Chi ha incastrato Roger Rabbit?

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Un leone del deserto…

“Il malvagio di turno va uccidendo persone innocenti per incastrare Roger Rabbit. Questo è tutto quello che ricordo del meraviglioso cartone animato di Zemeckis del 1988. La pellicola fa la parodia dei cosiddetti private eye films di Hitchcock, in cui il protagonista è costretto ad avanzare attraverso il mare di cadaveri delle persone assassinate da qualcuno il cui unico scopo è quello di incastrarlo. Chandler e Hammett si sono dedicati a questo genere, rigettando il tipico investigatore alla. Holmes, suonatore di violino dalla vita tranquilla. I loro eroi svelano omicidio su omicidio mentre vengono accusati e inseguiti dalla polizia.
Il presidente russo Vladimir Putin si è ritrovato nella scomoda posizione di Roger Rabbit. Subito dopo l’assassinio di Anna Politkovskaja, una giornalista investigativa, muore a Londra una spia passata all’Occidente – e sul letto di morte accusa Putin. Un terzo omicidio, quello dell’obeso ex primo ministro Gaidar, viene sventato per un pelo, ma ciò non evita una nuova accusa al Presidente. Sembra proprio che Putin non possa sfuggire alla triste sorte che ogni morte violenta o sospetta porti alla soglia di casa sua, secondo la migliore tradizione di Chandler. Roger Rabbit veniva incastrato da qualcuno che intendeva prendere possesso di Toon Town; nella realtà della Russia di oggi si vuole incastrare Putin per togliergli il suo potere politico e togliere alla Russia le sue risorse.
Soltanto un persona molto giovane, innocente e sincera può credere che i proprietari dei media e i loro direttori, cioè i Signori del Discorso, si preoccupino della vita di figure politiche russe di secondo rango come la Politkovskaja e Litvinenko. Essi vogliono mettere Putin sulla brace ardente, affinché lasci bombardare l’Iran dagli aerei americani, ceda Sakhalin-2 alle compagnie petrolifere occidentali, venda il gas e gli altri beni strategici nazionali a prezzo stracciato e lasci perdere la sua scelta di salvaguardare l’indipendenza politica del suo paese. Essi mostrano a Putin e anche a noi l’impressionante potere della loro macchina mediatica, questo congegno articolato, costruito per trasformare milioni di persone in zombi. Sono in grado di dettare al mondo il loro programma e presentare Putin come un assassino, Clinton come un maniaco sessuale, Chavez come un antisemita, Ahmadinejad come un nuovo Hitler, i Palestinesi come gli aggressori e gl’israeliani come le vittime. Nemmeno i papi, al massimo della loro potenza, hanno mai avuto un simile potere: qualsiasi cosa dicano i Signori del Discorso, diventa realtà.
Non mancano mai di fare riferimento ai trascorsi di Putin nel KGB, mentre, nella nostra civile società, non è bello ricordare quelli di Bush nella CIA e di Tzipi Livni nel Mossad. Ci rammentano sempre l’omicidio di un transfuga bulgaro di vent’anni fa, ma non un cenno alla ben oliata macchina assassina più grande del nostro tempo: lo Stato ebraico. Se lo fanno, ciò avviene per esprimere ammirazione, moderata da correttezza politica come nel film Munich di Spielberg. Comunque, Israele uccide, rapisce e imprigiona tutti i giorni i suoi oppositori politici: tutti i dirigenti palestinesi attivi vent’anni fa sono stati nel frattempo assassinati dagli ebrei. Ricorrono al veleno, ai missili teleguidati e alle bombe anti-bunker; il loro centro di Nes Tsiona per la guerra chimica e biologica produce veleni e congegni assassini per 007, come ad esempio le “vespe bioniche assassine”.
Hanno usato il loro veleno nel tentativo di omicidio di Khaled Mashal, il dirigente di Hamas. Per fortuna però gli assassini furono fermati e catturati prima che potessero mettere a segno la loro impresa. Non c’è ormai dubbio che abbiano usato veleno per assassinare Yasser Arafat. In un articolo di “Ha’aretz” si può trovare una chiara allusione in questo senso e israeliani legati ai servizi segreti ne sono convinti. Ma veniamo al punto più interessante: l’autopsia di Arafat ha rivelato la presenza di Polonio 210 nel sangue, la stessa sostanza velenosa che ha ucciso la spia russa a Londra. Tuttavia, i Signori del Discorso e la loro macchina per modellare l’opinione pubblica mondiale hanno deriso questa scoperta e l’hanno fatta derivare da una possibile chemioterapia fatta al dirigente palestinese. Ora sostengono che questo isotopo accusa Putin, sebbene il Polonio 210 si possa acquistare liberamente tramite internet negli Stati Uniti.
Tutti gl’indici accusatori sono rivolti verso Putin. Nei giornali israeliani di oggi, una richiesta russa di reciprocità nel trattamento dei criminali arrestati (una richiesta ordinaria e del tutto usuale) viene descritta come “il ricatto di Putin”; il desiderio di possedere stazioni di servizio in Occidente e di vendere carburante ai distributori e non solo idrocarburi al pozzo di perforazione viene descritto come il “perseguimento del dominio mondiale”. Putin non è fatto di ferro come i bolscevichi, ed è possibile che alla fine ceda alle pressioni, lasci che Israele bombardi l’Iran e consenta che le compagnie petrolifere occidentali facciano quello che vogliono nel suo paese, come al tempo di Gorbaciov e Eltsin. A quel punto diventerà il beniamino dei mass inedia e i suoi presunti crimini saranno dimenticati.
Questo è quanto è successo a Muammar Gheddafi: è stato accusato personalmente di ogni turpitudine e il suo paese è stato costretto a pagare somme inverosimili per il disastro di Lockerby, sebbene la Libia non c’entrasse per niente, come hanno ammesso gli osservatori internazionali al processo. Alla fine Gheddafi ha ceduto al supremo volere dei Signori del Discorso e subito sono cessati tutti gli attacchi contro di lui. Lo stesso succederà anche a Putin, se accontenterà Israele e lascerà che l’Iran sia bombardato.
La meravigliosa scrittrice indiana Arundhati Roy ha scritto che i dirigenti politici indiani sono tutti orribili; ma finché permetteranno all’Occidente di rubare le ricchezze del paese saranno al sicuro. Solo quando fanno qualche obiezione a questa rapina, essi diventano mostri agli occhi di un’opinione pubblica tanto accondiscendente. Dovremmo cercare di fermare questo stato di cose; non possiamo sconfiggere i missili Cruise statunitensi, ma possiamo e dobbiamo sabotare l’arma più potente dei Signori del Discorso, la macchina lavacervelli dei loro mass media. Possiamo farlo sottoponendo sempre a rigorosa critica tutto quello che affermano.”

