“Voci”. Italia – Donbass

Sara Reginella, psicologa, psicoterapeuta e attivista per una informazione equilibrata sulla crisi ucraina, dopo averci raccontato quello che ha visto durante la sua visita nel Donbass offre al pubblico italiano uno straordinario documento, un corto dal titolo “Voci. Italia – Donbass”. Il filmato collega due narrazioni della guerra, due Voci: quella degli imprenditori italiani vittime delle sanzioni e quelle della gente del Donbass, vittima della violenza del governo di Kiev. L’impressione che si ricava da questo lavoro è che queste due comunità, tanto distanti, siano vittime della stessa violenza (quella violenza che Saker chiama “Impero”) e che la povera gente del Donbass sia, per sorte e per coraggio, una sorta di avanguardia, dietro alla quale si snoda un interminabile corteo di comunità grandi e piccole, ciascuna alla ricerca di una propria strada che le consenta di resistere all’assalto della globalizzazione a trazione atlantica. Tante voci che attendono una regia per formare un coro. Buona visione.
Marco Bordoni

Fonte

Stato, mafia e Gladio

Il giornalista Maurizio Torrealta risponde a una domanda in merito al processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia, affermando che in realtà i soggetti coinvolti erano (sono?) tre, non due: Stato, mafia e servizi segreti atlantici, cioè Gladio-Stay Behind, impropriamente detti “servizi deviati”.
E cita un episodio, un convegno a Courmayer, dove il figlio di William Colby, ex capo della CIA per molti anni, gli disse che Cosa Nostra era tutta “arruolata”…

No guerra no NATO – modulo per la raccolta firme

I promotori della campagna per l’uscita dell’Italia dalla NATO mettono a disposizione un modulo cartaceo per la raccolta delle firme, che saranno successivamente inserite nella pagina che ospita la relativa petizione.
Le firme raccolte possono essere inviate all’indirizzo di Giulietto Chiesa, Via Baccina 6/5, 00184 Roma oppure -previa digitalizzazione- a galantefede@yahoo.it.
Chiunque sia in grado di dare il proprio aiuto è invitato a collaborare!

Prostitute appositamente create e ben remunerate

CF8yuCxUMAAqNpn“Il punto è esattamente questo: la strategia di Washington e della NATO non è quella di “vincere” una guerra o un conflitto ma di creare un caos costante e indefinito. In tal modo è possibile (i) controllare i popoli, le nazioni e le relative risorse; (ii) assicurare all’Occidente una richiesta continua di forza militare (soldati ed equipaggiamenti) – è sufficiente ricordare che più del 50% del PIL degli Stati Uniti dipende dal complesso industriale militare – con relativo indotto e servizi; (iii) infine, un Paese nel più completo disordine e caos è generalmente in bancarotta e ha bisogno di soldi – soldi prestati a condizioni di usura, soldi per l’austerità imposta da FMI, Banca Mondiale e altre nefaste “organizzazioni per lo sviluppo” e finanziatori; soldi che significano schiavitù, specialmente in presenza di leader corrotti a cui non importa alcunché del proprio popolo.
Questo è ciò che conta – in Yemen, in Ucraina, in Siria, in Irak, in Sudan, in Africa centrale, in Libia… in qualsiasi altro posto. Non ha importanza chi combatte contro chi. ISIS/ISIL/IS/DAISH/DAESH/Al Qaeda e qualsiasi altra denominazione si voglia aggiungere a questa lista di organizzazioni di mercenari assassini, si tratta esclusivamente di etichette assegnate per confondere le idee. Si potrebbe aggiungere anche Blackwater, Xe, Academi e tutte le loro denominazioni successivamente scelte per sfuggire ad una facile identificazione. Si tratta di prostitute dell’Impero anglo-sionista, prostitute di infimo livello. Poi vengono le prostitute di alto bordo come l’Arabia Saudita, il Qatar, il Bahrein e altri Stati del golfo, oltre a Regno Unito e Francia, naturalmente.
(…)
Diffondere disordine, caos, miseria – questo è ciò che Washington e i suoi vassalli fanno meglio. Non hanno intenzione di “vincere” delle guerre: desiderano solo il caos e la miseria eterni, popolazioni da sottomettere facilmente – un dominio completo, full-spectrum dominance, secondo la loro definizione.
E poiché l’esercito USA e il suo grande fratello (o sorella) NATO non possono essere ovunque e non desiderano essere visti ovunque, ingaggiano altri per uccidere. Washington inventa e crea, poi finanzia, con il suo flusso inesauribile di denaro, i vari ISIL, DAESH, Al Qaeda – il repertorio può crescere secondo l’arbitrio dei padroni – per combattere, uccidere, produrre caos e false flag, in modo che alla fine essi stessi (i bulldozer della NATO e del Pentagono) possano intervenire facendo credere di distruggere quegli stessi mercenari che avevano creato per primi. Ma i mezzi d’informazione mainstream non vi diranno mai la verità.”

Da Il caos (non la vittoria) è ciò che conta per l’Impero, di Peter Koenig.

