Messaggio di apprezzamento ai media russi

From a group of Italian journalists and activists/readers: appreciation message to the Russian media

The shameful resolution approuved by the European Parliament, on November 23th, 2016, to “counter” Russian media, shows a new Maccartism in action. We are happy that very few Italian EuroMps approuved this act of ignorance.
We, journalists and readers from Italy, send this solidarity and appreciation message to the Russian media, an alternative and reliable source in the midst of the warmongering disinformation propaganda made by the Western/Gulf media mainstream paid by governments and businessman of the NATO-GULF countries.
Too many times we have seen in action the vicious cercle of mainstream media/Ngos/”activists”/social networks, able to justify the worse aggression wars and destabilization all over the world.
We will continue to follow the Russian media. Thank you.

SIGNATURES
Manuela Fani
Paolo d’Arpini
Paola Botta Beltramo
Vincenzo Brandi
Renato Bastianello
Marinella Correggia
Ferdinando Pesce
Francesco Santoianni
Alessandro Bianchi
Franco Boni
Federico Roberti
Marco Palombo
Patrick Boylan
Carla Razzano
Sebastiano Cosenza
Anita Fisicaro
Piero Pagliani
Fulvio Grimaldi
Jimmie Moglia
Paola Slaviero
Pilar Castel
Vincenzo Apicella
Stefania Russo
Ettore Stella
Roberto Germano
Enrico Vigna
Claudia Berton
Maria Cristina Parenti
Rossella Candido
Manuela Marianetti
Jure Ellero
Francesco Andreini
Alessio Piana
Giorgio Stern
Francesco Gerevini
Bruno Steri
Andrea Catone
Mauro Gemma
Giuseppe Padovano

Pillole di Putinfobia

Anteprima dell’incontro-dibattito svoltosi a Bologna, il 19 novembre 2016, in occasione della pubblicazione del libro “Russofobia. Mille anni di diffidenza” dello storico svizzero Guy Mettan, presso Sandro Teti editore.
Con gli interventi di Maurizio Carta, giornalista, curatore e co-autore di “Attacco all’Ucraina” (Sandro Teti editore), Marco Bordoni, redazione sakeritalia.it e Paolo Borgognone, storico, autore di “Capire la Russia” (Zambon editore).

