Siamo tutti sotto questo stesso Cielo

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“All’indomani della “veglia di preghiera e digiuno” indetta dal Papa per scongiurare, con le ‘armi spirituali’ di cui dispone, il pericolo di una guerra mondiale che potrebbe innescarsi con un intervento militare occidentale in Siria, e mentre l’America fatica a trovare consenso ed alleati per questa sua ennesima “liberazione” dettata – tanto per cambiare – da ragioni squisitamente “morali”, si delinea sempre più chiaramente, a livello mediatico, un’inversione di tendenza o quantomeno un riequilibrio del modo di presentare la cosiddetta “questione siriana”, il che si sta traducendo in una “offerta informativa” più variegata rispetto a quella, a senso unico pro “ribelli”, propostaci sulla Siria da un paio d’anni a questa parte.
Su Rainews24, solitamente schierata per tutte le cause occidentali secondo la retorica dei “diritti umani” (minoranze, donne, gay ecc.), sono comparse le corrispondenze da Damasco di Gian Micalessin, che scrive su “Il Giornale” gli articoli più filogovernativi (siriani) pubblicati sulla stampa a grande diffusione. Micalessin non è certo un giornalista con credenziali “di sinistra”, tutt’altro, il che aumenta lo stupore nel vederlo su Rainews24 (una specie di ammiraglia del Tg3, feudo inespugnabile del PCI-PDS-DS-PD); ma purtroppo – non si sa se per disinformazione sua o perché quelli sono i paletti che gli hanno imposto per portare nelle case degli italiani alcune “scomode verità”- egli presenta lo scontro in atto nel paese vicino-orientale entro lo schema, peraltro non nuovo, dei “cristiani massacrati dai musulmani”; il che non è esatto, se per “Islam” tout court s’intende l’interpretazione datane dai petromonarchi e dalla loro internazionale di “saraceni dello Zio Sam” o “jihadisti atlantici di servizio”.”

Alcune novità mediatiche sulla “crisi siriana”, di Enrico Galoppini continua qui.

Informazione atlanticamente corretta, 2° puntata

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Proprio il giorno in cui una pattuglia di parà della Folgore, 183° Reggimento Nembo, veniva attaccata dagli “insorti” nei pressi di Bala Morghab – una località nell’ovest dell’Afghanistan – il direttore di Rainews24, l’ineffabile Corradino Mineo ci riprova ed il 29 maggio u.s. va in onda da Kabul con una puntata speciale de Il Caffé.
Qui il relativo video, in due parti.

I voli CIA in Spagna e Portogallo

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Non è mai stato un segreto che i cosiddetti voli CIA sono stati spesso utilizzati per sequestrare persone sospette e trasportarle in Paesi dove poterle interrogare liberi da ogni vincolo legale ed umanitario.
Doveva però rimanere un segreto il patto che gli Stati Uniti avevano stretto con alcune nazioni europee utilizzate come basi di appoggio. Ma un documento classificato molto segreto del 10 gennaio 2002 e pubblicato dal quotidiano spagnolo El Pais riporta nero su bianco il trasporto di prigionieri a Guantanamo con la richiesta al governo Aznar di poter utilizzare gli aeroporti spagnoli in caso di emergenza.
L’inchiesta di Rainews24 ricostruisce le ore concitate che precedono l’apertura del carcere di Guantanamo e la richiesta da parte degli Stati Uniti di un appoggio militare e politico per le cosiddette extraordinary renditions.
In una nuova risoluzione sui voli CIA in Europa, l’Europarlamento il 19 febbraio denuncia “l’inerzia dimostrata finora” dai Ventisette nel fare luce sul programma di trasferimenti forzati.
Ed a dimostrazione di quanto sia suscettibile anche il Portogallo al coinvolgimento dei voli CIA è saltato il riferimento all’attuale presidente della Commissione europea José Barroso, all’epoca dei voli capo del governo lusitano. Una “scelta politica” della quale il relatore, Claudio Fava, ha “preso atto” giudicandola però “grave”.
La risoluzione rileva inoltre che gli ordini esecutivi del presidente statunitense Obama, pur rappresentando “un significativo passo avanti non sembrano affrontare pienamente la questione della detenzione segreta e del rapimento né dell’uso della tortura”.
Con l’arrivo alla Casa Bianca Obama infatti mantiene la promessa di chiudere il carcere di Guantanamo ma il presidente non abbandona la politica delle rendition: i rapimenti sono l’unico strumento che ci è rimasto, dice anche se assicura delle procedure più garantiste. Insomma, per il momento conferma di fatto la linea di Bush ed invoca la sicurezza nazionale per mantenere il segreto di Stato.

Il video dell’inchiesta è qui.

