Quando gli scarafaggi stercorari gridano che c’e’ puzza di merda


“Dopo lo scandalo Snowden, avrete sicuramente sentito cose “siamo nell’ Era post-privacy”, “la privacy e’ un concetto del secolo scorso”, “dobbiamo abituarci a vivere senza privacy”, ed altre stronzate dette da Zuckerberg & affini.
Queste non erano supercazzole prematurate usate come scusa da aziende colte sul fatto a giocare alla Gestapo. Si tratta di una vera e propria ideologia che e’ diffusa negli ambienti di queste grandi aziende, e tutto il criccame di bloggers, influencers e cazzibuffi che ci girano attorno.
Il perno di questa ideologia e’ che gli utenti devono abbandonare questa idea obsoleta di privacy, che debbano abituarsi ad essere spiati. Bisogna mettere da parte questa cosa della storia, con le sue Gestapo, lle sue Stasi, che ci insegnano quali siano i pericoli innati in questi sistemi. Assolutamente no: poiche’ negli USA non si studia storia, e se la si studia si privilegia il campionato di Baseball , bisogna che tutto il mondo si adegui.
Siccome il mondo resiste, allora occorre che tutti si abituino alla perdita di privacy. Per fare questo, il mercato di Google e’ stracolmo di app del tutto inutili, le quali sono implementazioni triviali di software ridicolamente ritagliati su librerie pre-costruite. Queste librerie appaiono “magicamente” sul mercato, e quasi tutte e quasi sempre “chiamano casa”.
“Chiamano casa” significa che prelevano dati dal vostro cellulare e li mandano ovunque. La proliferazione di queste librerie e’ tale che ormai quando aprite software anche innocentissimi sul vostro cellulare, parte una pletora di chiamate verso i cloud piu’ strani. Google non si oppone e non fa nulla contro queste pratiche, sebbene in ultima analisi basterebbe un passaggio ad un test automatico in un ambiente di devops per scongiurare queste chiamate.
E perche’ google non si oppone?
Non si oppone perche’ porre fine all’era della Privacy e’ tra i suoi obiettivi ideologici : sebbene continuino a nutrire i giornali amici di inventate “rivolte” del personale che non vuole “collaborazioni con regimi malvagi”, quello che alla fine non si vuole dire e’ che queste aziende si sono coalizzate per ESSERE a loro volta uno di questi regimi.
Google, Facebook, Amazon non hanno alcun bisogno di collaborare o sostenere alcun regime, perche’ si propongono esse stesse come futuri regimi. L’ideologia che le permea , cioe’ l’ideologia della perdita della privacy come atto normale, l’ideologia della Gestapo come normalita’ , e’ quella di un regime in ascesa che intende abituare i cittadini agli abusi della nuova autorita’ tirannica.
Di conseguenza, su tutti i telefonini in circolazione, che siano Android o IoS, viene consentita se non incoraggiata una incontrollata proliferazione di “librerie software”, che i programmatori utilizzano per semplificarsi il lavoro di scrivere “app”: quasi tutte le app che usiamo ogni giorno contengono delle librerie maliziose che “chiamano casa”, ovvero spazzolano il vostro cellulare alla ricerca di dati per poi inviarli a qualcuno.
A questo si aggiunge il cartello delle cosiddette “CDN”, Content Delivery Network, che agiscono molto spesso come collettori e scambiatori di informazioni.
Adesso mettiamo tutto insieme:
1. Il mercato legale e para-legale degli zero-day e’ piu’ ampio di quello legale. Pullula di aziende che lavorano in una “zona grigia” e acquistano gli zero-day con la precisa intenzione di non rivelarli alle aziende colpite.
2. L’estensione di questo mercato ai dispositivi di controllo industriale e’ argomento ancora non ben quantificato nella sua estensione,e sottovalutato nella sua pericolosita’.
3. I governi occidentali preferiscono collaborare con aziende di “sicurezza” che abbiano aiutato regimi tirannici a commettere crimini contro l’umanita’. Lo fanno per poter continuare le pratiche abusive che sono prassi abituale.
4. Le grandi aziende occidentali sono felici di tutto questo perche’ si propongono esse stesse come futuro regime dell’occidente, magari assorbendo o cooptando le forze di polizia. Per questo consentono alle aziende da punto 1. di creare e diffondere librerie abusive.
Adesso guardate ancora allo scandalo di Exodus, e capirete perche’ e’ semplicemente stupido chi si stupisce.
E io non ho tempo da perdere con gli stupidi.”