Russia: chiamare bene il bene e male il male

index“Dopo la preparazione molto prolissa, vorrei prendere in considerazione il Dharma. La condotta dell’attuale dirigenza russa nel coltivare buoni valori morali (e mantenere il male lontano dalle giovani generazioni), che è nella natura di tutti gli esseri umani, mostra chiaramente che la leadership russa è composta da persone in cui i principi del Dharma sono ben stabiliti. In contrasto con i “valori occidentali” moderni che chiamano bene il male e male il bene e operano in antitesi a tutte le leggi della natura e di Dio, possiamo vedere chiaramente che la leadership russa vive all’interno di principi Dharmici.
In realtà, io sono probabilmente non qualificato per discutere sul Dharma. Se si desidera ottenere una maggiore comprensione, vi consiglio la Bhagavad Gita, il dialogo tra Krishna e Arjuna sul campo di battaglia di Kurukshetra durante la guerra del Mahabharata. Vorrei far notare che una traduzione può non essere perfetta, ma si dovrebbe comprendere che stiamo parlando di principi universali.
La verità è un principio fondamentale del Dharma, che sia la ricerca della verità nell’universo o semplicemente dire la verità, essa è priva del carattere della menzogna. Putin, vediamo chiaramente, dice la verità. Dice quello che fa. La sua squadra allo stesso modo segue questo principio.
Ahimsa è un termine sanscrito molto abusato da Mohan Das Gandhi. Ahimsa non significa ‘non-violenza’, significa la minor quantità possibile di violenza.
Dharma non vuol dire fuggire dal male e dall’ingiustizia, non significa sacrificare la propria nazione per amore della ‘non-violenza’ o dei ‘valori democratici’ o dei ‘diritti umani’, come definiti dalle potenze occidentali e dai loro lacchè. Ahimsa significa intraprendere l’azione che comporta la minor quantità di violenza. Da quando l’attuale leadership della Federazione Russa è andata al potere, essa ha rigorosamente e coscienziosamente aderito a questa linea di principio, sia in Cecenia, che Georgia, in Ucraina e in Siria.
Un altro principio del Dharma è evitare di acquisire ricchezze illegittime. Basta guardare agli stili di vita degli ex funzionari del servizio di sicurezza del gruppo dirigente russo per vedere che essi non indulgono in corruzione o acquisizione di ricchezze illecite. Questo è fuori discussione, nonostante tutte le accuse della stampa e dell’establishment occidentale, che non hanno alcuna statura morale.
Un principio chiave del Dharma è quello di stabilire e mantenere il controllo sui sensi. In altre parole, non indulgere eccessivamente nei piaceri dei sensi, che si tratti di cibo, alcool, attività sessuali o altre attività che coinvolgono i sensi. Questo non vuol dire che uno deve essere un asceta e ritirarsi in montagna, ma significa mantenere l’equilibrio e non lasciare che i sensi dominino la persona. Vediamo dalla condotta, sia pubblica che privata, dei membri della leadership russa, che la disciplina dei sensi è stabilita in profondità nel loro carattere. Si spera che la prossima generazione sia della stessa forgia.
Un altro principio del Dharma è quello della purezza nel pensiero, nella parola e nell’azione. In termini semplici, questo significa evitare di coltivare cattivi pensieri. Essere buoni dentro e fuori e non pensare male degli altri. Avidità o invidia o altre emozioni negative non devono avere un posto stabile nel proprio essere. Anche se non siamo in grado di entrare nelle teste della leadership russa, siamo in grado di vedere i loro comportamenti esteriori che si presume riflettano un ordine interno. Per quanto riguarda Putin, possiamo vedere chiaramente il calore genuino e i sentimenti umani di quest’uomo. In particolare, ricordo un documentario in cui, sul tatami, veniva atterrato da un giovane judoka giapponese. Tale condotta mostra che siamo in presenza di un uomo dall’ego sotto controllo.
Ci sono molti altri principi del Dharma, come il rendere servizio ad altri, evitare l’avidità e l’egoismo e il considerare tutto il mondo e tutte le persone come una unica grande famiglia. Lascio a voi prendere in considerazione questi e altri principi Dharmici nella valutazione della leadership della Federazione Russa.
Assumo che le valutazioni occidentali sulla leadership russa sono irrilevanti, perchè la leadership occidentale e i suoi vari livelli di autorità di controllo sono privi di autorità morale perché sono fondamentalmente di natura A-dharmica. Pertanto, lasciamo che i popoli di tutto il mondo rifiutino questa autorità morale falsa. Lasciate che tutte le persone, comprese le persone comuni all’interno delle potenze occidentali, considerino i loro antichi santi e guru più moralmente autorevoli di questi demoni Adharmici che si autodefiniscono autorità morali.”

Da L’attuale leadership dello Stato russo valutata sui principi del Dharma, di Student.

Effetto Trump: deciso miglioramento nelle relazioni tra Russia e Occidente

Perle di Putin

La gente sperimenta un diaframma crescente fra i propri interessi e la visione delle classi dirigenti a proposito del corretto svolgersi degli eventi, uno svolgersi che è deciso dalle classi dirigenti stesse. Il risultato è che referendum ed elezioni sempre più spesso prendono di sorpresa le autorità. La gente non vota affatto secondo le indicazioni del complesso mediatico “ufficiale e rispettabile”, e nemmeno seguendo i consigli dei partiti di maggioranza. Movimenti pubblici che solo poco tempo fa erano considerati troppo di estrema destra o di estrema sinistra stanno occupando il centro della scena politica e stanno relegando ai margini i pesi massimi della politica.
Sulle prime questi risultati poco graditi sono stati rabbiosamente dichiarati casi o anomalie. Ma con il crescere della loro frequenza la gente ha iniziato a dire che la società non è in grado di comprendere chi sta in cima alla piramide del potere, e non è ancora maturata a sufficienza per comprendere il “lavoro per il bene comune” delle autorità. Oppure precipitano nella isteria e dichiarano che è tutto risultato della propaganda straniera, di solito russa.

