A domanda non risponde

A margine della conferenza “Quali sviluppi per le capacità NATO? Difesa collettiva e stabilizzazione del vicinato: la visione italiana”, svoltasi a Roma il 17 novembre, il ministro della Difesa Roberta Pinotti non risponde alla domanda della scomoda giornalista…

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Perle di Putin

La gente sperimenta un diaframma crescente fra i propri interessi e la visione delle classi dirigenti a proposito del corretto svolgersi degli eventi, uno svolgersi che è deciso dalle classi dirigenti stesse. Il risultato è che referendum ed elezioni sempre più spesso prendono di sorpresa le autorità. La gente non vota affatto secondo le indicazioni del complesso mediatico “ufficiale e rispettabile”, e nemmeno seguendo i consigli dei partiti di maggioranza. Movimenti pubblici che solo poco tempo fa erano considerati troppo di estrema destra o di estrema sinistra stanno occupando il centro della scena politica e stanno relegando ai margini i pesi massimi della politica.
Sulle prime questi risultati poco graditi sono stati rabbiosamente dichiarati casi o anomalie. Ma con il crescere della loro frequenza la gente ha iniziato a dire che la società non è in grado di comprendere chi sta in cima alla piramide del potere, e non è ancora maturata a sufficienza per comprendere il “lavoro per il bene comune” delle autorità. Oppure precipitano nella isteria e dichiarano che è tutto risultato della propaganda straniera, di solito russa.

Le invocazioni della Russia per una lotta comune al terrorismo vengono ignorate. Come se non bastasse, continuano ad armare, rifornire, sostenere e addestrare gruppi terroristici nella speranza di utilizzarli per conseguire finalità politiche personali. Si tratta di un gioco molto pericoloso e io mi rivolgo per l’ennesima volta ai protagonisti: gli estremisti in questo caso sono più abili, intelligenti e forti di voi, e se voi fate questi giochetti con loro perderete sempre.

Non abbiamo dubbi che la sovranità sia una nozione centrale nell’intero sistema delle relazioni internazionali. Il suo rispetto ed il suo consolidamento aiuterà a diffondere pace e stabilità sia a livello nazionale che a quello internazionale. Ci sono molti paesi che possono fare affidamento su una storia che si spinge all’indietro per mille anni, come la Russia, e in questo modo siamo giunti ad apprezzare la nostra identità, libertà ed indipendenza. Ma noi non cerchiamo dominio, espansione o confronto con chicchessia. Nella nostra mentalità, l’autentico primato risiede nell’individuare i veri problemi piuttosto che nel cercare di inventarsi minacce mitiche e di usarle per passare sugli altri come rulli compressori. Questo è esattamente il modo con cui la Russia concepisce il suo ruolo negli affari globali oggi.

Non possiamo ottenere stabilità globale senza un progresso economico globale. E’ essenziale stabilire condizioni perché vi sia lavoro creativo e crescita economica ad un ritmo tale da porre fine alla divisione del mondo fra eterni vincitori ed eterni sconfitti. Le regole del gioco dovrebbero consentire alle economie emergenti almeno un’opportunità di raggiungere quelle che conosciamo come sviluppate. Dovremmo lavorare per un livellamento dei ritmi di sviluppo, e sostenere i Paesi e le regioni rimasti indietro in modo da rendere raggiungibili per tutti i frutti della crescita economica e del progresso tecnologico. In particolare, questo aiuterebbe a porre fine alla povertà, una dei peggiori problemi di oggi.

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Medio Oriente, Siria, ISIS: la verità mistificata

