and has been working for more than 30 years in the implementation and management of industrial plants and infrastructure, in Italy and abroad, both in civil and in military engineering, developing considerable technical and organizational experience.
The contract, signed in 2000 with the Directorate-General for Aircraft Weapons of the Ministry of Defence, has a duration of 14 years and includes: management of petroleum products, with receipt and delivery in the areas of use; ordinary and extraordinary maintenance; control over easements and concessions; technical services; staff training; area guarding; general management.
Someone sharply called it “Fuel Gladio”.

Italian version

Oppps

BRUXELLES, 22 MAG – Un oleodotto della NATO e’ stato incidentalmente bucato da un agricoltore nel sud del Belgio, a Mons, provocando la fuoriuscita di migliaia di litri di kerosene che hanno inquinato le falde acquifere della regione francofona. Il ministro dell’ambiente della regione Vallona, Benoit Lutgen, ha stimato che la falda acquifera e’ stata seriamente minacciata ed ha ipotizzato da parte della NATO il pagamento dei danni, invocando il principio “chi inquina paga”. Il ministro belga della difesa Pieter De Crem ha aperto un’inchiesta nonostante abbia assicurato che la NATO aveva preso le misure di sicurezza ambientale richieste.
L’allarme e’ stato lanciato la scorsa notte a tutti i comuni del territorio, inclusi quelli della frontiera francese, che si trova ad appena dodici chilometri. Solamente stamattina all’alba la perdita di kerosene e’ stata bloccata. Nei giorni e nelle settimane prossime sarà controllata la qualità dell’acqua di tutta la regione. Secondo la televisione belga Rtbf, la presenza dell’oleodotto non e’ indicata sul terreno e l’agricoltore che l’ha bucato incidentalmente non è il proprietario del campo.
L’oleodotto in questione fa parte della rete di rifornimento strategico gestita dall’Alleanza Atlantica per le proprie basi ed unità in Europa.
(ANSA)

Dopo 10 giorni ancora cherosene nell’acqua

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Aggiornamenti dal Presidio Permanente No Dal Molin di Vicenza:

“Dopo dieci giorni dall’incidente all’oleodotto militare La Spezia – Aviano i corsi d’acqua sono ancora pieni di cherosene; lo hanno potuto constatare questa mattina cittadini e giornalisti che hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione delle prossime iniziative sul disastro ambientale provocato dalla struttura militare.
Sulla vicenda è calato un imbarazzante silenzio ufficiale; nessuno parla più del disastro ambientale e chi lo fa tenta di minimizzare la portata di un incidente che ha ripercussioni gravissime sul territorio vicentino e sulla falda acquifera più grande del nord Italia: centinaia di litri di cherosene sono finiti nel terreno e nelle acque della zona, provocando un disastro del quale nessuno sa quantificare l’entità.
I cittadini del Presidio hanno voluto denunciare il silenzio sulla vicenda e la gravità di un episodio causato dalla presenza di strutture militari; alle autorità che minimizzano il disastro verranno consegnate, la prossima settimana, delle ampolle d’acqua prelevate dai pozzi della zona colpita: se, come sostengono, non c’è inquinamento, queste persone non avranno alcun problema a bere l’acqua vicentina che, prima dell’incidente, era considerata un’acqua di qualità.
Nel fine settimana, inoltre, verranno allestiti in tutta la città punti informativi e mostre fotografiche per informare la cittadinanza di quanto sta avvenendo nel più stretto silenzio.”