La più grande democrazia

Washington, 29 gennaio – E’ scandalo ad Haiti. Su Facebook sono apparse le foto di alcuni dottori di una missione di aiuto di Porto Rico immortalati mentre bevono, sorridono e agitano armi da fuoco tra le vittime del terremoto. E’ quanto riferisce la CNN.
Teatro dell’episodio l’ospedale da campo di Jimani nella Repubblica Dominicana, a pochi chilometri oltre il confine con Haiti. Qui il Senato del piccolo territorio statunitense ha inviato subito dopo il sisma del 12 gennaio una missione di circa 100 medici.
(AGI)

New York, 30 gennaio – Gli Stati Uniti hanno sospeso l’evacuazione dei feriti più gravi da Haiti in attesa che si definisca la questione di chi pagherà per le loro cure. La decisione è stata presa dopo che il governatore della Florida, Charlie Crist, ha chiesto formalmente che il governo federale si faccia carico di una parte dei costi sostenuti per assistere più di 500 haitiani.
(AGI)

Ghazni, 30 gennaio – Truppe della NATO si sono scontrate con soldati afghani loro alleati, e hanno chiesto l’intervento aereo, uccidendo quattro militari afghani e ferendone altri sei. Lo riferiscono oggi le autorità provinciali.
Shahedullah Shahed, portavoce del governatore della provincia di Wardak, a sudovest di Kabul, ha detto che le forze straniere e le truppe afghane erano impegnate in operazioni venerdì sera nella provincia, quando hanno iniziato a spararsi addosso.
“Quattro soldati dell’esercito sono stati uccisi e altri sei feriti quando un attacco aereo delle forze straniere ha colpito la loro postazione”, ha detto il portavoce. “Non sappiamo perché sia accaduto, ma è profondamente disdicevole”.
Il portavoce ha aggiunto che il raid aereo aveva mirato a una postazione dell’esercito afghano nell’area che era stata da installata da poco.
La forza ISAF della NATO ha confermato che “un incidente” è accaduto tra le forze di sicurezza occidentali e quelle afghane, ma non ha voluto fornire ulteriori dettagli.
“Stiamo lavorando con il ministero della Difesa per stabilire i fatti”, ha detto il luogotenente dell’esercito USA, Nico Melendez, un portavoce del contingente ISAF.
(Reuters)

Port -au- Prince, 31 gennaio – La polizia haitiana ha arrestato dieci cittadini statunitensi, sospettati di traffico di bambini. I dieci, facenti parte di un’associazione benefica che aveva messo in piedi un rifugio per un centinaio di bambini vittime del sisma in un hotel a Cabarete, nella Repubblica Dominicana, non avevano alcuna autorizzazione a trasferire i minori fuori da Haiti. “Questo si chiama rapimento, non adozione”, ha detto il ministro degli Affari Sociali haitiano, Yves Christallin.
(AGI)

Croix des Bouquets (Haiti), 31 gennaio – La quasi totalità dei 33 bambini che 10 membri di un’organizzazione cristiana dell’Idaho volevano portare via dall’isola non aveva perso i genitori. E’ quanto denuncia il direttore di Sos Childrens Village, Patricia Vargas.
L’ambasciata americana a Port-au-Prince ha intanto reso noto che i dieci, del centro New Life Children’s Refuge, sono stati incriminati per “violazione delle leggi haitiane sull’immigrazione” dopo essere stati fermati al confine con la Repubblica Dominicana su un autobus con a bordo 33 bambini dai due ai 14 anni senza documenti.
(AGI)

Washington, 1 febbraio – L’austerity a cui Barack Obama ha improntato il budget che presenterà oggi al Congresso non ha toccato la guerra, anzi le guerre in Afghanistan ed in Iraq per le quali saranno stanziati oltre 160 miliardi di dollari. “Una cifra molto più alta di quella che il presidente sperava di spendere quando è stato eletto, solo di poco inferiore di quanto stanziato negli ultimi anni dell’amministrazione Bush” commenta oggi The Politico.
(Adnkronos)

Bertolaso rimandato in atlantismo

(AGI) – Washington, 25 gen. – “Il governo non si riconosce nelle dichiarazioni” in cui il sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso ad Haiti “ha attaccato frontalmente l’America e le organizzazioni internazionali”.
Questa la secca presa di distanza da Bertolaso espressa dal ministro degli Esteri Franco Frattini al suo arrivo a Washington dove tra poche ore incontrerà il segretario di Stato Hillary Clinton con la quale, tra l’altro, affronterà l’emergenza Haiti .