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Molto, molto pericoloso

moscow-weather“L’intervento della Russia nel conflitto siriano, a partire da settembre 2015 (esattamente un anno dopo che gli Stati Uniti avevano iniziato a bombardare obiettivi ISIL nel paese), destinato a puntellare lo Stato siriano contro un’opposizione intessuta di ciò che gli Stati Uniti ritengono la “opposizione moderata”, è stato un cambio di gioco. L’entrata in campo, su richiesta del governo siriano (che, bisogna ripeterlo, è il governo di una repubblica laica, costituzionale riconosciuta diplomaticamente dalle Nazioni Unite e ha rapporti cordiali con la Russia, l’Iran, la Cina, l’India, il Brasile, il Sudafrica, le Filippine, Argentina, Tanzania, Cuba, Egitto, Iraq, Algeria, Oman e molti altri Paesi, nonostante gli sforzi di Washington per isolarla e rovesciarla), questo intervento è legale, mentre quello degli Stati Uniti non lo è.
La stampa statunitense ha praticamente ignorato i successi russi nel favorire l’esercito siriano distruggendo i convogli di petrolio che si dirigevano dal territorio controllato dai terroristi in Turchia per la vendita illegale e per aver sottratto Palmira alla crudeltà dell’ISIL che aveva distrutto il Tempio di Bel. Invece, facendo eco al Dipartimento di Stato, semplicemente si accusava Mosca di sostenere il governo riconosciuto a livello internazionale contro i ribelli che gli Stati Uniti vogliono far vincere.
Le azioni russe, rafforzando ulteriormente la posizione del regime e indebolendo quelli ufficialmente considerati da Washington e Mosca come terroristi, costrinsero gli Stati Uniti a rispondere positivamente agli appelli russi per un’azione comune contro questi ultimi. Il 9 settembre Kerry e Lavrov concordarono un piano per un cessate il fuoco di una settimana (che il governo siriano ha accettato) tra le forze di Stato e l’opposizione “legittima” (appoggiata dagli Stati Uniti). Durante questo periodo, questi ultimi si sarebbero separati da al-Nusra per evitare di essere essi stessi bombardati.
Queste misure dovevano essere seguite da azioni russo-americane coordinate contro i terroristi, mentre i colloqui di pace riprendevano a Ginevra. Purtroppo gli Stati Uniti sono stati incapaci o riluttanti a convincere i suoi numerosi protetti nel conflitto a separarsi da al-Nusra. (Questo è ciò che veramente ha condannato la trattativa, l’incapacità degli Stati Uniti di riconoscere la propria fine.) Alcuni clienti con rabbia rifiutarono e si rivolsero ai loro consulenti statunitensi. Il 16 settembre (presumibilmente per errore) gli Stati Uniti e parecchi suoi alleati hanno bombardato una base dell’esercito siriano uccidendo 62 soldati impegnati in combattimenti con l’ISIL. Infuriata, la Siria ha ripreso il bombardamento di Aleppo est, che è controllata da al-Nusra (Fatah al-Sham). Gli americani hanno accusato la Siria o la Russia per il bombardamento, ancora inspiegabile, di un convoglio di aiuti delle Nazioni Unite, facendo 20 morti tre giorni dopo, e ha sospeso i negoziati con la Russia.
In altre parole, avendo temporaneamente ammesso la necessità di cooperare con la Russia alleata della Siria per risolvere un conflitto che gli Stati Uniti avevano deliberatamente aggravato, con risultati terribili, gli Stati Uniti hanno sabotato i colloqui. E dopo averlo fatto, improvvisamente sono scivolati in una condotta al vetriolo senza precedenti; osservate le prestazioni dell’ambasciatrice alle Nazioni Unite Samantha Power il 18 settembre, dove lei con rabbia ha respinto la morte dei soldati siriani come un dettaglio minore in una guerra, e rimproverò l’ambasciatore russo per aver chiamato una riunione del Consiglio di Sicurezza per discutere sulla Siria una “bravata”. ( Lei, ovviamente, era stanca dell’ostinato rifiuto della Russia di concedere alla “nazione eccezionale” il futuro del suo alleato.)
Intanto Hillary Clinton di recente, il 9 ottobre, ha ribadito nel “dibattito” con Trump che (ancora) sostiene una no-fly zone. Anche se i suoi pezzi grossi le hanno detto che questo significherebbe lo spiegamento di decine di migliaia di soldati degli Stati Uniti in una guerra con la Siria e la Russia. Lei è tenuta a galla da quel molto insolito promemoria di dissenso firmato lo scorso giugno da 51 attuali funzionari del Dipartimento di Stato che non considerano l’ISIL l’epicentro ed esigono un cambio immediato di regime in Siria. Lei sa che il Dipartimento di Stato è più aggressivo rispetto al Pentagono, ma che il Pentagono è anche sospettoso di ogni cooperazione con la Russia, dovunque, come ad esempio Lavrov ha più volte proposto. Lei sa che i mezzi di informazione in questo Paese hanno fatto credere che la Russia, attraverso il suo sostegno a un brutale dittatore, è responsabile per il genocidio in Aleppo est, mentre gli Stati Uniti si siedono in disparte e non fanno nulla!
Lei è ansiosa di nominare Michèle Flournoy (precedentemente il civile situato al terzo livello del Pentagono sotto Obama) come suo Segretario della Difesa. Flournoy ha anche chiesto una “no-fly zone” sulla Siria e “una coercizione militare limitata” per rimuovere Assad dal potere. Lei ha effettivamente proposto il dispiegamento di truppe di terra statunitensi contro l’esercito arabo siriano.
L’8 ottobre la Francia ha proposto una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che vieta il bombardamento siriano o russo di Aleppo est controllato da al-Nusra, mentre tace sul bombardamento illegale della Siria condotto dagli USA e dai suoi alleati. Una barzelletta assurda, contrastata da Cina e Russia, che hanno posto subito il veto. Lo scopo era diffamare ulteriormente il governo siriano e la Russia.
Non è ovvio? L’opinione pubblica si sta preparando per un’altra guerra per il cambio di un regime. La più alta posta in gioco questa fino ad oggi, perché potrebbe portare alla terza guerra mondiale.
Ed è appena anche un argomento di conversazione in questa elezione truccata, che sembra progettato per non solo presentare un guerrafondaio, ma per sfruttare al massimo la rozza russofobia in corso. Il punto per Hillary non è solo salire al potere, a qualunque costo, ma preparare il popolo per altri Afghanistan, Iraq e Libia. Il punto è quello di cullare il popolo nell’amnesia storica, impedirgli di vedere il primato di Hillary nel militarismo spericolato alla maniera di Goldwater, sfruttare la mentalità da Guerra Fredda persistente tra i più arretrati e ignoranti, e assicurare che l’elettorato il quale, mentre in genere deplora il risultato delle elezioni truccate nel mese di novembre, si radunerà ben presto dietro la corrotta Hillary non appena lei troverà un pretesto per fare la guerra.
Molto, molto pericoloso.”