Le invocazioni della Russia per una lotta comune al terrorismo vengono ignorate. Come se non bastasse, continuano ad armare, rifornire, sostenere e addestrare gruppi terroristici nella speranza di utilizzarli per conseguire finalità politiche personali. Si tratta di un gioco molto pericoloso e io mi rivolgo per l’ennesima volta ai protagonisti: gli estremisti in questo caso sono più abili, intelligenti e forti di voi, e se voi fate questi giochetti con loro perderete sempre.

Non abbiamo dubbi che la sovranità sia una nozione centrale nell’intero sistema delle relazioni internazionali. Il suo rispetto ed il suo consolidamento aiuterà a diffondere pace e stabilità sia a livello nazionale che a quello internazionale. Ci sono molti paesi che possono fare affidamento su una storia che si spinge all’indietro per mille anni, come la Russia, e in questo modo siamo giunti ad apprezzare la nostra identità, libertà ed indipendenza. Ma noi non cerchiamo dominio, espansione o confronto con chicchessia. Nella nostra mentalità, l’autentico primato risiede nell’individuare i veri problemi piuttosto che nel cercare di inventarsi minacce mitiche e di usarle per passare sugli altri come rulli compressori. Questo è esattamente il modo con cui la Russia concepisce il suo ruolo negli affari globali oggi.

Non possiamo ottenere stabilità globale senza un progresso economico globale. E’ essenziale stabilire condizioni perché vi sia lavoro creativo e crescita economica ad un ritmo tale da porre fine alla divisione del mondo fra eterni vincitori ed eterni sconfitti. Le regole del gioco dovrebbero consentire alle economie emergenti almeno un’opportunità di raggiungere quelle che conosciamo come sviluppate. Dovremmo lavorare per un livellamento dei ritmi di sviluppo, e sostenere i Paesi e le regioni rimasti indietro in modo da rendere raggiungibili per tutti i frutti della crescita economica e del progresso tecnologico. In particolare, questo aiuterebbe a porre fine alla povertà, una dei peggiori problemi di oggi.

Fonte

Gli scherzi di Putin

Con una particolare dedica a chi alimenta quotidianamente la russofobia nel mondo, accusando la Russia di condurre una campagna diffamatoria “ambiziosa”, progettata anche per contrastare l’egemonia e l’influenza degli Stati Uniti negli affari internazionali, finalizzata a seminare sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche americane ed a interferire nelle prossime elezioni presidenziali.

Di male in peggio: la Clinton pone le premesse per relazioni sempre più ostili con la Russia

14100424_10154382773666678_9010872306103093776_n

Cerchiamo di essere onesti: Hillary Clinton e Vladimir Putin non sono esattamente grandi amici. Ma la Clinton sembra essere intenzionata a fare peggiore una brutta situazione – e tutto pur di segnare alcuni punti politici a proprio favore.

Il rapporto con la Russia è tale che la Clinton dovrebbe prenderlo molto sul serio. Se ella conquisterà la presidenza nel mese di novembre, le relazioni tra Washington e Mosca continueranno ad essere una delle principali priorità della politica estera. Esse hanno già toccato il minimo da 25 anni a questa parte. Dovrebbe andare da sé, allora, che quando si tratta di Russia, la Clinton farebbe meglio a moderare il linguaggio.
Come una donna che ha trascorso quattro anni come capo della diplomazia del suo Paese, la Clinton dovrebbe far di meglio che insultare pubblicamente il leader di un Paese con il quale dovrà lavorare a stretto contatto. Eppure sembra che ciò sia del tutto sfuggito alla sua consapevolezza. Invece, ella ha scelto di incrementare la paranoia anti-Mosca al punto che non sarebbe troppo sorprendente se la sua campagna annunciasse che stanno pubblicando una versione aggiornata di Canali Rossi – un opuscolo del 1950 che nominava e svergognava personaggi pubblici sospettati di essere simpatizzanti del Cremlino. Continua a leggere