Esami di riparazione superati con successo
«Con lui [Barack Obama – n.d.r.] prima di tutto, e con gli americani, ho un ottimo rapporto – dice Guido Bertolaso – le mie non erano accuse agli Stati Uniti, ma critiche, da tecnico, alla mancanza di coordinamento delle organizzazioni internazionali».
E via scusandosi e depistando…

Promuovere per rimuovere?
L’Aquila, 29 gennaio – Dopo 10 mesi dalla scossa che il 6 aprile ha colpito L’Aquila, Guido Bertolaso lascia il capoluogo abruzzese che lo ha visto protagonista come commissario all’emergenza. Ma per il sottosegreretario alla Protezione Civile arriva sul campo la promozione a ministro da parte del premier Silvio Berlusconi: “E’ il minimo che possiamo fare dopo lo straordinario exploit di Guido”.
Un gesto che arriva dopo le dichiarazioni di Bertolaso sulla gestione degli aiuti ad Haiti e lo scontro diplomatico sfiorato con gli Usa. Proprio su quell’episodio si appuntano le critiche dell’opposizione che dice: “I ministeri non sono premi”. Ma la ‘promozione’ di Bertolaso non sembra essere cosa di domani mattina. Non è stato solo il diretto interessato a mostrarsene sopreso e dichiararsene del tutto ignaro, poco dopo l’exploit del Premier. Nel Governo in più d’uno parlano di un annuncio a sorpresa, al limite dell’estemporaneità di cui solo nei prossimi giorni si potrà capire portata e sostanza. Anche la ipotesi più gettonata, quella del ‘superministero alle emergenze’ che trasformi ed ampi le competenze della Protezione Civile richiede tempo: a partire dalla nuova legge ad hoc che richiederebbe un nuovo aumento del numero dei ministri. Ad oggi, dunque, a Bertolaso non è restato che incassare la promozione pubblica sul campo da parte del premier, congedarsi dall’Aquila e tornare full time alla Protezione Civile, da Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
(Apcom)

Il cortile dello Zio Sam

Miami, 19 gennaio – Un aereo del Pentagono sorvola ogni giorno per cinque ore Haiti trasmettendo via radio notizie e un messaggio in creolo che esorta a non emigrare negli Stati Uniti. “Ascoltate, non precipitatevi sulle barche per lasciare il Paese. Se lo farete ci saranno problemi più grandi. Perché, sarò onesto con voi: se pensate che raggiungerete gli Stati uniti e tutte le porte vi saranno aperte, non sarà così. Vi intercetteranno già in mare e vi rimanderanno da dove venite”, recita il messaggio letto dall’ambasciatore haitiano negli Stati Uniti, Raymond Joseph, citato oggi dal New York Times.
(Adnkronos)

Port-au-Prince, 19 gennaio – Ad una settimana dal terremoto, l’aumento continuo dei soldati USA e la possibilità che ne giungano altri 3.500 delle Nazioni Unite, hanno portato un barlume di speranza fra i sopravvissuti di Haiti, alla ricerca disperata di rifornimenti e sicurezza. Nella capitale Port-au-Prince, centinaia di senzatetto si trovano a fare i conti con le bande di saccheggiatori che del tutto indisturbati fanno razzie scavando fra le macerie. A bordo della nave USA Bataan sono arrivati ad Haiti più di 2.200 soldati portando a 7.000 il numero complessivo dei militari statunitensi dispiegati tra la terraferma e il mare.
(ASCA-AFP)

Port-au-Prince, 19 gennaio – Soldati dell’esercito americano sono giunti con alcuni elicotteri nei pressi delle macerie del palazzo presidenziale di Haiti, colpito duramente dal terremoto, per prenderne il controllo. A renderlo noto un reporter dell’AFP.
(ASCA-AFP)

Ogni lasciata è persa

Quale miglior pretesto dell’emergenza umanitaria?

Washington, 15 gennaio – Il Pentagono ha annunciato che oltre novemila soldati americani giungeranno ad Haiti entro lunedì.
Il presidente USA Obama ha parlato oggi per trenta minuti al telefono con il presidente di Haiti Rene Preval assicurando il ”pieno sostegno” del popolo americano alla ricostruzione del Paese. Obama ha detto a Preval che ”il mondo è devastato dalle perdite e dalle sofferenze” avvenute ad Haiti.
(ANSA)