Giocare a golf ad Aviano

Nuovi progetti infrastrutturali per la base aerea di Aviano (Pordenone), sede del principale comando dell’US Air Force in Europa e trampolino di lancio dei cacciabombardieri a capacità nucleare F-16 nei Balcani e in Medio oriente. “Priorità strategica per i piani di lavoro 2011”, come ha spiegato Jeff Borowey, responsabile del Comando d’ingegneria navale USA per l’Europa, l’Africa e l’Asia sud occidentale, Aviano assorbirà da sola più del 27% degli investimenti destinati per il nuovo anno al potenziamento delle basi aeree USA nel vecchio continente. Si tratta di 29 milioni e duecentomila dollari, 10 milioni e duecentomila destinati alla costruzione di una “Air Support Operations Squadron (ASOS) Facility” e 19 milioni per 144 alloggi per il personale del 31° Stormo dell’US Air Force.
“La nuova facility di Aviano deve rispondere adeguatamente alle necessità amministrative, operative, addestrative e di manutenzione e stoccaggio veicoli ed attrezzature dell’8° Squadrone per le Operazioni di Supporto Aereo (8th ASOS)”, scrive il comando dell’US Air Force nella richiesta di finanziamento per il 2011 presentata al Congresso. Giunto nella base friulana a fine 2006 dalla caserma Ederle di Vicenza, l’8° Squadrone è composto da una quarantina di uomini che forniscono il supporto al “Comando e Controllo Tattico delle componenti congiunte delle forze aeree e terrestri statunitensi per le operazioni di guerra”. “Questo progetto – aggiunge il comando dell’US Air Force – consentirà di sostenere l’iniziativa di trasformazione voluta dall’aeronautica militare per consentire il collegamento diretto dell’ASOS con le unità aeree e dell’US Army di stanza ad Aviano”. Dallo scorso anno è infatti operativa nella base, accanto ai reparti aeronautici, la 56th Quartermaster Company, letteralmente 56^ Compagnia Timonieri, unità dipendente dalla 173^ Brigata trasportata dell’US Army di Vicenza, specializzata nelle tecniche di aviolancio. “Secondo le linee guida progettuali”, spiega il Pentagono, “le aree destinate ad uffici ASOC cresceranno in superficie del 30% (2.414 mq), mentre quelle riservate a deposito veicoli di un 25% circa (550 mq). È prevista l’installazione di condizionatori d’aria, sistemi antincendio e distribuzione di energia, collegamenti internet e telefonici, apparecchiature di protezione luminosa e attenuazione dei rumori. Questo progetto risponderà alle richieste del Dipartimento della difesa in materia di protezione da attacchi terroristici e richiederà l’approvazione da parte di una commissione mista USA-Italia”.
La seconda importante tranche finanziaria ottenuta dall’Air Force è riservata alla realizzazione di nuovi dormitori multipli per gli avieri, dotati di saloni, servizi, lavanderia e ampi parcheggi.
(…)
Aviano si conferma dunque come una delle principali basi-cantiere delle forze armate USA in Europa. Nell’ottobre 2009 è entrato in funzione l’“Airborne Equipment/Parachute Shop”, costo 12 milioni e 100 mila dollari, un megadeposito di 4.000 mq che ospita i materiali necessari per le operazioni di aviolancio e altre attrezzature pesanti dei reparti US Army di Vicenza. Recentemente è stata pure completata la costruzione di una infrastruttura di 5.000 mq atta ad ospitare sino a un migliaio di paracadutisti della 173^ Brigata in attesa di imbarco (“PAHA – Personnel Alert Holding Area”). Accanto ad essa sorge pure una piattaforma per le soste operative dei grandi velivoli da trasporto delle forze armate Usa, in grado di ospitare simultaneamente sino a dodici C-130 o cinque C-17. A fine 2009 sono stati completati infine i lavori di riparazione della rete stradale e del sistema d’illuminazione del parcheggio della base per una spesa complessiva di 750 mila dollari.
Attualmente il distretto europeo dell’US Army Corps of Engineers sta eseguendo una serie di lavori di manutenzione per circa 4 milioni di dollari, che includono la riparazione di alloggi, scuole, piste aeree e di una facility per l’addestramento anti-incendio. Il 31st Civil Engineer Squadron ha inoltre dato il via ad un piano biennale con un investimento di 5 milioni di dollari che prevede la realizzazione di 16 progetti di “risparmio energetico”, tra cui l’installazione di un impianto geotermico nel Fitness Center, pannelli solari per la piscina e i dormitori destinati ai militari e un sistema d’irrigazione con acqua piovana dei campi sportivi e del campo da golf realizzato nel 2006 su 3 ettari e mezzo di superficie dell’aeroporto “Pagliano e Gori”. Per la rizollatura dell’“Alpine Golf Corse” di Aviano, l’US Air Force ha pubblicato a fine settembre un bando di gara e i lavori dovrebbero iniziare a giorni.
