Giustizia?!?

New York, 14 novembre – “Se fossi io l’avvocato difensore io direi, ‘tutte le prove sono state ottenute con le torture’ e chiederei che non vengano ammesse”.
Così Steven Wax, avvocato dell’Oregon che difende sette detenuti di Guantanamo, sintetizza con il New York Times l’incognita e la sfida principale che dovrà affrontare il dipartimento di Giustizia processando in una corte federale di New York Khalid Shaik Mohammed, l’uomo ritenuto l’architetto degli attentati dell’11 settembre. E che dal momento della sua cattura in Pakistan nel 2003 ha subito, come ha ammesso lo stesso governo, per 183 volte il waterboarding, la tortura del semi annegamento.
(Adnkronos)