Da Il caso Exodus, e gli sbirri nel telefonino di Böse Büro.

La CIA s’impegna nel settore dell’intrattenimento

Per non essere da meno, la CIA è entrata nel prezioso mercato del controllo dei social network in maniera consistente.
In un’esclusiva pubblicata da Wired, apprendiamo che il braccio degli investimenti della CIA, In-Q-Tel, “vuole leggere i tuoi post sui blog, tracciare i tuoi aggiornamenti su Twitter- – perfino scoprire le tue recensioni librarie su Amazon”.
Il giornalista investigativo Noah Shachtman rivela che In-Q-Tel “sta investendo in Visible Technologies, una ditta di software che è specializzata nel monitoraggio dei social network. Essa fa parte di un più ampio complesso con i servizi di spionaggio finalizzato a migliorare l’utilizzo di “fonti aperte di intelligence”- -informazioni che sono pubblicamente disponibili, ma spesso nascoste nella fiumana di spettacoli televisivi, articoli di giornali, post nei blog, video on-line e servizi radiofonici che vengono creati quotidianamente.” Wired riferisce:
“Visible si muove con circospezione fra più di mezzo milione di siti internet 2.0 al giorno, raggranellando più di un milione di post e conversazioni che hanno luogo su blog, forum on-line, Flickr, YouTube, Twitter ed Amazon (al momento non riguarda quei social network come Facebook che necessitano d’iscrizione). Vengono inquadrati gli utenti e gli aggiornamenti in tempo reale di ciò che è stato detto in questi siti, in base a catene di parole chiave.” (Noah Schachtman, “Esclusivo: Le spie statunitensi comprano azioni di una ditta che controlla blog e cinguettii”, Wired del 19 ottobre 2009)
Benché il portavoce di In-Q-Tel Donald Tighe abbia detto a Wired che si vuole che Visible controlli i social network stranieri e fornisca in merito agli incubi degli americani una “vigilanza per un preallarme riguardo a come si svolgono le questioni a livello internazionale”, Schachtman fa notare che “uno strumento simile può anche venire puntato all’interno, sui connazionali frequentatori dei blog e di Twitter”.
Secondo Wired, la ditta già sorveglia attentamente siti internet 2.0 “per Dell, AT&T e Verizon”. E come ulteriore attrattiva, “Visible sta tracciando le campagne internet degli attivisti per i diritti degli animali” contro il colosso della macellazione Hormel.
Shachtman riferisce che “Visible ha tentato per quasi un anno di entrare nell’ambito governativo”. E perché non avrebbero dovuto, considerando che la sicurezza della Patria e la ancor più inquietante parola tabù della “comunità di intelligence” statunitense, è un’autentica gallina dalle uova d’oro per le imprese intraprendenti avide di eseguire gli ordini dello Stato.
Wired riferisce che nel 2008, Visible “fece squadra” con l’impresa di consulenza con sede a Washington DC “Concepts & Strategies, la quale ha trattato il monitoraggio dei media e servizi di traduzione per il Comando Strategico Statunitense e per i Capi di Stato Maggiore Congiunti, fra gli altri”.
Secondo uno spot pubblicitario sul sito internet della ditta, costoro sono sempre alla ricerca di “specialisti in confronti dialettici nei social network” con esperienza al Dipartimento della Difesa ed “un’alta competenza in arabo, farsi, francese, urdu o russo”. Wired riferisce che Concepts & Strategies “sta anche cercando un ‘ingegnere della sicurezza per i sistemi di informazione’ che abbia già un’autorizzazione di sicurezza in ‘Top Secret SCI [Sensitive Compartmentalized Information] conseguito con il Poligrafo a Spettro Totale dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale’”.
In un simile ambiente, nulla sfugge agli occhi dello Stato segreto. Schachtman rivela che l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale “mantiene un Centro per l’Open Source, che setaccia l’informazione pubblicamente disponibile, compresi i siti internet 2.0”.
Nel 2007, il direttore del Centro, Doug Naquin, “disse a un pubblico di professionisti dell’intelligence” che “adesso stiamo controllando YouTube, che porta un bel po’ di informazioni eccezionali e spontanee… noi abbiamo gruppi che controllano quelli che chiamano “media dei cittadini”: persone che scattano fotografie con i loro cellulari e le postano su internet. Poi ci sono i social network, fenomeni come MySpace ed i blog”.

Da Mind Your Tweets: The CIA Social Networking Surveillance System,
di Tom Burghardt.
[Traduzione di L. Salimbeni]