50 anni di testate nucleari yankee a Ghedi. Per immagini

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Per approfondire:
il resoconto della cerimonia per i 50 anni di “collaborazione” e “amicizia” fra Italia e Stati Uniti, celebrata presso la base di Ghedi (BS) lo scorso 31 Gennaio 2014, che ha coinvolto il personale del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare Italiana e i circa 130 membri del 704° Munitions Support Squadron (MUNSS) dell’U.S. Air Force, ivi dislocati per curare la manutenzione delle testate nucleari statunitensi B-61.
Secondo le fonti più aggiornate, esse sono presenti in quantità non inferiore alle 20 unità, aggiungendosi alle 50 immagazzinate presso la base di Aviano (PN).
L’Italia ha quindi “l’onore” di essere il Paese NATO con il maggior numero di testate nucleari USA dislocate sul proprio territorio, un totale di 70 testate delle 180 ancora presenti in Europa (le rimanenti si trovano in Belgio, presso la base di Kleine Brogel; in Germania, a Buchel; in Olanda, a Volkel; infine in Turchia, presso la base di Incirlik).
L’Italia, altresì, è l’unico Paese in Europa con due basi nucleari.

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14 thoughts on “50 anni di testate nucleari yankee a Ghedi. Per immagini

  1. 30 marzo 2008: http://www.youtube.com/user/generazioneeuropa
    Alcuni estratti del presidio del Coordinamento Progetto Eurasia davanti a questo vero e proprio scandalo. Giusto per testimoniare che mica tutti gli italiani hanno l’anello al naso…
    Allora come oggi, il messaggio è sempre lo stesso: via dall’Italia, via dalla NOSTRA terra, andate a “liberare” qualcun altro perché noi le vostre favole non ce le beviamo!
    Non diciamo “Yankee go home” primo perché l’inglese non è la nostra lingua, e poi perché chi ce l’aveva sempre sulla bocca abbiam visto che salto della quaglia ha fatto!

  2. Guarda caso in Brasile è cominciata la guerra climatica.
    Se non ti sottometti ti fanno la guerra,questa è la più grande democrazia del mondo,gli Stati Uniti d’America.

  3. Ora dovremo combattere la guerra con eventuale ebola. Militari americani in quarantena a Vicenza. Mi pare giusto, se sono malati si appesta una nazione amica visto che noi eravamo immuni fino a oggi nonostante tutti gli arrivi dal sud.
    Perchè non li hanno portati in america? Hanno chiesto il permesso a Renzi o hanno carta bianca. I nostri li porteremo alla Casa bianca.

  4. Forza Dilma,ma stai molto attenta,adesso passeranno alla fase due.
    Viva i BRICS,mi aggiungo a riccardo…

  5. Non abbiamo più notizie dei militari americani in quarantena e degli altri arrivati per essere ricoverati anche loro. L’ebola non fa più notizia? Ora ci sono le elezioni americane, la riforma della Rai di Renzi che distoglieranno dai veri problemi. L’ebola è debellata, almeno per i media italiani.

  6. cit. “Non diciamo “Yankee go home” primo perché l’inglese non è la nostra lingua, e poi perché chi ce l’aveva sempre sulla bocca abbiam visto che salto della quaglia ha fatto!”

    Bravissimo eresiarca, te lo dice uno che il ’68 l’ha vissuto…purtroppo!

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