Politica Europea di Difesa: definizioni

Nel settore degli armamenti, il WEAG (Gruppo Europeo Occidentale degli Armamenti) è il primo foro europeo, per storia ed ampiezza di partecipazione, che include tutti i Paesi europei, tanto membri della NATO, quanto non appartenenti ad alleanze militari (Austria, Finlandia e Svezia). Esso ha lo scopo di: consentire un uso più efficace dei fondi per ricerca, sviluppo ed approvvigionamento dei materiali d’armamento; accrescere la standardizzazione e l’interoperabilità degli armamenti fra i Paesi membri; rafforzare il peso politico-industriale dell’Europa nell’ambito della NATO.
L’OCCAR (Organismo Congiunto per la Cooperazione in materia di Armamenti) è il secondo foro rilevante per agire sulla domanda militare ed è stato istituito nel 1996 dai ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia e Regno Unito, mentre Belgio e Spagna hanno aderito rispettivamente nel 2003 e nel 2005. Gli Stati europei possono partecipare a programmi gestiti dall’OCCAR senza esserne membri, come nel caso – attualmente – di Turchia, Olanda e Lussemburgo. Esso rappresenta una vera e propria Agenzia Europea per gli Armamenti, destinata a gestire una serie di programmi di approvvigionamento ed ad assistere i partecipanti nello sviluppo di equipaggiamenti militari in collaborazione, coordinando le esigenze a lungo termine ed i relativi investimenti in tecnologia. I sette programmi attualmente gestiti dall’OCCAR sono i seguenti: Airbus A400M (aereo da trasporto tattico e strategico), il fiore all’occhiello dell’organizzazione; Boxer (veicolo corazzato multiruolo); Cobra (sistema di localizzazione sistemi d’arma); Fremm (fregate multimissione); FSAF/munizioni PAAMS (sistema antimissile superficie-aria); Roland (sistema missilistico terra-aria); e Tiger (elicottero multiruolo).
Dal lato della razionalizzazione dell’offerta, la più importante iniziativa è la Lettera d’Intenti (Lol). Sottoscritta nel 1998 dai ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia, essa rappresenta la risposta alla dinamica delle fusioni societarie europee, fornendo uno stimolo al processo di europeizzazione dell’industria per la difesa. Il primo importante risultato è venuto con la firma, nel 2000, dell’Accordo quadro che rappresenta un importante riferimento giuridico ed amministrativo per la costituzione della base tecnologica ed industriale europea.