Armi ai “ribelli” libici? Segreto di Stato

La vicenda, già affrontata da Giancarlo Chetoni e oggetto di un’interrogazione parlamentare dei senatori Lannutti e Pedica, finisce sui banchi del Consiglio regionale della Sardegna.

Cagliari, 19 luglio – Giallo sulla scomparsa di 400 missili, razzi anticarro e katiuscia custoditi nella base della Maddalena, in Sardegna. Ora sulla vicenda c’è il segreto di Stato imposto dalla presidenza del Consiglio e l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Tempio-Pausania, per capire che fine abbia fatto quell’arsenale sequestrato alla Jadran Express nel 1994.
La vicenda ha inizio nel maggio scorso, quando il quotidiano sardo ‘La Nuova Sardegna’ scopre che ”un ingente carico di materiale bellico, già oggetto di inchieste della magistratura sul traffico internazionale di armi, è stato trasferito da depositi sotterranei nell’Isola di Santo Stefano utilizzando navi passeggeri della Saremar e della Tirrenia, dalla Sardegna a Civitavecchia”. Un carico di armi custodito per 17 anni nei sotterranei della marina militare e, sembra, trasportato su navi di linea dalla Sardegna a Civitavecchia.
”L’enorme carico di armi – scrivono in un’interrogazione i consiglieri regionali della Sardegna del gruppo Sel-Comunistas-Indipendentistas, Claudia Zuncheddu, Luciano Uras, Raduan Ben Amara, Giorgio Cugusi e Carlo Sechi -, fu sequestrato nel 1994 nel Mediterraneo, perché destinato a rifornire il traffico clandestino di materiale bellico, e conta 30mila fucili d’assalto Ak-47, 150.000 caricatori, 32 milioni di proiettili in calibro 7,62×33, 5 mila Bm 21 da 122 mm, 50 lanciatori e 400 razzi anticarro Rpg”.
(…)
Sembrerebbe che il 17 maggio scorso l’arsenale sarebbe stato trasferito in quattro container del Genio, poi caricato su un traghetto Saremar, e da Palau, ”sotto scorta di militari a bordo di automezzi targati Marina militare, il viaggio del convoglio sia proseguito verso Olbia. Dove, all’Isola Bianca, i container sarebbero stati fatti salire insieme con gli ultimi mezzi, alla fine delle operazioni di carico di tutti i veicoli, su una nave Tirrenia con 700 passeggeri”.
(Adnkronos)

Il badrone vuole altri 1.500 ascari

Parigi, 1 dicembre – Trentamila soldati statunitensi e 10mila dalle forze alleate. Così il presidente Barack Obama conta di arrivare alle 40mila unità in più che i suoi vertici militari giudicano indispensabili per vincere la guerra in Afghanistan.
Secondo quanto riporta il quotidiano Le Monde, Washington ha chiesto 2.000 soldati alla Germania, 1.500 all’Italia, 1.500 alla Francia e 1.000 al Regno Unito, oltre ad altre 4.000 unità che proverrebbero da altri membri della NATO.
(ASCA-AFP)

“Molto, anzi moltissimo”
Roma, 2 dicembre – ”Il 2013 sarà l’obiettivo massimo e non quello minimo” per il graduale disimpegno dall’Afghanistan. A dichiararlo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine del Foro di dialogo Italia-Russia organizzato a Roma dall’ISPI. Il disimpegno, per il titolare della Farnesina, ”non potrà avvenire in un arco di tempo lungo ma via via che l’Afghanistan potrà garantire la propria sicurezza”.
Riguardo alla cifra dei soldati italiani che potranno essere inviati nel Paese, come richiesto dalla nuova strategia Obama, Frattini ha ribadito che adesso ”non è il momento di quantificare” assicurando però di condividere pienamente la strategia illustrata stanotte da Obama. ”Ci auguriamo che gli alleati facciano molto, anzi moltissimo, come faremo noi”, ha poi sottolineato aggiungendo di aver notato delle risposte incerte da ”parte della Francia”, ”una presa di tempo dalla Germania e un contributo forse minimo da parte del Regno Unito”.
(ASCA)

Cicciobello atlantico
Roma, 2 dicembre – L’Italia dei Valori ha annunciato il voto di astensione in Aula al Senato sul provvedimento di proroga delle missioni internazionali. Il senatore Stefano Pedica ha annunciato il voto contrario all’art. 2, che prevede il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Immediata la replica di Rutelli: ‘L’Italia dei Valori ha di fatto rotto la coalizione’ e si è precipitato in sala stampa per ribadire il suo giudizio senza appello: ‘Alleanza chiusa con Di Pietro’.
(ANSA)

Roma, 2 dicembre – L’aula del Senato ha approvato a larghissima maggioranza il decreto di proroga delle missioni militari internazionali di pace. I voti a favore sono stati 245, uno contrario. I 12 senatori dell’IDV si sono astenuti. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera.
(Adnkronos)