La scia della Mount Whitney

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Quando la USS Mount Whitney, la nave ammiraglia della Sesta Flotta della Marina statunitense, ha lasciato la sua base nel porto di Gaeta, venerdì 9 gennaio 2009, all’appello mancavano due membri dell’equipaggio.
Uno è un sottufficiale della US Navy, Trevor Cristopher Pashenee, 28 anni, originario di Roseville, California. Domenica 4 gennaio, viene trovato morto in un’auto parcheggiata nel garage della casa che aveva preso in affitto a Penitro di Formia (Latina). Suicidio dicono gli investigatori in base ai risultati preliminari dell’autopsia. Suicidio o incidente. Forse si era rifugiato in macchina per difendersi dal freddo e si è addormentato.
L’altro è Raymond Bryant, uno dei tanti civili in servizio sulla nave militare. Viene da Little Rock, Arkansas, e ha 43 anni. Il suo corpo viene ripescato giovedì 8 gennaio dalle acque del porto annesso alla base statunitense, sei giorni dopo la scomparsa, avvenuta al termine di una serata in un locale di Gaeta. Anche in questo caso le prime risultanze dell’esame autoptico non rilevano alcun segno di violenza. Aveva bevuto, probabilmente è caduto in mare. Quello che sulla stampa locale era stato per alcuni giorni “il mistero di Gaeta” viene archiviato. Due incidenti, il caso sembra chiuso.
L’inviato di Rainews24 Angelo Saso ha raccolto le testimonianze di colleghi, investigatori ed altre persone informate sui fatti. In esclusiva ha intervistato Yvonne Loraine Coyne, la madre di Trevor Cristopher Pashenee, che mette in dubbio la ricostruzione ufficiale degli avvenimenti di Gaeta. Cominciano così a emergere anomalie ed incongruenze, dal muro di riserbo assoluto che circonda queste due morti “accidentali” filtrano dettagli che fanno pensare ad uno svolgimento diverso dei fatti.
Pashenee era un tecnico di prima classe, specializzato nella manutenzione degli apparati di crittografia, quelli che gestiscono i codici delle comunicazioni militari riservate. La sua ultima missione è stata nel Mar Nero, dove la sofisticata tecnologia della flotta americana ha sostenuto la Georgia in guerra con la Russia.

Qui il video dell’inchiesta.

Guantanamo, fantasmi italiani

In Italia pochi li ricordano. E nessuno ha il coraggio di garantire apertamente per loro. Sono sei tunisini catturati tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002 in Afghanistan ed in Pakistan.
Da quasi sette anni aspettano di conoscere la loro sorte nel campo di prigionia divenuto simbolo della Guerra al Terrore di George W. Bush. In un rapporto del giugno 2008, l’organizzazione britannica Reprieve li ha battezzati “gli Italiani dimenticati a Guantanamo Bay”.

L’inchiesta realizzata in proposito da RaiNews24 è qui.

Informazione atlanticamente corretta

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Dopo la marchetta di Raitre, ecco quella di Rainews24.

Roma, 23 dicembre – Rainews 24 trascorrerà la mattina del Natale in compagnia delle migliaia di soldati sottoufficiali e ufficiali italiani impegnati nelle missioni militari all’estero. A partire dalle 9 del 25 dicembre, il direttore Corradino Mineo, in una edizione speciale del ”Caffé di Rainews24”, si collegherà in diretta con i più importanti teatri operativi delle nostre missioni: Afghanistan, Libano e Kosovo. Lì saranno presenti i comandanti dei contingenti e i militari impegnati nelle operazioni di pace, che seguiranno via satellite sugli schermi delle basi l’intera trasmissione. Ospite in collegamento diretto il ministro degli esteri Franco Frattini. Durante la trasmissione verranno effettuati anche collegamenti con il Vaticano dove è prevista la Messa del Santo Padre. Alle ore 10 sarà trasmesso il reportage realizzato da Rainews24 nei giorni scorsi nella base del nostro contingente e nei dintorni di Herat, dal titolo: ”Herat Ovest Afghanistan 7 a.m. 11 p.m”, in cui si racconta la vita quotidiana di una soldatessa e di un maresciallo dal momento della sveglia mattutina alla fine della faticosa giornata di lavoro.
(ASCA)

Rendition

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La fiction racconta quello che l’informazione ha taciuto.
Esce nelle sale italiane “Rendition, detenzione illegale” di Gavin Hood, il film che si ispira alla vicenda di Maher Arar.
Rainews24, unico canale italiano, lo ha intervistato nel 2006 dopo la sua deposizione davanti alla Commissione Europea sui voli segreti della Cia alla quale raccontò il suo rapimento ed i 10 mesi di segregazione e tortura in Siria.
L’inchiesta di Mario Sanna ripropone l’intervista integrale di Arar in cui il giovane canadese di origini siriane pone diversi interrogativi sulle complicità dei governi europei (come quello italiano) nella pratica illegale delle “consegne speciali”.
In particolare, Arar ha raccontato a Rainews24 la sua sosta all’aeroporto romano di Ciampino: un fatto trascurato dall’informazione e che dimostrerebbe invece complicità tra i sequestratori e le autorità del nostro Paese.

Il collegamento al video è alla seguente pagina: http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/rendition_12032008/