(…)
Lo scorso anno, l’US Air Force ha pure pubblicato uno studio sul cosiddetto “impatto economico” generato delle basi estere, il quale prende in considerazione i “beni e i servizi acquistati localmente” dal personale militare, gli stipendi versati al personale civile locale, gli affitti degli alloggi e i lavori appaltati a ditte e imprese delle nazioni ospitanti. Stando ai militari USA, nell’ultimo anno “il valore totale del denaro immesso nell’economia locale di Aviano raggiunge i 427 milioni di dollari”. Di questi, 199 milioni corrisponderebbero alle spese sostenute fuori dalla base dal personale militare e civile statunitense e dai dipendenti civili italiani; 47,3 milioni sono stati generati dalle attività di costruzione, 16 milioni dalle spese “per servizi”, 104,9 dall’acquisto di materiali ed attrezzature. L’US Air Force si spinge nel quantificare in 1.743 i posti di lavori “secondari” generati dalla base aerea friulana, con un apporto di 59, 8 milioni di dollari in retribuzioni e contributi salariali. Anche se restano misteriose le modalità e i parametri con cui sono stati stimati i presunti “benefici” economici dell’installazione, una prima incongruenza traspare dal computo degli appartenenti alle forze armate e dei dipendenti civili in forza ad Aviano. Lo studio “sull’impatto economico” calcola infatti una presenza di 348 ufficiali, 3.409 militari semplici, 594 civili USA e 934 lavoratori civili italiani. Nella scheda presentata al Congresso, sempre dall’US Air Force, per i fondi infrastrutturali del 2011, il personale USA ad Aviano è invece leggermente inferiore (303 ufficiali, 3.196 militari semplici e 764 civili). Nelle stime manca poi qualsivoglia riferimento agli impatti “negativi” sull’economia e la società locale, non certo indifferenti in termini di contaminazioni ambientali, traffico veicolare, inquinamento acustico, consumo di territorio, depauperamento risorse idriche e naturali, rischi di dispersione di materiali radioattivi, accumulazione rifiuti solidi e speciali, ecc.. I comandi USA, che lo scorso anno hanno pubblicamente enfatizzato il “business” generato dal mercato degli affitti degli immobili destinati al personale statunitense (“36 milioni e 600 mila euro all’anno”), preferiscono glissare sul fatto che la stramaggioranza dei contratti sottoscritti direttamente dal Dipartimento della difesa riguardano immobili di proprietà di quattro grandi società immobiliari che hanno sede fuori dalla provincia di Pordenone. A ciò si aggiunge il piano di drastico ridimensionamento delle spese recentemente varato dal Pentagono il quale prevede entro la fine del 2011 una riduzione degli alloggi locati ad Aviano da 726 a 531 unità e del canone medio mensile da 8.712 dollari a 6.372, con una spesa finale di 16.078.000 dollari contro i 20.734.000 del 2009.
A rendere ancora più asimmetrica la relazione costi-benefici per la popolazione locale l’ammontare delle risorse pubbliche dirottate dalle amministrazioni locali per interventi infrastrutturali pro-base. Nel gennaio 2009, ad esempio, sono state consegnate due rotatorie e una serie di bretelle intermedie sul confine meridionale dell’aeroporto “Pagliano e Gori”, sulla strada provinciale Aviano-Pordenone e la circonvallazione nord di Roveredo. Gli interventi si sono resi necessari per regolarizzare i voluminosi flussi veicolari verso lo scalo aereo (oltre 5.000 mezzi al giorno), e hanno comportato una spesa di oltre tre milioni di euro da parte dell’amministrazione provinciale di Pordenone e della Regione Friuli Venezia Giulia

Da L’inarrestabile espansione della base USA di Aviano, di Antonio Mazzeo.
[grassetto nostro]

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Enciclopedia delle nocività, voce “Aviano”

1. Il 17 febbraio 2003, Hassan Mostafa Osama Nasr, egiziano, ex imam della moschea di via Quaranta e del centro di cultura islamica di viale Jenner a Milano con il nome di Abu Omar, viene sequestrato in pieno giorno nello stesso capoluogo lombardo ad opera di 22 agenti della CIA, appoggiati dai servizi segreti militari della Repubblica Italiana.
