Il primo pensiero del nuovo anno

E’ rivolto a un nuovo progetto di “solidarietà concreta” portato avanti da S.O.S. Jugoslavia, associazione torinese che i nostri lettori hanno già avuto modo di conoscere.
Si tratta del progetto denominato “Appartenere al futuro”, a favore delle enclavi del Kosovo Metohija.
I dettagli sono contenuti nella “proposta” che Padre Benedetto del Monastero di Decani ha inviato ai referenti dell’associazione, la quale può essere letta qui.
Chiunque volesse sostenerlo, è pregato di mettersi in contatto con S.O.S. Jugoslavia mediante i recapiti segnalati in calce al medesimo articolo.

Aiutiamoli a sopravvivere.
Aiutiamoli a resistere.
Aiutiamoli a restare nella propria terra.

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Un 5 per mille ben devoluto

Il contribuente italiano può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei sei appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’ obbligo di presentare la dichiarazione). È consentita una sola scelta di destinazione. Oltre alla firma, il contribuente indica il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille.

Volti del Donbass e Bye Bye Uncle Sam segnalano ai loro lettori due Onlus di provata serietà che da oltre dieci anni costruiscono ponti di solidarietà fra l’Italia e due Paesi vittime dell’imperialismo occidentale: la ex Repubblica Federale di Jugoslavia (oggi Serbia) e la Russia. Queste associazioni sono Aiutateci a Salvare i Bambini e SOS Yugoslavia.
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Vi invitiamo a visitare i siti di queste associazioni per saperne di più, anticipandovi qui solo una breve descrizione delle loro attività:

SOS Yugoslavia: L’Associazione “SOS Yugoslavia” nasce durante i bombardamenti della NATO sul territorio della Repubblica Federale Jugoslava, in occasione dell’ultimo conflitto balcanico, la cosiddetta guerra del Kosovo; era la primavera del 1999, in continuità con la precedente esperienza del Comitato di Solidarietà con i popoli della ex Jugoslavia, attivo fin dall’ inizio delle guerre balcaniche dal 1992, su un terreno informativo. A fronte di quest’ennesima tragedia, la scelta solidaristica e di lavoro per la pace e contro le guerre, di un gruppo di persone già impegnate su tematiche sensibili, si unifica con una parte della Comunità slava della città, sviluppando un progetto d’aiuto concreto che ha per obiettivo l’invio di denaro e/o materiali umanitari nelle zone colpite, oltre ad un livello di produzione di materiali informativi, sia di attualità che storici e culturali. Segue

Aiutateci a Salvare i Bambini: L’Associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus” opera dal 2001 nella Federazione Russa in aiuto all’infanzia in difficoltà. L’Associazione, a carattere nazionale, ha sede a Rovereto (TN). E’ presente a Mosca presso la più importante clinica pediatrica federale RDKB – in partenariato con il Gruppo di Volontariato Padre Aleksandr Men’ -, nella città di Beslan, nella Regione di Archangel’sk ed in altre regioni della Federazione Russa. L’Associazione ha sviluppato innumerevoli iniziative che hanno aiutato l’infanzia russa in particolare difficoltà nei seguenti ambiti di intervento. SANITARIO PEDIATRICO: in molti ospedali pediatrici della Federazione Russa ed in particolare nei reparti oncologici; SOCIALE PSICOLOGICO: in favore delle vittime del terrorismo (Beslan) e delle guerre (Ucraina); IN FAVORE DEGLI ORFANI: dal 2005 opera il Progetto “Tu non sei solo! Orfani di Russia” programma di aiuto agli orfani. Il Bilancio economico finanziario dell’Associazione, anche se in regime di non obbligo, è sottoposto a revisione e certificazione da parte di un Revisore dei Conti iscritto all’Albo dei Revisori Contabili. Le spese per l’attività dell’Associazione mediamente non hanno mai superato il 6% del totale degli introiti. Il Presidente dell’Associazione è stato insignito del titolo “Operatore onorario della Clinica pediatrica RDKB di Mosca” e “Cittadino onorario della Città di Beslan”.

Il 5 per mille a SOS Jugo – Kosovo

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In conformità al contratto firmato a settembre del 2008, la Fiat Group ha costituito con lo Stato serbo l’impresa FIAT Automobili Serbia con capitale sociale di 100.000 euro, e piu precisamente nel rapporto 67% – 33% a favore della FIAT.
Secondo il contratto, la FIAT si era impegnata a versare i primi 200.000.000 di euro entro il 31 marzo 2009 (finora non sono stati versati).
Con tale versamento noi potremmo investire nella ricostruzione della fabbrica e per l’introduzione del modello nuovo che sarebbe prodotto in serie, per 200.000 unità all’anno.
In compenso, il nostro Stato ha rinunciato (senza rimborso) alla licenza per la Punto (pagata da noi 3.000.000 di euro) e all’apparecchiatura completamente nuova per la produzione di questo modello (pagata da noi 14.000.000 di euro).
Siccome il contratto si è trovato a rischio, 2 mesi fa è stato fatto un contratto nuovo che si riferisce al solo montaggio del modello vecchio della vettura Punto.
Ora, grazie al nostro governo abbiamo ottenuto che la FIAT lavora sulla nostra attrezzatura, con la propria licenza e i nostri lavoratori senza 1 euro di investimento. E per completare la commedia, la FIAT si comporta già come Grande Padrone e ci comanda di portare via dalla fabbrica tutte le nostre attrezzature, il che noi come sindacato assieme ai lavoratori abbiamo bloccato.
Facciamo presente che solo per la Verniciatura rasa al suolo nei bombardamenti del 1999 bisogna investire 200.000.000 di euro.
Ora tutte le operazioni vengono fatte a mano eccetto il padiglione verniciatura semiautomatica.
La situazione in fabbrica è in uno stato di allarme con possibili disordini perché i lavoratori stanno perdendo la pazienza.

Questo è l’ultimo comunicato del Sindacato Samostalni – Fabbrica Zastava di Kragujevac, con cui l’Associazione SOS Jugoslavia – Kosovo Metohija di Torino da dieci anni gestisce un progetto di adozioni con i figli dei lavoratori Zastava disoccupati.
Come si può leggere, dopo averli bombardati e immiseriti, continua la vergognosa umiliazione dei lavoratori serbi, da parte stavolta della FIAT.
Dopo gli aerei con le bombe, puntuali arrivano avvoltoi e sciacalli della finanza internazionale, per ottenere la rapina preparata con le aggressioni militari.
Per destinare il 5 per mille all’Associazione SOS Jugoslavia – Kosovo Metohija in occasione della dichiarazione dei redditi il codice fiscale è 97587940012.