La Terza Guerra Mondiale comincerà con il bombardamento di Russia Today da parte del Pentagono – Kusturica

10314613_799586616754142_4057466054796559291_n

Il pluripremiato regista e musicista serbo Emir Kusturica ritiene che quando Washington eventualmente inizierà la Terza Guerra Mondiale, Russia Today sarà uno dei suoi primi e principali obiettivi, essendo un’arma estremamente potente che sfida la propaganda di Stato statunitense.
In un articolo pubblicato dal quotidiano serbo Politika, Kusturica ha paragonato RT ai più potenti armamenti russi, specificatamente l’SS-18, un missile balistico intercontinentale denominato “Satana” dalla NATO: “Il diavolo non arriva mai da solo! Contemporaneamente a questo missile e a numerose altre innovazioni, nell’arsenale russo è apparso anche il canale televisivo RT.”
La catena RT, dice Kusturica, sta distruggendo “lo stereotipo dei Buoni e dei Cattivi a marchio Hollywood-CNN, dove Neri, Ispanici, Russi, Serbi sono i malvagi, e i bianchi Americani, ovunque tu guardi, sono OK!”.
“[Il Segretario di Stato USA] Kerry e i congressisti sono preoccupati dal fatto che RT manda segnali che il mondo non è determinato dall’inevitabilità del capitalismo liberale, che gli Stati Uniti stanno portando il mondo nel caos, che Monsanto non produce cibo sano, che la Coca Cola è ideale per pulire i cerchioni dell’auto e non per lo stomaco umano, che in Serbia la percentuale di persone morte di cancro è aumentata vertiginosamente a seguito dei bombardamenti NATO del 1999… che le impronte della CIA sono sulla crisi ucraina, e che Blackwater sparò alla polizia ucraina, e non gli attivisti di Maidan”, ha sostenuto il regista.
La maggior parte di ciò che Kusturica menziona nell’articolo, invero, sono argomenti che RT affronta in maniera estensiva… tranne forse le proprietà pulitive della Coca Cola.
RT è una vera minaccia alla propaganda di Stato statunitense in quanto raggiunge gli Americani “nelle proprie case, in perfetto Inglese, meglio di quanto succeda sulla CNN”. Ed ecco perché, secondo il regista, Washington potrebbe stufarsi e cercare di zittire RT con la forza – in modo molto simile a quanto la NATO fece con la televisione statale della Serbia nell’aprile 1999.
Di contro, prevede Kusturica, Mosca distruggerebbe la CNN, che egli considera la porta-bandiera della propaganda filo-americana: “La CNN in diretta televisiva sino dagli anni ’90 assicura che l’America conduce azioni umanitarie, e non guerre, e che i suoi aerei militari lanciano angeli, non bombe!”.
Fino a quando il Pentagono ricorrerà alla forza, ritiene Kusturica, “RT demistificherà sempre più il Sogno Americano e rivelerà in prima serata la verità nascosta per decenni agli occhi e ai cuori dell’Americano medio”.
Nato in quella che oggi è la Bosnia-Erzegovina, Emir Kusturica è un regista, attore e musicista serbo sessantenne. Ha vinto numerosi premi internazionali per i suoi film, ed è stato designato ambasciatore della Serbia presso l’UNICEF nel 2007.

Fonte – traduzione di F. Roberti

[Kusturica: “Perché la NATO esiste ancora? Per combattere il terrorismo? E’ ridicolo!”]

Un giorno non avremo più un’America di cui doverci preoccupare?

debt1

“Invece di collassare in silenzio, gli Stati Uniti hanno deciso di fare a botte con la Russia. Sembra che abbiano già perso l’incontro, ma rimane un problema: quante altre Nazioni dovranno ancora distruggere gli Stati Uniti prima che si rendano finalmente conto della loro inevitabile sconfitta e disintegrazione?
Come Putin disse la scorsa estate, parlando al Forum per la Gioventù di Seliger, “Ho la sensazione che qualunque cosa tocchino gli americani, finisca come la Libia o l’Irak”. Indubbiamente gli americani ci si sono messi d’impegno a distruggere una Nazione dopo l’altra. L’Irak è stato smembrato, la Libia è un non-Stato, la Siria un disastro umanitario, l’Egitto una dittatura militare con un programma di detenzioni di massa. L’ultimo fiasco è quello dello Yemen, dove di recente è stato rovesciato il governo filo-americano e dove i cittadini americani, che erano rimasti intrappolati, hanno dovuto aspettare che i Russi e i Cinesi li liberassero e li riportassero a casa. Ma è stato il precedente fallimento della politica estera americana in Ucraina che ha indotto i Russi, insieme ai Cinesi, a dichiarare apertamente che gli Stati Uniti si sono spinti troppo oltre e che ogni loro ulteriore mossa porterà ad una escalation automatica della situazione.
Il piano russo è quello di prepararsi, insieme a Cina, India e buona parte del mondo, alla guerra con gli Stati Uniti, ma di fare il possibile per evitarla. Il tempo è dalla loro parte, perché, ogni giorno che passa, essi diventano più forti, mentre l’America diventa più debole. Mentre questo processo fa il suo corso, l’America potrebbe però “toccare” alcuni altri Stati, facendoli diventare come la Libia o l’Irak. E’ la Grecia la prossima in lista? E che cosa ne dite di buttare sotto l’autobus gli Stati baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), che sono attualmente membri della NATO (leggi: agnelli sacrificali)? L’Estonia è a poche ore di macchina dalla seconda in grandezza delle città russe, San Pietroburgo, una grossa percentuale della sua popolazione è russa, la capitale è a maggioranza russa e ha un governo ferocemente anti-russo. Di questi quattro fattori solo uno è incongruo. Viene preparata all’autodistruzione? Anche alcune Repubbliche centro-asiatiche, nel ventre molle della Russia, potrebbero essere pronte per una “toccatina”.
Non c’è il minimo dubbio che gli americani continueranno a far danni in giro per il mondo, “toccando” Nazioni vulnerabili e sfruttabili fino a che saranno in grado di farlo. Ma c’è anche un’altra domanda che merita di essere fatta: gli americani “toccheranno” se stessi? Perchè se lo faranno, i prossimi candidati ad essere ristrutturati a forza di bombe, potrebbero essere gli stessi Stati Uniti. Consideriamo questa opzione.”

Il tallone d’Achille dell’America di Dmitry Orlov continua qui.