Abu Omar, scaraventato su un furgone, viene portato nella base di Aviano e qui subisce (la prima serie di) torture. Viene quindi caricato su un Learjet 95 – di proprietà di una società privata statunitense ed affittato alla CIA per un’altra ottantina di voli segreti (extraordinary renditions) in Europa – che parte attorno alle 18.20 con destinazione la base di Ramstein in Germania. Lì trascorre soltanto qualche minuto e, trasbordato su un Gulfstream, alle 21.00 riprende il viaggio per Il Cairo.
2. Il 19 aprile 2007, la polizia di Pordenone blocca tre individui ubriachi di cui due appartenenti alla cosiddetta “famiglia statunitense” di Aviano. Qualche settimana dopo, il settimanale della base The Vigileer diffonde presso i militari un manuale sintetico per trascorrere in sicurezza il triennio di permanenza.
3. Il 19 agosto, il militare statunitense Sens Harold Price, trent’anni, entra nell’abitazione dell’imprenditrice cinquantenne Maria Luisa Della Valentina, residente a Sacile, afferrandola per la gola e facendole perdere conoscenza a causa della forte stretta. Il Price prima scappa, poi si consegna alla polizia militare USA di Aviano ammettendo le proprie responsabilità. “Ero annebbiato dall’alcool e non sapevo ciò che facevo” sarebbe stata la sua giustificazione di fronte al magistrato che lo ha accusato di tentato omicidio e violazione di domicilio.
4. Il 19 ottobre, presso la cantina Gelisi di San Quirino – principale fornitore di vino alle basi statunitensi in Italia -, si riuniscono italiani ed americani impiegati ad Aviano. L’idea è scaturita in seguito ai diversi incidenti stradali, con conseguenze anche mortali, che hanno avuto come protagonisti militari statunitensi alla guida con un tasso alcoolico al di sopra del limite consentito.
5. Il 12 novembre, due avieri di stanza ad Aviano – Craig James Larcelaire, 21 anni, e Christian Charles Ivory, 22 anni – rimangono gravemente feriti dall’esplosione di un ordigno rudimentale. L’”incidente” avviene in un campo di fronte alla chiesa della frazione Coltura di Polcenigo, vicino all’abitazione del secondo. L’ordigno, dalle dimensioni di una palla da tennis, riempita di polvere pirica e chiusa con carta stagnola, sarebbe stato realizzato con una miccia troppo corta. Un terzo militare, Robin Emmis di 21 anni, che accompagnava i commilitoni rimasti feriti, ha un ripensamento e si allontana dal luogo dell’incidente dopo aver inutilmente tentato di convincere gli altri due a desistere.
Fabio del Puppo, titolare del panificio situato proprio a fianco della chiesa, davanti al teatro dell’esplosione, dichiara: “Erano in tre? Mah, secondo me erano di più, sentivamo invocazioni di aiuto lungo la strada, ma anche dal campo. L’importante, comunque, è che i due giovani guariscano, anche se non riesco a capire come mai possano aver fatto una cosa simile in quel posto e, magari, non vicino a casa loro dal momento che uno non abita tanto distante e che ha campi attorno a casa sua”.
6. Esattamente quattro giorni prima, un elicottero Black Hawk partito da Aviano era precipitato, causando la morte di sei militari statunitensi ed il ferimento di altri cinque, sul greto del fiume Piave, presso Santa Lucia in provincia di Treviso.
7. Il giorno successivo, ad Aviano, i Carabinieri perquisiscono l’abitazione di Edward Daniel Macias, paracadutista statunitense in congedo, sposato con una soldatessa impegnata in Irak, e rinvengono una pistola, ordigni di vario genere, munizioni, componenti per armi da guerra in dotazione all’esercito USA. Nel corso della medesima operazione, vengono anche trovate sostanze stupefacenti (cocaina ed ecstasy) ed una serie di documenti definita “di grande interesse” da parte degli inquirenti, utili a scoperchiare ulteriori attività considerate fuorilegge, con possibili sviluppi giudiziari clamorosi. Il delicato fascicolo d’indagine è in mano alla Procura della Repubblica di Pordenone.
