Si fa presto a dire no al nucleare

Coloro i quali manifestano la propria strenua opposizione al programma nucleare civile, riattivato dall’esecutivo Berlusconi, dovrebbero altresì spiegare perché non hanno nulla da dire in merito all’esistenza di 90 testate nucleari USA in Italia, tra le basi di Ghedi ed Aviano, né tantomeno sulla ricorrente presenza nei nostri porti di almeno tre sottomarini statunitensi a propulsione nucleare, appartenenti alla VI Flotta.

Ed in Sardegna, a La Maddalena, dove nel 2003 si sfiorò il disastro nucleare quando l’USS Hartford s’incagliò nella Secca dei Monaci, pare vicino il ritorno dei vecchi “ospiti”.
Sovranità giammai.

Precario NATO

la maddalena

Si è tenuta oggi (26 ottobre u.s. – ndr) a Palazzo Vidoni una riunione sul tema dell’assunzione nelle amministrazioni pubbliche degli ex lavoratori della base militare dell’isola della Maddalena.
Oltre al Capo Dipartimento della Funzione pubblica vi hanno preso parte rappresentanti della Protezione civile e del Ministero dell’Economia e delle Finanze nonché il Sindaco del Comune della Maddalena e le organizzazioni sindacali. Dall’incontro è emerso che la disponibilità di posti sul territorio della Regione Sardegna – in particolare nell’isola della Maddalena e nei Comuni limitrofi – garantisce un’adeguata collocazione di tutti i lavoratori attualmente in mobilità.
E’ stato inoltre annunciato anche l’intervento della Regione Sardegna, che domani incontrerà il Capo Dipartimento della Funzione pubblica al fine di individuare, qualora fosse necessario, eventuali ulteriori disponibilità di posti. Il bando dei posti utili all’assunzione verrà definito in un prossimo incontro, già fissato per il 5 novembre.

Fonte: innovazione.gov.it

[Sulla base presso l’isola de La Maddalena si veda anche qui e qui.]

***

Chiusa lo scorso 29 settembre 2007, lasciando una montagna di problemi sanitari e di inquinamento, probabilmente provocati dagli incidenti verificatisi ai sommergibili di passaggio (l’ultimo nel 2003 all’USS Hartford), la base navale USA/NATO sull’isola di Santo Stefano, nell’arcipelago de La Maddalena in Sardegna – una delle aree naturalistiche più belle del mondo – impiegava anche cittadini di nazionalità italiana quali lavoratori in vesti civili.
Come di regola in tali casi, per i lavoratori (circa 160) è scattata una procedura di mobilità che soltanto in questi giorni il Dipartimento della Funzione Pubblica sotto l’egida del ministro Brunetta sta portando a compimento. Sul sito del Dipartimento è stato infatti pubblicato il bando che rende nota la disponibilità di 211 posti nelle amministrazioni locali del territorio gallurese  e di altri 196 tra la Sardegna ed altre regioni della Penisola, suddivisi questi ultimi fra Consiglio di Stato, Corte dei conti, Ministero della Giustizia, MIUR, Ministero dell’Interno, Ministero dello Sviluppo Economico ed Istituto Nazionale di Astrofisica.
Le fonti ministeriali tengono a sottolineare come la disponibilità dei posti superi abbondantemente il numero dei lavoratori da assumere e che quelli disponibili tra la Sardegna e la terraferma potranno essere utilizzati ove preferiti dai lavoratori non interessati a rimanere nel territorio gallurese.
Scorrendo il bando, è possibile individuare i presupposti normativi di tutta l’operazione.
A partire dalla legge n. 98 del 9 marzo 1971, il cui articolo 1, comma 4 prevede che l’inquadramento nei ruoli organici del personale dipendente da organismi militari operanti nel territorio nazionale nell’ambito della NATO possa avvenire in soprannumero in quanto occorra.
Continuando con la legge finanziaria 2008 (n. 244 del 24 dicembre 2007) il cui art. 2, comma 100 – al fine di favorire l’assunzione nelle pubbliche amministrazioni dei cittadini italiani che come personale civile abbiano prestato servizio continuativo per almeno un anno alle dipendenze di organismi militari della NATO, o di quelli dei singoli Stati esteri che ne fanno parte, operanti sul territorio nazionale (leggi: USA), che siano stati licenziati in conseguenza di provvedimenti di soppressione o riorganizzazione delle basi militari degli organismi medesimi – ha istituito uno specifico fondo con una dotazione di 7,25 milioni di euro.
Finendo con il decreto datato 22 maggio 2009 del Dipartimento della Funzione Pubblica (ora competente in materia), con il quale si è prevista la possibilità di inquadramento nelle amministrazioni pubbliche del personale civile licenziato in conseguenza di provvedimenti di soppressione o riorganizzazione delle basi militari.
E le altre migliaia di precari della P.A.?

I pubblici impiegati con referenze NATO, di Federico Roberti.

Stare a casa propria, mai?!

hartford

Un sottomarino nucleare americano e un’altra nave USA si sono scontrati oggi nello stretto di Hormuz, senza provocare danni all’unità di propulsione atomica.
Lo ha riferito la Marina USA, aggiungendo che 15 marinai a bordo del sottomarino USS Hartford sono rimasti lievemente feriti nella collisione con la nave anfibia USS New Orleans.
“Non ci sono danni all’impianto di propulsione nucleare dell’Hartford”, ha detto a Reuters il portavoce della Marina Nathan Christensen.
Lo stretto di Hormuz, tra Oman e Iran, collega i più grossi produttori di petrolio del Golfo, come l’Arabia Saudita, con il Golfo di Oman e il Mare arabico.
Circa il 40% del petrolio lascia la regione attraverso lo stretto.
“Non ci sono state ripercussioni sul traffico nello stretto. Entrambe le navi stavano operando nell’ambito del loro potere e sono passate attraverso lo stretto”, ha aggiunto il portavoce.
La collisione è avvenuta alle prime ore dell’alba e ha provocato la fuoriuscita di 25.000 galloni (circa 95.000 litri) di carburante.
“Il New Orleans ha riportato la rottura del serbatoio, che ha provocato la fuoriuscita di circa 25.000 galloni di diesel”, si legge in una nota della Marina USA, aggiungendo che sull’accaduto è stata aperta un’indagine.
(Reuters)

Quel sottomarino lo conoscono bene in Sardegna, dalle parti de La Maddalena…