I parlamenti e i politicanti

partito atlantico

Per comprendere la vera natura delle moderne istituzioni liberali, è inutile paragonarle alle antiche garanzie della libertà religiosa. I nostri nonni s’ingannarono scioccamente, quando immaginarono che le assemblee elette dal popolo dovessero necessariamente fare delle leggi liberali. L’esperienza dimostra che il regime parlamentare è una farsa, se manca il controllo di certe forze che si creano spontaneamente in seno alle masse. Il più sapiente meccanismo di poteri è un fantasma metafisico, quando non c’è una stampa lungamente evoluta, quando i cittadini non hanno l’abitudine di riunirsi nei comizi ogni volta che sorge il bisogno di formulare una opinione comune, quando mancano potenti associazioni di partito. Se le libertà costituzionali esistono solo formalmente, cioè come possibilità autorizzate dalla legge, ma non sono entrate nella pratica corrente del popolo, i parlamenti imitati da quelli di Inghilterra e d’America diventano preda degli odi, della cupidigia e dell’ignoranza dei politicanti.
Georges Sorel

[Da “Contro la servitù”, articolo apparso su Il Resto del Carlino del 29 gennaio 1920]

Un 5 per mille ben devoluto

Il contribuente italiano può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei sei appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’ obbligo di presentare la dichiarazione). È consentita una sola scelta di destinazione. Oltre alla firma, il contribuente indica il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille.

Volti del Donbass e Bye Bye Uncle Sam segnalano ai loro lettori due Onlus di provata serietà che da oltre dieci anni costruiscono ponti di solidarietà fra l’Italia e due Paesi vittime dell’imperialismo occidentale: la ex Repubblica Federale di Jugoslavia (oggi Serbia) e la Russia. Queste associazioni sono Aiutateci a Salvare i Bambini e SOS Yugoslavia.
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Vi invitiamo a visitare i siti di queste associazioni per saperne di più, anticipandovi qui solo una breve descrizione delle loro attività:

SOS Yugoslavia: L’Associazione “SOS Yugoslavia” nasce durante i bombardamenti della NATO sul territorio della Repubblica Federale Jugoslava, in occasione dell’ultimo conflitto balcanico, la cosiddetta guerra del Kosovo; era la primavera del 1999, in continuità con la precedente esperienza del Comitato di Solidarietà con i popoli della ex Jugoslavia, attivo fin dall’ inizio delle guerre balcaniche dal 1992, su un terreno informativo. A fronte di quest’ennesima tragedia, la scelta solidaristica e di lavoro per la pace e contro le guerre, di un gruppo di persone già impegnate su tematiche sensibili, si unifica con una parte della Comunità slava della città, sviluppando un progetto d’aiuto concreto che ha per obiettivo l’invio di denaro e/o materiali umanitari nelle zone colpite, oltre ad un livello di produzione di materiali informativi, sia di attualità che storici e culturali. Segue

Aiutateci a Salvare i Bambini: L’Associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus” opera dal 2001 nella Federazione Russa in aiuto all’infanzia in difficoltà. L’Associazione, a carattere nazionale, ha sede a Rovereto (TN). E’ presente a Mosca presso la più importante clinica pediatrica federale RDKB – in partenariato con il Gruppo di Volontariato Padre Aleksandr Men’ -, nella città di Beslan, nella Regione di Archangel’sk ed in altre regioni della Federazione Russa. L’Associazione ha sviluppato innumerevoli iniziative che hanno aiutato l’infanzia russa in particolare difficoltà nei seguenti ambiti di intervento. SANITARIO PEDIATRICO: in molti ospedali pediatrici della Federazione Russa ed in particolare nei reparti oncologici; SOCIALE PSICOLOGICO: in favore delle vittime del terrorismo (Beslan) e delle guerre (Ucraina); IN FAVORE DEGLI ORFANI: dal 2005 opera il Progetto “Tu non sei solo! Orfani di Russia” programma di aiuto agli orfani. Il Bilancio economico finanziario dell’Associazione, anche se in regime di non obbligo, è sottoposto a revisione e certificazione da parte di un Revisore dei Conti iscritto all’Albo dei Revisori Contabili. Le spese per l’attività dell’Associazione mediamente non hanno mai superato il 6% del totale degli introiti. Il Presidente dell’Associazione è stato insignito del titolo “Operatore onorario della Clinica pediatrica RDKB di Mosca” e “Cittadino onorario della Città di Beslan”.

Tutti quegli artisti europei seppelliti dalla megacultura americana

“La cosa più importante che ho imparato è quanto l’Inghilterra è stata sommersa dalla cultura americana dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L’America ci ha mandato dei grandi dischi e dei grandi film, ma il dilagare ha soffocato la cultura inglese. E’ indubbiamente a causa della lingua comune, ma in Francia i governi hanno anche protetto la loro cultura, sovvenzionato il loro cinema; in Inghilterra il cinema si è lasciato agonizzare lentamente. Mi sono reso conto fino a che punto non conoscevo i poeti russi, i cineasti tedeschi, i romanzieri italiani, tutti quegli artisti europei geniali ma dimenticati, seppelliti dalla megacultura americana.”

Joe Strummer (1952-2002), cantante e chitarrista di The Clash
(da un’intervista del 1998)

La Merica

Dalla Italia noi siamo partiti
siamo partiti col nostro onore
trentasei giorni di nave e vapore
e nella Merica noi siamo arrivà.

Merica, Merica, Merica,
cossa saràlo ‘sta Merica?
Merica, Merica, Merica,
un bel mazzolino di fior

E nella Merica noi siamo arrivati
abiam trovato né paglia né fieno
abiam dormito sul nudo terreno
come le bestie che vanno a riposà.

Merica, Merica, Merica…

E l’America l’è lunga e l’è larga
e circondata da monti e da piani
e con l’industria dei nostri Italiani
han costruito paesi e città.

Merica, Merica, Merica…

Canto tradizionale dell’Italia settentrionale, arrangiato da Francesco Benozzo.
Voce di F. Benozzo e Maddalena Scagnelli

Un pensiero per l’anno che va e per quello che viene

Siria, Iran, Egitto… L’arroganza globale targata USA-Israele, e gli associati subimperialismi britannico, francese, saudita, qatariota, turco e via elencando, segna il passo in ogni scenario di lotta.
Se su scala mondiale l’anno nuovo alle porte si presenta indubbiamente con buoni auspici, qui e ora la questione all’ordine del giorno è ben delineata: saprà l’Italia intraprendere il percorso verso la graduale riappropriazione dei fondamentali attributi di sovranità politica, economico-monetaria, militare e culturale?
Per quanto esso non possa che essere lungo e costellato di trabocchetti, ne va della nostra stessa esistenza, come nazione e come popolo.
Un caro augurio a tutti i lettori, simpatizzanti e collaboratori del blog, di un 2014 foriero di iniziative e denso di soddisfazioni.
Federico Roberti

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