Da Un’informazione urgente sulla Siria, di Gary Leupp (docente di Storia presso la Tufts University).

Precisazioni necessarie

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Da Fulvio Grimaldi:

Hillary Clinton è un rottame psicofisico, crolla a terra, si fa sorreggere sui gradini, scoppia in convulse risate o convulsi attacchi di tosse, sbarra gli occhi e scuote la testa come un pupazzo a molla. Ha subito una commozione cerebrale e una serie di emboli e minata nel fisico e nell’ìintelletto. Si aggrappa alla vita praticando il potere di uccidere per saziare la morte e così allontanarla da sé. E’ il personaggio ideale per quella cupola di delinquenti mentecatti che sta avviando il pianeta verso l’armageddon bellico, possibilmente nucleare (Obama ha preparato l’evento con un trilione di dollari per l’ammodernamento dell’arsenale atomico) e la catastrofe climatica. Basta guardare all’Africa prima della colonizzazione e a quella di oggi per vedere che la maggioranza della popolazione mondiale vive peggio che mezzo millennio fa. Banche e media sempre più concentrate, servizi di sicurezza privati e di Stato, forze armate, strumenti di esproprio del minimo vitale, si diffondono nella società come una metastasi. Una minoranza infima controlla il potere, il denaro, la conoscenza e sta acquisendo la capacità tecnologica di imporre un ordine totalitario che sta a Hitler come un alchimista sta a un Nobel della chimica. Simboli di questo sono il linciaggio di Gheddafi, le milionate di profughi lanciate dalle guerre della Cupola contro un’Europa governata da un etilista delinquente abituale, la morte della Grecia (un remake della distruzione cristiana del mondo classico), il disastro nucleare di Fukujima.
(Fonte)

