Perdas de Fogu

Sardegna 2008. Pierre Nazzari è un disertore ricattato e costretto a fare il lavoro sporco in operazioni segrete o illegali. Finisce nelle mani di una struttura parallela al servizio di un comitato d’affari locale e viene obbligato a spiare Nina, una giovane ricercatrice veterinaria che studia gli effetti dell’inquinamento bellico sugli animali nella zona del poligono di Salto di Quirra.
Mentre l’ex militare tenta di conquistare la fiducia della giovane donna, il suo passato ritorna per chiudere un conto lasciato in sospeso. Entrambi saranno costretti a giocare una partita complicata e pericolosa il cui premio è la sopravvivenza.
Sullo sfondo un mondo di affaristi e politici, ex contractor e strutture di sicurezza private, militari e industrie di armamenti legati al grande business della produzione bellica.
Frutto di una lunga e meticolosa inchiesta condotta da Massimo Carlotto e dal gruppo di scrittori uniti nella sigla “Mama Sabot”, Perdas de Fogu segna il ritorno di Carlotto al grande romanzo d’inchiesta contemporaneo. Un’indagine mozzafiato con una trama fitta di colpi di scena, il cui protagonista rappresenta una forte novità nel panorama del noir.
Una denuncia coraggiosa dei giochi sporchi di ambienti politici e militari ai danni della nostra salute e sicurezza.

Qui date e luoghi delle prossime presentazioni del libro.

6 thoughts on “Perdas de Fogu

  1. Pingback: La basi atomiche di Banken$tein: una forma di pressione territoriale

  2. URANIO: INCHIESTA POLIGONO QUIRRA, CONSULENTI AL LAVORO ACQUISITO REGISTRO TUMORI, DOPODOMANI PROCURATORE LANUSEI A ROMA

    (ANSA) – NUORO, 24 GEN – Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha affidato a due consulenti, un fisico nucleare e un ingegnere ambientale, il compito di analizzare i primi dati raccolti nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta sindrome di Quirra. Il magistrato cerca una possibile correlazione tra le attivita’ del Poligono e i casi di tumore e malformazioni registrati tra la popolazione e gli animali che vivono a ridosso della base.
    Le esercitazioni sono state bloccate per i prossimi due mesi: la Procura ha infatti messo sotto sequestro tutti i bersagli utilizzati per mettere a punto gli armamenti dalle forze armate di mezzo mondo – Quirra con i suoi 12 mila ettari e’ il grande Poligono in Europa. Nel frattempo, oggi gli uomini della Squadra Mobile di Nuoro, su incarico del procuratore Fiordalisi, hanno acquisito negli uffici della Asl il Registro provinciale dei tumori. Sebbene istituito da poco, l’elenco potra’ aiutare a capire l’incidenza e la tipologia tumorale nella popolazione dei paesi limitrofi alla struttura di Quirra.
    Dopodomani Fiordalisi sara’ a Roma per sentire la consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio, Antonietta Gatti, secondo la quale le nanoparticelle di metalli pesanti e di leghe metalliche potrebbero essere la causa delle leucemie e linfomi che hanno colpito il 65% dei pastori della zona (il dato e’ emerso dallo studio sui tumori commissionato dalle Asl di Lanusei e Cagliari).
    Intanto, si muove anche un gruppo di cittadini intenzionato a difendere la presenza del Poligono, grande ‘datore di lavoro’ da diversi decenni per buona parte della popolazione che vive in un territorio quasi desertico.

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  3. L’ipotesi di reato è omicidio plurimo e disastro ambientale

    Il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha disposto il sequestro dei fondali antistanti il poligono di tiro militare di Quirra, una cittadina sarda dell’Ogliastra, un’ottantina di chilometri a nord-est di Cagliari. L’ipotesi di reato è omicidio plurimo e disastro ambientale. Il provvedimento è stato preso dopo che un peschereccio aveva issato nella sua rete un missile di due metri e mezzo, armato con 300 chili di esplosivo. A cinque miglia dalla costa i sommozzatori della polizia e della forestale hanno trovato i fondali invasi da razzi, ordigni esplosi, booster di missili e rottami vari caduti in mare durante le esercitazioni che si svolgono nel famigerato poligono di tiro, il più grande d’Europa, con 135 chilometri quadrati di superficie.

    Da mezzo secolo il poligono di Quirra, gestito dall’Aeronautica militare, ospita esperimenti militari non solo delle forze armate italiane, ma anche di eserciti stranieri e soprattutto di società multinazionali che testano le loro armi micidiali. I dati medici relativi al poligono e alle aree circostanti sono allarmanti: il 65% dei pastori che allevano bestiame entro il raggio di poco più di due chilometri dalla base militare risulta colpito da gravi malattie tumorali. Secondo altri dati raccolti dai comitati cittadini, i morti di leucemia sono 68: 23 abitanti dei dintorni di Quirra, 22 muratori che hanno lavorato nel poligono, 23 militari o ex militari che vi hanno prestato servizio. Negli ultimi anni sono 14 i bambini nati nella zona con gravi malformazioni fisiche.

    http://www.misteriditalia.it/ultimora/?p=1086

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  4. Il 15 febbraio scorso, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, rispondendo ad un’interrogazione presentata dal deputato radicale Maurizio Turco, aveva affermato, in maniera categorica, che “le Forze Armate italiane non impiegano, né hanno mai impiegato, munizionamento contenente uranio impoverito e che non risultano scorte di tale munizionamento stoccate in depositi militari italiani”.

