La corte dichiara il difetto di giurisdizione

aviano

Con atto di citazione del 21 agosto 2006, Tiziano Tissino, Giuseppe Rizzardo, Michele Negro, Carlo Mayer e Monia Giacomini convennero dinanzi al Tribunale di Pordenone gli Stati Uniti d’America, chiedendo all’autorità giudiziaria adita l’emanazione:
- di una pronuncia dichiarativa della illegittimità della installazione, da parte dello Stato estero convenuto, di armi nucleari all’interno della base aerea di Aviano – illegittimità predicabile, nella specie, sulla base del diritto e dei trattati internazionali, alla luce del grave e attuale pericolo incombente sulla propria salute e sulla propria vita;
- di una conseguente pronuncia “impositiva”, allo Stato estero, dell’obbligo di procedere alla rimozione di tali armi nucleari dal territorio italiano;
- di una ulteriore pronuncia di condanna del convenuto al risarcimento dei danni in favore di essi istanti.
A fondamento di tali domande, gli attori esposero: (…)

La controversia nella quale, rispetto ad armi nucleari installate in Italia dagli Stati Uniti d’America in forza del Trattato del Nord Atlantico, si chiede l’accertamento dell’illegittimità dell’installazione delle stesse, la rimozione e il risarcimento del danno per il pregiudizio arrecato alla salute, rientra tra quelle concernenti attività eseguite dallo Stato estero “jure imperii” e resta sottratta alla giurisdizione italiana in base al criterio della cosiddetta “immunità ristretta”, che non è derogata neppure in presenza di attività idonee a ledere od a porre in pericolo la vita, l’incolumità personale e la salute dei cittadini dello Stato ospitante.
L’ordinanza n. 4461 del 25 febbraio 2009 della Corte di Cassazione (Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Travaglino) si trova qui.
Lorsignori, padroni a casa nostra.

[Sulla base di Aviano:
Enciclopedia delle nocività, voce “Aviano”

Aviano Italia: la basi NATO viste da vicino
]