Cinepanettone di Stato

Le contradditorie dichiarazioni del ministro della “Difesa” Ignazio La Russa relativamente alla morte di Matteo Miotto squalificano le istituzioni, la politica e le forze armate.

“Non ho mai visto in tv un Ministro della Difesa mimare come fa un attore in un film di ultima categoria“. Insomma, un La Russa che recita la parte del comico in un cinepanettone in programmazione tra San Silvestro e la Festa della Befana.
”Camporini ha detto la verità, è stato il titolare di Palazzo Baracchini a cambiare versione, le accuse che ha lanciato hanno un effetto negativo anche sulla situazione interna del Paese. Squalificano le istituzioni, la politica e le forze armate.
Si sta scardinando [intenzionalmente? – nda] il tessuto connettivo del Paese. Dopodiché non resta nulla.
I nostri sabotatori, gli incursori non dipendono dall’Esercito ma dalla NATO. Prendono ordini direttamente dal Comando Generale di Bruxelles. Scendono dagli elicotteri ed eliminano tutto quello che incontrano addentrandosi, anche di notte, in territorio “ostile“. Questa è guerra. Eliminare significa uccidere“.
Sono dichiarazioni rilasciate da Fabio Mini in questi giorni alle agenzie di stampa, che le hanno totalmente ignorate. Quello che ha detto il generale lo sapevamo e lo abbiamo scritto in più occasioni, dal 2009 in poi.
Sei parlamentari di Montecitorio hanno ripreso i contenuti dei nostri articoli sulla famigerata “Task Force 45“ per presentare delle interrogazioni a risposta scritta direttamente al Presidente del Consiglio piuttosto che rivolgersi al Ministro della Difesa od ai Sottosegretari Giuseppe Cossiga (!), figlio di Francesco, e Guido Crosetto, con l’intenzione di metterci allo scoperto piuttosto che di far sapere qualcosa in più agli italiani.
Ma c’è di peggio di un “malinteso“ o di una versione discordante sulla morte di Matteo Miotto tra il D’Annunzio del XXI° secolo ed il Capo di Stato Maggiore delle FF. AA..
Camporini andrà in pensione anticipata tra pochi giorni dopo aver accennato, ai margini della recente polemica sulla morte dell’Alpino del 7° Reggimento di Belluno della Brigata Julia, per la prima volta, a responsabilità esclusivamente politiche per la strage di… Ustica che si tirerà dietro quella di… Bologna.
Torniamo al titolare di Palazzo Baracchini.
La Russa racconta flagranti menzogne anche sui cacciabombardieri per l’attacco al suolo AMX-Acol in dotazione al PRT di Herat.
Ce li fa apparire come velivoli esclusivamente da ricognizione quando invece sono armatissimi e fanno decine di morti ammazzati a “strike“.
Se il Ministro mente e l’Aeronautica Militare dal canto suo nasconde il “lavoro“ tra le righe, salta immediatamente agli occhi la piena responsabilità politica dei Presidenti Napolitano e Berlusconi, del Sottosegretario Letta e dell’intero Esecutivo nella faccenda.
I vertici delle istituzioni e della politica sanno perfettamente quello che succede sul terreno nelle 4 province sotto (formale) controllo del contingente italiano in Afghanistan.
La Russa firma gli ordini esecutivi ma le decisioni collegiali vengono prese al Quirinale quando si riunisce il Consiglio Supremo di Difesa (CSD).
Entriamo nel merito.
Nel portale del Ministero della Difesa, Missioni Estere, Aeronautica Militare Italiana, si legge:
“… il personale navigante e specialista della Task Force “Black Cats“ proviene dai Gruppi di volo dell’A.M.I che hanno in dotazione il caccia AM-X: il 103° ed il 132° Gruppo del 51° stormo di Istrana, il 13° ed il 101° Gruppo del 32° stormo di Amendola”. Lo stesso, aggiungiamo noi, che effettuò per ordine dell’allora presidente del Consiglio D’Alema, consigliere militare Tricarico, ripetuti lanci di missili antiradiazione Harm sugli impianti radar del Montenegro nel 1999, in missione SEAD (Suppression of Enemy Air Defence), senza autorizzazione dell’ONU.