Da Per il sangue che avete sparso, di Israel Adam Shamir, Edizioni all’insegna del Veltro, pp. 77-79.
[Per gentile concessione dell’editore. Modificato il 6 Febbraio 2011]

Il Programma Individuale di Cooperazione fra la NATO ed Israele

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Con l’arrivo del vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri Tzipi Livni all’Incontro Ministeriale della NATO, il Consiglio Nord Atlantico ha ratificato il Programma Individuale di Cooperazione (PIC), un accordo che rafforza ed espande le relazioni operative tra Israele e la NATO nei campi della sicurezza e della diplomazia.
Il PIC prevede un ampio spettro di campi nei quali Israele e la NATO coopereranno pienamente. Il Ministro degli Affari Esteri ha in effetti aperto la porta per la cooperazione fra i servizi di sicurezza e la NATO in vari settori come il controterrorismo, incluso lo scambio di competenze di intelligence e sicurezza, l’aumento del numero di esercitazioni militari congiunte NATO-Israele, l’ampiamento della cooperazione nella lotta alla proliferazione nucleare, lo sviluppo della cooperazione nelle aree degli armamenti e della logistica, la connessione di Israele sul piano elettronico al sistema NATO, etc. Il Comandante in Capo dell’Israel Defense Force, tenente-generale Ashkenazi, ha visitato il quartier generale della NATO a Bruxelles due settimane fà.

Comunicato del Ministero degli Affari Esteri di Israele.

E poi…
Gerusalemme, 11 dicembre – Barack Obama offrirà a Israele un accordo strategico per proteggere il Paese da un eventuale attacco nucleare dall’Iran. Lo rivela stamane ‘Haaretz’, un quotidiano israeliano solitamente ben informato. Citando un’anonima fonte vicina al presidente-eletto, il quotidiano scrive che la neo-amministrazione USA si impegnerà nell’ambito di una sorta di “ombrello a protezione nucleare” per rispondere e reagire a qualsiasi attacco contro Israele.
(AGI)