    Mente il ministro La Russa? Alla luce di quanto emerso in questi ultimi giorni sembrerebbe proprio di sì. Negli ultimi giorni, infatti, nel Poligono Interforze di Perdasdefogu – Salto di Quirra sono state sequestrate cinque cassette metalliche, segnalate dai rilevatori di radioattività come fuori norma: valori cinque volte superiori al consentito. Sulle casse non c’era alcun sigillo, né alcun segnale necessario a distinguere la presenza di materiale radioattivo. Dunque in almeno un deposito militare italiano c’è uranio.

    Il sequestro, ordinato dalla procura di Lanusei, ha riguardato anche documentazione (disposizioni interne, turni, regolamenti) che potrebbe chiarire ogni dubbio sulle responsabilità dei funzionari in forza al poligono. Secondo l’Anavafaf, l’associazione che assiste le vittime arruolate nelle Forze Armate, il numero di militari italiani vittime da contaminazione da uranio è enorme: tra i 77 e i 160 morti, tra i 312 e i 2500 malati. E questo solo dalla guerra della Nato per il Kosovo del 1999 ad oggi, mentre il ministero della Difesa è stato già condannato da un tribunale per non aver disposto l’adozione di adeguate misure protettive per i militari partecipanti alla missione in Somalia (1993). L’uso di uranio impoverito da parte dei nostri militari è sempre stato negato dal ministero della Difesa anche di fronte alla cosiddetta Sindrome dei Balcani, il linfoma di Hodgkin, tipica patologia che ha colpito molti soldati italiani di ritorno dalle missioni in Bosnia, Kosovo, Somalia, nelle quali l’uso di uranio impoverito è stato più volte provato, anche al Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia: Carla del Ponte, allora a capo del Tribunale, nel 2001 dichiarò che l’uso di uranio impoverito poteva essere considerato un crimine di guerra.

    L’inchiesta della procura di Lanusei è partita dalle testimonianze di due militari, che si ammalarono proprio di linfoma di Hodgkin mentre prestavano servizio nei magazzini del Poligono, e da vari studi della Asl di Cagliari e di Lanusei, che attestano un innalzamento dei tumori e delle leucemie fino al 65%, tra gli allevatori della zona.

    http://www.misteriditalia.it/ultimora/?p=1128

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  5. Un approfondimento sanitario

    Cagliari, 1 luglio 2011 – Un approfondimento sanitario su oltre cento casi di decessi per linfomi e altri tumori avvenuti negli ultimi anni all’interno del poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra e nelle immediate vicinanze e’ stato disposto dalla procura della repubblica di Lanusei.
    Il procuratore Domenico Fiordalisi, che da gennaio conduce un’inchiesta per omicidio plurimo e inquinamento ambientale collegati all’attivita’ del poligono militare, ha affidato l’incarico di valutare le morti sospette a due
    consulenti: Emanuele Angelucci, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell’ospedale Businco di Cagliari, e Antonio Pili, pneumologo, medico condotto ed ex sindaco di Villaputzu (Cagliari), uno dei Comuni interessati dall’indagine.
    Angelucci e Pili esamineranno le cartelle cliniche delle persone decedute e dati anamnestici forniti dai familiari per accertare le possibili cause delle malattie neoplastiche contratte. Tra gli oltre cento casi oggetto dell’approfondimento, una trentina riguarda persone morte di tumore nel Comune di Perdasdefogu.
    L’ex sindaco di Villaputzu e’ stato tra i primi a segnalare, sulla base dell’esperienza di medico condotto, un’abnorme incidenza di tumori nel suo paese, tra quelli piu’ vicini all’area del poligono.
    Intanto oggi il tribunale del riesame di Lanusei si pronuncera’ sul ricorso di Coldiretti contro lo sgombero del bestiame imposto dal provvedimento di sequestro preventivo dell’intero poligono firmato a maggio dal gip di Lanusei su richiesta di Fiordalisi. All’esame dei giudici figurano anche cinque ricorsi di allevatori ai quali viene contestato il fatto di far pascolare i propri animali abusivamente nell’area del poligono. Secondo quanto accertato dalla procura, nessuno dei pastori che ora protesta contro lo sgombero aveva autorizzazioni in regola. Gli stessi Comuni non disponevano di regolari concessioni di couso dei terreni del poligono.
    Quanto all’agnello malformato, il secondo nello stesso allevamento del Salto di Quirra, trasferito ieri all’Istituto zooprofilattico della Sardegna per le analisi, sara’ esaminato dai consulenti della procura, dal fisico nucleare Evandro Lodi Rizzini e dall’esperto in anatomia comparata Mauro Cristaldi.

    http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/07/01/535684-poligono_quirra_disposto_esame.shtml

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