Abbiamo pubblicato a suo tempo anche i numeri degli oggettini indirizzati verso i targets in prossimità di alloggiamenti dei militari serbi.
Continuiamo a leggere quello che ci dice il portale.
“… Sabato 4 Dicembre ad Herat si è svolta la cerimonia del passaggio di consegne tra il magg. Nadir Ruzzon, comandante uscente e il magg. Michele Grassi, subentrante.
Nel periodo di comando del maggiore Ruzzon i 4 AM-X Acol (acronimo di Aggiornamento capacità operativa e logistica) hanno portato a termine con successo numerose missioni operative. Negli ultimi mesi sono state effettuate più di 300 ore di volo in 140 sortite [attenzione qui – nda] tra attività di supporto aereo ravvicinato, appoggio tattico alle truppe in operazioni di Close Air Support e ricognizione aerea per esigenze di intelligence, sorveglianza e ricognizione ISR“. In realtà le ore effettive di volo degli AMX dal 9 Novembre 2009, giorno del loro primo impiego in Afghanistan, ad oggi sono 2300. L’A.M.I azzera le ore di volo a fine anno per ricominciare la conta. Il perché è semplice: nasconde intenzionalmente l’entità del suo “impegno” aria-terra nelle province ovest di Herat, Farah, Bagdis e Ghor contro nuclei di combattenti pashtun.
Per non dare interpretazioni errate o di parte abbiamo usato Wikipedia. Ecco cosa riporta.
Close Air Support (CAS) è un termine utilizzato in gergo militare per indicare appoggio tattico fornito da velivoli ad ala fissa contro obbiettivi nemici in prossimità di forze amiche.
Il ruolo Close Air Support viene effettuato da aerei da attacco al suolo.
Per essere meno criptici, in soldoni, il Comando del PRT di Herat usa gli AMX che mitragliano e bombardano con armi a guida laser ed i Tornado IDS con missili e spezzoniere, per proteggere – si sostiene – il contingente italiano anche quando la minaccia sul terreno è pressoché inesistente o nulla.
La filosofia di impiego è fare terra bruciata, preventiva, per decine di chilometri di ampiezza intorno ai (nostri) capisaldi, controllando dall’aria ogni obbiettivo che si muova in maniera sospetta a piedi od in auto, fuoristrada e camion su percorsi asfaltati o strade di montagna, sia in prossimità di villaggi che di insediamenti agricoli od abitazioni isolate nelle vallate.
Il tutto a discrezione visiva (interpretativa) degli operatori alla consolle degli UAV Predator di Camp Arena.
Sentire in voce, in un filmato, un militare USA che… segnala ad un A-10 in volo due sospetti (terroristi) in prossimità di un argine che hanno in mano qualcosa che somiglia ad un lanciarazzi (pale, picconi?) ed autorizza il pilota a fare fuoco sui bersagli con i cannoni a tiro rapido da 30 mm, fa semplicemente rabbrividire.
Il portale dell’Aeronautica Militare non può dire esplicitamente quello che la Russa nega in pubblico ma si lascia una via di uscita per non caricarsi di responsabilità nell’ammazzare pashtun in quantità industriali, per decisioni di esclusiva responsabilità del Ministro della Difesa e del CSD.
La Russa, abbagliato da veline e gossip, che privatizza le FF. AA., che aliena per un tozzo di pane proprietà dello Stato, fari ed isole comprese, per reperire fondi per la Roma di Alemanno ed il sostegno armato al governo Karzai; capacissimo di licenziare, per sforamenti di bilancio, graduati e sottoufficiali, precari, ed ufficiali a ferma breve, in combutta con Brunetta e Tremonti, non può continuare a rappresentare lo strumento militare del Paese.
Abituato a mentire spudoratamente, può continuare meravigliosamente bene a fare il “politico” ma non certo il Ministro della Difesa. Non ne ha le capacità intellettuali né comportamentali. E’ una vajassa ed un debito elettorale per il PdL. Anche se non ce ne può fregare di meno. Fatti loro.
Il generale Mini ha detto in modo esplicito quello che si pensa unanimemente, tra gli organici di basso e medio livello delle forze armate e tra la gente perbene, dell’on. Ignazio La Russa.
Più buia la notte più luminosi i fuochi.
Giancarlo Chetoni

