Un bilancio sostanzialmente fallimentare

cotti

L’intervento di Roberto Cotti, Movimento 5 Stelle, in occasione dell’audizione del ministro della Difesa Mario Mauro presso le Commissioni riunite di Camera e Senato, svoltasi lo scorso 15 Maggio.

“Signor Ministro, la sua relazione programmatica si colloca in continuità con la politica operata negli ultimi due decenni, una politica che non ha funzionato e che ora palesa tutte le sue lacune.
A distanza di quasi venticinque anni dal nuovo modello di difesa e dal rilancio dalla NATO, il bilancio che ci troviamo davanti è sostanzialmente fallimentare. La guerra, infatti, è stata sdoganata dalla politica come cosa normale per la risoluzione dei problemi. L’ONU è stata marginalizzata e colpita nel suo prestigio e il senso di insicurezza ha continuato a crescere, aumentando le aree di destabilizzazione e di conflitti armati. La riabilitazione di quella guerra, così solennemente ripudiata dall’articolo 11 della Costituzione e dalla Carta delle Nazioni Unite, ha attraversato tutti questi venticinque anni: dalla ex-Jugoslavia, passando per le guerre del Golfo, fino all’Afghanistan.
Secondo lo spirito dell’articolo 11 della nostra Costituzione, infatti, la nostra attività militare dovrebbe essere orientata alla difesa del nostro popolo e della nostra terra. Appare invece sempre più evidente che il modello di cosiddetta «difesa» che l’Italia attua è fondato sul meticoloso addestramento delle nostre Forze armate ad attività tendenzialmente offensive, come testimoniano il tipo di esercitazioni che si svolgono nei nostri poligoni e le oltre venti missioni militari in corso nei luoghi più disparati del mondo (le cosiddette «missioni di pace», per alcune delle quali vengono spese somme talmente alte che, se venissero destinate all’aiuto delle popolazioni coinvolte, probabilmente sarebbero in grado di risolvere quegli stessi conflitti in modo pacifico, o addirittura di prevenirli).
Nella politica della Difesa di questi due decenni le larghe intese ci sono sempre state. Centrosinistra e centrodestra hanno entrambi sposato il nuovo modello di difesa, con il suo corollario di nuovi costosissimi sistemi d’arma, spedizioni militari e partecipazione attiva delle nostre Forze armate nei teatri di guerra. Si è fatto passare, anche in questo caso non senza una certa dose di ipocrisia, questo largo convergere su tali scelte per un malinteso senso della Patria e della responsabilità nazionale.
Il Movimento 5 Stelle è entrato in Parlamento per rendere coerenti le proprie prese di posizione con i valori di pace della nostra Costituzione. Chiediamo che venga calendarizzata finalmente la seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari (l’ultima si tenne sul fine degli anni Settanta). Occorre avere un quadro chiaro dei territori sottoposti a questo vincolo, a volte così pesante per intere comunità. Il Ministro stesso ha parlato di difesa dell’ambiente e della salute. Bisogna anche che siano chiare le responsabilità di chi è tenuto a bonificare le aree usate per le esercitazioni militari, a cominciare dai poligoni.
Occorre potenziare i poteri delle regioni e dei comitati paritetici, e coinvolgere attivamente gli enti locali. Tale Conferenza consentirebbe di rendere meno svincolato dall’interesse collettivo l’enorme patrimonio in mano a «Difesa Spa». Concludo invitando il Ministro Mauro e il Governo a ripristinare la centralità del Parlamento nelle scelte politiche in questo campo. Grazie.”