Ora, precisiamo che nessuno con le sinapsi in ordine e i neuroni in corretta formazione riesce ad entusiasmarsi, né per la scelta di un sistema elettorale più marcio di un uovo trovato nella piramide di Cheope, né per come i protagonisti della farsa elettorale vengono messi in campo dai burattinai supremi, né per elezioni che in quasi tutte le ultime tornate sono state segnate da brogli, e lo saranno ancora se l’uomo con la polenta spalmata in testa si dovesse avvicinare alla vittoria. E tanto meno si arrischia a tifare per quell’uomo le cui uscite strampalate e para-etiliche hanno l’unico merito di sfasciare un po’del paralizzante, davvero reazionario, eticamente nauseante, politically correct. No, di merito ne ha anche un altro: quello di aver lasciato a Killary il ruolo della peggiore soluzione per gli USA, l’Occidente, l’umanità, il pianeta. E di non voler fare la guerra alla Russia, di volersela intendere con Putin, di voler DAVVERO combattere l’ISIS, di non credere che la NATO sia la panacea per tutti i mali.
(Fonte)

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Don Abbondio e il Talmud

14494642_699464016858885_5905706500193509415_nNella (chiamiamola) coscienza collettiva o, se si vuole, visione del mondo, indotta ed imposta dall’America con olio-di-ricino mentale, si nota una certa riluttanza a nominare i registi che hanno trasmutato il Medio Oriente in una bolgia infernale – nominarli con il loro vero nome.
I “neo-con” sono e rappresentano in modo assoluto l’essenza e l’obiettivo ebraico talmudico, il “Greater Israel,” ma non solo.
E finiamola con la scusa dell’antisemitismo e diamo pane al pane e vino al vino. Come tanti, chi scrive è pronto ad abbracciare ogni ebreo che rigetta (a parole, ma sopratutto a fatti) la merda talmudica per cui i goyim sono carne da macello o da schiavizzare, come si legge nel Talmud.
Perche’ i neo-con, sionisti, ebrei, israeliani che comandano e dirigono la politica estera americana (ma anche larghe falde della politica interna – per esempio, 4 su 8 membri della Corte Suprema sono ebrei), dovrebbero essere chiamati i “Talmudisti.” I Talmudisti occupano tutte le posizioni di potere negli US of A., congresso, stampa, educazione, Hollywood e finanza – direttamente e indirettamente.
E siccome controllano la Federal Reserve e il Congresso, possono stampare dollari ad libitum e finanziare miriadi di organizzazioni, think-tanks, etére e lenoni giornalisti, accademici del culo, nonché la mastodontica macchina che fabbrica il consenso (The Jew York Time in testa).
Sono riusciti persino a inventare una nuova cazzutissima religione talmudico-cristiana, con i “Jews for Jesus,” ed simili altre “denominazioni religiose”.
Palle a cui non crede neanche il gatto, ma che incidono e incancreniscono la mentalità collettiva americana, imbevuta di football e Coca Cola.
Gli ancora dubbiosi San Tommaso guardino il corto clip, del “pastore cristiano” che minaccia l’ira di Dio contro chi critica “Israele”. Roba da Alto Medioevo e passa.
Basta solo una lettura superficiale del Talmud, per vedere che gli orrori contro i goyim non sono solo giustificati ma predicati. L’ISIS è l’espressione attuale del Talmud, e l’America, in politica estera, è il Talmud. Per non parlare dei leccaculi nelle colonie dell’Europa Occidentale, compresa l’Italia.
Cercate in rete le scene quando i 537 membri del Congresso e Senato americani si levano tutti in piedi per applaudire il primo ministro talmudico quando in visita a Washington (con 22 ovazioni durante il discorso), nemmeno conferite a un personaggio americano.
Vedere il principe di Galles con la kippa rendere omaggio al mostro Peres equivale a vedere la regina col burka, quando visita un Paese mussulmano.
Chiamare le cose con il loro nome magari non servirà a niente. Ma almeno coloro al corrente della situazione lascino da parte la “correttezza politica.” I Talmudisti trionfano anche perché sanno che la maggior parte di quelli che hanno capito l’antifona, si appoggiano al muro per proteggere il culo.
Certo, chi è in vista e osa opporsi al pervadente Talmudismo, rischia di fare una brutta fine, anche se è una fine da eroe (vedi “Death of an Unsung Hero”), ma per i comuni mortali non siamo ancora arrivati a tanto.
E per quanto Don Abbondio mi sia sempre stato simpatico, l’imitarlo non protegge dalle conseguenze del suo Weltanschauung, come Manzoni ha ben dimostrato.
Jimmie Moglia