8. Licenziato nel novembre 2003 per avere rifiutato di partecipare ad una esercitazione antiterrorismo, nel dicembre 2007 il vigile del fuoco Angelo Zaccaria, al momento dei fatti addetto antincendio presso la base di Aviano, si vede accogliere il ricorso presentato al giudice del lavoro, il quale ritiene nulli sia il licenziamento che una sanzione disciplinare precedentemente comminatagli. Il giudice, inoltre, condanna il datore di lavoro ad un risarcimento di 7.200 euro quale danno biologico. Lo Zaccaria era stato licenziato per non aver partecipato, ritenendolo un servizio dal quale i dipendenti civili debbano essere esclusi, ad una esercitazione che coinvolgeva il personale militare della base. Dopo qualche tempo, egli era stato riassunto ma con un livello retributivo e mansioni decisamente inferiori a quelle ricoperte in precedenza.
9. Il 13 febbraio 2008, D.D., 22 anni, militare in servizio presso la base di Aviano, sfila il portafogli ad un giovane di Villanova di Pordenone e, all’esortazione da parte di quest’ultimo di riavere il maltolto, rincara la dose strappandogli anche la catenina d’oro. Da questi episodi scoppia una rissa tra giovani statunitensi ed italiani che termina con l’arresto del militare statunitense.
10. Il 25 marzo, i consiglieri di minoranza del Comune di Porcia, della bassa Pordenonese, presentano una mozione volta a far sospendere i voli di addestramento degli aerei militari della vicina base di Aviano, nei periodi in cui le condizioni atmosferiche non permettono la dispersione naturale nell’aria delle polveri sottili. “Per cercare di contenere il fenomeno nocivo, alcuni Comuni (…) hanno dato esecutività al piano congiunto del traffico – sottolineano i consiglieri – ma nulla, però, viene fatto nei confronti degli aerei di stanza ad Aviano, che continuano i loro voli sui nostri cieli anche nei periodi di targhe alterne”. Nel successivo mese di aprile, viene sottoposto all’attenzione del sindaco di Aviano anche il problema dell’inquinamento acustico generato dai jet, i cui voli di addestramento non vengono fermati neanche nelle ore tradizionalmente riservate al riposo.
11. All’inizio di aprile, in un locale di Fontanafredda, da un diverbio fra un militare statunitense, Timothy Lee Daviss, ed un albanese reo di aver esternato in modo plateale il suo apprezzamento nei confronti della moglie del primo, scoppia una rissa furibonda. Complice l’alto tasso alcoolico dei protagonisti, il parapiglia coinvolge tutti i clienti presenti, estendosi anche all’esterno del locale.
12. Domenica 27 aprile, alle cinque del mattino, il tenente Eric James Cartehagen, 34 anni, in servizio e domiciliato presso la base di Aviano, cerca di sottrarre la copia di un affresco realizzato da Francesco da Milano che si trova sotto la loggia del municipio di Sacile, sulla facciata che ospita un’agenzia della banca FriulAdria. Cartehagen, sorpreso da una pattuglia dei Carabinieri, scende dalla scala su cui era salito per tentare “il colpo” e tenta di fuggire ma i militari dell’Arma ben presto lo bloccano.
Probabilmente aveva scambiato l’affresco per un opera di valore, in verità si tratta soltanto di una copia dell’affresco che, realizzato nella prima metà del Cinquecento, è conservato da ormai cinquanta anni nella sede dell’istituto di credito a Pordenone.
13. All’alba del 14 giugno, all’esterno dell’”Uagamama” di Rovigo, si scatena una violenta scazzottata che vede coinvolti tre giovani originari di Santo Domingo ed un aviere statunitense, J.C.P., di stanza ad Aviano. Quest’ultimo riporta una rasoiata alla gola giudicata guaribile in una decina di giorni.
14. Attorno all 11.00 del 10 luglio, Rosetta Feltrin, non appena tornata alla propria abitazione di via Tagliamento, a Sacile, dopo essersi recata al locale mercato, scorge la terrazza ed il giardino di casa zeppi di un liquido nero e vischioso. Dopo una verifica più attenta, si scopre che anche la veranda e la rimessa sono state intaccate. I vigili del fuoco chiamati in soccorso accertano la presenza di un particolare tipo di olio idraulico, probabilmente rilasciato al momento di apertura dei carrelli, nella fase di atterraggio, da un velivolo dell’USAF diretto alla base di Aviano, la cui linea di volo si trova proprio sopra l’abitazione.
I danni sono nell’ordine di parecchie migliaia di euro. “Per fortuna – commenta la signora Rosetta – che nessuno è stato investito direttamente da questa sostanza certamente nociva. Prima o poi, comunque, doveva accadere qualcosa di negativo: siamo sulla rotta di avvicinamento all’aeroporto di Aviano e spesso la vita a casa nostra è impossibile per il frastuono provocato dai velivoli. Durante la guerra con la Serbia era un inferno, con caccia che passavano sopra le nostre teste giorno e notte”.

Continua.