No al ricorso contro la revoca del MUOS

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A Palermo, venerdì 10 Maggio dalle ore 9.00 in poi, dinanzi al TAR Sicilia, in via Butera angolo Piazzetta S. Spirito (Porta Felice/Foro Umberto I).
Partecipiamo numerosi, determinati ma ordinati, silenziosi ma decisi!
Noi diciamo NO al MUOS e al ricorso del Ministero della Difesa contro la Regione Sicilia e la revoca delle autorizzazioni per la costruzione del MUOS emessa dal governo Crocetta.

Dalle ore 9.00 in poi, presidio sit-in organizzato dal Comitato mamme NO MUOS in collaborazione con il Comitato di Base di Palermo.
Sono ammesse bandiere NO MUOS e striscioni, che possono essere piazzati sia in Piazzetta S. Spirito (di fianco Porta Felice-fronte Istituto Nautico), sia in via Butera di fronte il portone d”ingresso al TAR.

[A questa pagina del sito della giustizia amministrativa si trovano le specifiche del ricorso.
Il collegio giudicante è composto dal presidente Filoreto D’Agostino e dai consiglieri Nicola Maisano e Giovanni Tulumello – modifica del 9/5/2013, ore 14:35]

Dal Molin: la tabella di marcia

incatenato

La relazione sull’impatto che la nuova base USA a Vicenza avrà sul paesaggio è stata approvata, la scorsa settimana, dalla conferenza dei servizi regionali. Il via libera è stato votato a maggioranza: favorevoli la Regione Veneto e la Sovrintendenza ai Beni Ambientali, contrario il Comune berico.
A questo punto la strada verso l’approvazione del progetto esecutivo sembra spianata, a meno che…
Da un lato, il sindaco Achille Variati avanza l’idea di impugnare il nulla osta della conferenza dei servizi davanti alla giustizia amministrativa (TAR), ipotizzando l’ennesima puntata di un lungo contenzioso giudiziario.
Dall’altro, si fa strada una delibera di iniziativa popolare per trasformare la destinazione urbanistica dell’area ex Dal Molin da militare a civile. La delibera, dopo il parere favorevole della commissione Territorio, è pronta per il voto in consiglio comunale ma l’opposizione agita lo spettro dell’illegittimità: senza l’accordo con il proprietario, cioé lo Stato, il provvedimento rischia di finire direttamente davanti ai giudici.
Nel frattempo, l’assessore all’Urbanistica Francesca Lazzari si dice preoccupata per il cronoprogramma allegato dai progettisti, che “prevede ritmi di cantiere estremamente serrati e particolarmente pesanti per la zona, senza che siano state minimamente affrontate questioni di tipo viabilistico”.

I vicentini (e non solo loro), a due anni di distanza ormai dalla prima grande manifestazione di protesta, si preparano a resistere.
“Quando incominceranno le demolizioni delle infrastrutture presenti all’interno del Dal Molin, [che] inizieranno prima che venga effettuata una rigorosa Valutazione d’Impatto Ambientale, ci opporremo. Due anni nelle strade e nelle piazze delle nostre città ci hanno fatto riscoprire il nostro diritto ad alzare la testa contro l’arroganza e le imposizioni. La consultazione popolare ci ha mostrato che è possibile lavorare tutti insieme, pur nel rispetto delle reciproche differenze; crediamo che l’obiettivo comune di tutti coloro che si oppongono alla nuova base militare sia quello di impedire l’avvio delle demolizioni: per questo, proponiamo che ognuno dia il proprio contributo per raggiungere questo fine, rispettando pratiche e metodologie diverse ma complementari.
Qualcuno scrisse che l’unica battaglia persa è quella che non si combatte; noi vinceremo perché saremo in campo un minuto in più di coloro che vogliono realizzare la nuova base militare statunitense. Possono violare leggi e regolamenti; possono fare accordi in segreto e calpestare la democrazia; possono stendere progetti e stanziare fondi, creare recinzioni e disporre reticolati. Non potranno superare la nostra ostinata determinazione.
Quando inizieranno le demolizioni, la nostra creatività si esprimerà ancora una volta: insieme, li fermeremo” chiosa l’ultimo comunicato del Presidio Permanente.
Qui a seguire, invece, “la tabella di marcia” elaborata dai progettisti. 

Demolizioni

dicembre 2008

Alloggi dei soldati

febbraio 2009

Quartier generale

aprile 2009

Centro ricreativo

novembre 2009

Check-point

dicembre 2009

Stazione della polizia e dei pompieri

gennaio 2010

Poligono di tiro

marzo 2010

Parcheggi

settembre 2010

Officina per i veicoli

gennaio 2010

Sala mensa

maggio 2010

Magazzini

luglio 2010

Centro di telefonia

ottobre 2010

Fine delle opere

marzo 2012

 

Dal Molin: i numeri

Punto per punto ciò che servirebbe per la nuova base USA di Vicenza:

Elettricità: l’allacciamento della corrente elettrica costerebbe 9.360.000 euro, di cui poco più di un quindicesimo pagato dagli statunitensi, tutto il resto (8.730.000 euro) dall’AIM, ovvero dai vicentini. Inoltre, le basi USA acquistano l’energia elettrica in esenzione di tasse e con tariffe agevolate.
Fognature: l’allacciamento alla rete fognaria costerebbe ancora di più e sarebbe interamente a carico di AIM. In aggiunta, i costi per l’utilizzo del depuratore (oltre 500.000 euro annui) se li aggiudicherebbero i vicentini, di nuovo.
Acqua: la nuova base USA ha chiesto da un minimo di 60 ad un massimo di 260 litri/secondo. AIM oggi può servire 7 litri/secondo e con una nuova linea potrebbe arrivare a 30. La quantità d’acqua richiesta è troppo onerosa per la nostra falda acquifera. Senza contare che i costi, circa 350.000 euro, sarebbero sostenuti dai vicentini tramite AIM.
Gas: lo fornirebbero AIM-AMCPS, usando le tasse dei vicentini.
Telefonia: idem.
Immondizie: allo smaltimento di rifiuti e immondizie provvederebbe ancora AIM.
Strade: alla manutenzione delle strade ci penserebbe invece AMCPS, ma poco cambia perché la pagano sempre i vicentini con le tasse.
Spese di gestione: il 41% dei costi di gestione delle basi USA sono a carico del paese che le ospita. Solo per la Ederle l’Italia paga già 65 milioni di euro annui.
Affari: generalmente intorno alle basi USA, autosufficienti in tutto, non fioriscono attività commerciali.
Posti di lavoro: oggi circa 700 cittadini vicentini lavorano direttamente per gli statunitensi, con stipendi per 23 milioni di euro annui. Ma se i 65 milioni di euro/anno spesi per mantenere la Ederle venissero investiti in Sanità, Protezione Civile, Scuola ed altri servizi per la cittadinanza si creerebbero oltre 2.000 posti di lavoro.
Investimenti: dei 475 milioni di euro definitivamente destinati dal Congresso statunitense ad opere edili (tra cui costruzione della nuova base militare ed alloggi per le famiglie dei soldati, ristrutturazione Ederle e Site Pluto) solo 45 milioni li guadagnerebbero ditte vicentine, mentre il grosso del bottino, ben 430 milioni di euro, andrebbe a C.m.c. e Lega delle Cooperative, altre ditte non venete e ditte straniere.
Spese annuali sul territorio: attualmente, le entrate che la città registra grazie all’utilizzo di infrastrutture, beni e servizi ed agli affitti statunitensi sono pari a 127 milioni di euro. Dopo la realizzazione di nuovi villaggi, strutture ricreative ed altri aggiustamenti tecnici previsti, le spese statunitensi sul territorio si ridurrebbero da 127 a 50 milioni di euro/anno. Le 13.400 aziende che operano a Vicenza fatturano 7.000 milioni di euro/anno. Questi 50 milioni rappresenterebbero lo 0,7% dell’economia vicentina.

In attesa della consultazione referendaria indetta dall’amministrazione comunale il prossimo 5 ottobre, con la quale la cittadinanza sarà invitata ad esprimere la volontà di acquisire al patrimonio dell’ente locale l’area destinata alla nuova base statunitense, e della pronuncia del TAR Veneto sul merito della questione (dopo che lo scorso giugno era stata resa quella sugli aspetti di principio).

Fonte: nodalmolin.it

Servi, padroni ed amici

Roma, 29 luglio – La base militare USA di Vicenza si può ampliare: non ci sono prove di danni ambientali, e in ogni caso per l’autorizzazione di un insediamento militare non è prevista la consultazione della popolazione interessata. Con queste motivazioni, la quarta sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’appello della Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Difesa contro l’ordinanza del Tar del Veneto che aveva accolto la domanda di sospensione del progetto Dal Molin di ampliamento della base. Secondo il Consiglio di Stato, “il consenso prestato dal Governo italiano all’ampliamento dell’insediamento militare americano all’interno dell’Aeroporto Dal Molin è un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo, secondo un tradizionale principio sancito dall’art. 31 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato”. Un’insindacabilità che, secondo Palazzo Spada, “riguarda non solo il contenuto dell’atto, ma anche, a maggior ragione, la sua forma, propria dell’ordinamento nel quale l’atto si è formato”. Inoltre, “il nulla-osta del ministero della Difesa – rileva il Consiglio di Stato – si inquadra nella procedura appositamente prevista per le attività a finanziamento diretto statunitense (secondo quanto previsto dall’accordo bilaterale Italia-Stati Uniti d’America del 20 ottobre 1954, tuttora coperto da classifica di riservatezza) la cui realizzazione è demandata ad una apposita Commissione mista costruzioni (Cmc), costituita nell’ambito della Direzione Generale dei Lavori e del Demanio del ministero della Difesa”. .
(AGI)

Washington, 29 luglio – Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice dà il benvenuto al ministro degli Esteri Franco Frattini al Dipartimento di Stato, sostenendo che “gli Stati Uniti sono molto fortunati ad avere un così buon amico ed alleato nell’Italia”. La visita del titolare della Farnesina “è la prima di un membro del nuovo governo italiano – sottolinea la Rice – ma non è la prima volta che ci incontriamo, ci siamo conosciuti in un’altra vita”.
(Adnkronos)

Ci mancava solo la reincarnazione…

Vicenza: i conti non tornano

VICENZA, 26 MAG – Il carteggio relativo alla realizzazione della nuova base USA di Vicenza e’ stato reso disponibile, oggi, al Codacons. Lo ha reso noto lo stesso Codacons indicando che, da una prima visione della carte messe a disposizione dal ministero della Difesa, emergerebbero alcuni aspetti poco chiari.
Sembrerebbe, secondo quanto detto dall’associazione dei consumatori in una nota, che l’autorizzazione al progetto sia avvenuta prima della necessaria valutazione di impatto ambientale (Via). I legali del Codacons hanno chiesto inoltre di ottenere sia il progetto presentato l’11 giugno 2007, sia gli atti emessi dal Commissario governativo, dal comune di Vicenza e dall’esercito americano, oltre che il consenso del Governo.
Il ministero della Difesa – ha riferito il Codacons – ha chiesto 48 ore di tempo per consultare gli organismi superiori al fine di valutare quali documenti siano da considerare riservati e quindi non accessibili. La vicenda amministrativa avra’ un’ulteriore passaggio al Tar il 18 giugno.
(ANSA).