Fonte

Civiltà contro barbarie

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“Ci sarà un crescendo di bugie ed accuse. E’ inevitabile, perché l’Esercito Arabo Siriano sta per liberare gli ultimi quartieri di Aleppo in mano ai tagliagole. E i tagliagole sono disperati e i loro sponsor sono furenti. Qualcuno ha fatto notare che se si contano tutti gli ospedali che l’aviazione siriana avrebbe distrutto, ne salta fuori il Paese col più alto numero in assoluto di nosocomi del mondo. E’ vero che la sanità pubblica è un diritto nella Siria laica e multiconfessionale, ma qui si esagera. Eppure vedrete se non ne verrà bombardato qualcun altro. Ne potete star certi.
Ma le denunce disperate, le richieste di aiuto dei medici, degli infermieri, dei civili, dei leader religiosi dell’Aleppo martoriata da anni dai tagliagole e difesa strenuamente dall’Esercito Arabo Siriano, no, quelle non contano. Sono anni che due milioni di persone gridano letteralmente nel deserto. Nelle menti desertificate dei nostri governanti, dei nostri media e della nostra sinistra.
Eppure, non so se avete notato, in mezzo all’infuriare di accuse e contro accuse, nonostante le ingiurie e le patenti bugie che i nostri media e i nostri governi vomitano sulla Russia, Lavrov e Kerry continuano a sentirsi e a incontrarsi. Perché? Ve lo siete mai chiesti?
Ho cercato di impostare una risposta qui.
Ogni crisi sistemica crea un caos sistemico. E il caos sistemico penetra anche nelle nazioni che lo generano, anche in quella più forte e potente. E il caos sta imperando a Washington.
Può quindi essere difficile da capire per chi pensa in bianco e nero, ma Lavrov continua a incontrare Kerry non perché spera ancora in una tregua. Entrambi hanno detto che non ci credono più. Si incontrano perché Putin cerca disperatamente di mantenere in sella Obama, l’Obama azzoppato, l’Obama a cui forse ubbidiscono solo i figli, non certo il Pentagono e non certo la CIA, che conducono le loro specifiche guerre, che hanno le loro peculiari strategie, una elaborata sulla riva destra del Potomac e un’altra a Langley, tutte contro il Foggy Bottom dove Kerry prende decisioni che vengono immediatamente, anzi preventivamente, boicottate su indicazione delle tre arpie statunitensi assetate di sangue: Hillary Clinton, Samantha Power e Susan Rice alle quali possiamo aggiungere una degnissima quarta arpia, Victoria Nuland (le donne al potere sono meglio degli uomini? Ne riparleremo).
Putin ha fatto abbondantemente capire che preferisce una cattiva pace a una buona guerra. Per quello cerca di aiutare Obama, passando sopra a insulti ormai fuori misura e a provocazioni, anch’esse fuori misura. I Russi conoscono perfettamente la debolezza interna di Obama e non ne gongolano, ma la temono. Dopo il bombardamento di Der Ezzor che ha rotto la tregua non hanno puntato il dito su Obama, ma da un’altra parte. Di Obama e Kerry hanno detto una cosa molto precisa: Non hanno la capacità di onorare gli impegni presi. Non hanno affermato che li hanno traditi, ma che è al di fuori delle loro possibilità farli onorare.
Paradossale eh? Putin sta cercando di difendere Obama da uno strisciante pronunciamento militar-securitario contro di lui.
I Russi hanno diviso gli States in una parte sana (anche se non santa) e in una parte malata (e satanica) e, in vista anche delle prossime elezioni, stanno dando tutto l’aiuto che è loro possibile alla parte sana, seppur non santa, con cui potrebbero negoziare l’adattamento al nuovo mondo multipolare (che sia questa alla fin fine l’interferenza di cui parlano i collaboratori della Clinton?).
Non sarebbe la prima volta che la Madre Russia salva un Occidente sull’orlo del suicidio.”

Da Perché Putin vuole salvare il cane che affoga (cioè Obama), di Piero Pagliani.

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