10 thoughts on “Cinepanettone di Stato

  1. E’ un post interessantissimo, con un grave difetto: si fa fatica a capire di cosa si sta parlando, perché dà per scontate troppe cose di cui non sono al corrente (e presumo non siano al corrente quindi anche lettori).

    E’ possibile fare un breve cappello introduttivo, una nota tipo, “Il ministro La Russa ha detto xxx a proposito della missione yyyy, cui partecipa l’Italia”?

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  2. Caro Martinez,
    ho scritto decine di articoli sull’Afghanistan. Stanno in parte sul sommario su Byebyeunclesam, su Internet i più, e sul quotidiano Rinascita,altri. Ho dedicato, via,via particolare attenzione non solo all’aspetto dell’aggressione militare della Repubblica delle Banane al Paese delle Montagne ma anche alle uscite che ci è costata dal 2002-3 al 2010, da Kost a Herat, dal confine est Af/Pak alle Regioni Ovest-Sud al confine Iran, Beluchistan. Ho dato, nel tempo, delucidazioni anche sull’approntamento della prima base del PRT di Herat e del Capitano di Fregata Vianini di Consubin che ne diresse i primi lavori di insediamento fino ad oggi, compresi i mq. della pista volo di Camp Arena. Ho relazionato note delle spese sostenute da 5 Ministeri che vanno ad integrare il bilancio ” ufficiale ” della “missione di pace ” comprese le osservazioni contabili della Corte dei Conti, dei numeri e dei costi in euro di ogni armamento usato dal contingente italiano. Insomma tutto quello che mi è stato possibile documentare sotto l’aspetto tecnico- militare, economico e geopolitico. Un lavoro certosino, credo. La tua osservazione è giusta per i ” nuovi arrivati ” su Byebyeunclesam. Ne terrò di conto. Ricapitolare sull’ampio materiale prodotto di recente, specie su La Russa e Frattini, è francamente difficile. Se clicchi il mio nome e cognome e lo associ ad Afghanistan troverai un bel pò da leggere di quanto è rimasto. Buon lavoro a te e ai tuoi Collaboratori. Apprezzo, e non da oggi, il vostro ottimo lavoro di contro- informazione. CG

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  3. Per Giancarlo Chetoni

    ti ringrazio, infatti il problema su Internet è che raramente si segue un discorso – si capita su un post isolato, a metà discorso.

    Ora, tu scrivi in maniera estremamente chiara e documentata, proponendo informazioni e riflessioni originali, però che sono concatenate con altre cose che hai già scritto altrove.

    Sia tu che io tendiamo a scrivere cose abbastanza approfondite, in sequenza, insomma, come si faceva “ai tempi dei libri”.

    Nel caso mio, riesco in parte a rimediare facendo:

    1) un cappello introduttivo per i nuovi arrivati

    2) molti link e rimandi “interni” cioè verso cose che ho già scritto in passato.

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  4. per quanto riguarda link e rimandi interni, la scelta – soprattutto quando si tratta di articoli di una certa lunghezza – è di ridurli al minimo perché spesso il loro inserimento ci pare più disperdere l’attenzione del lettore che aiutarlo a ricostruire il contesto

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  5. Ringrazio per il lucido articolo.
    Non che sposti di una virgola il senso del discorso, ma io sapevo che, con la consueta ipocrisia del padre di Geronimo, gli AMX e i Tornado non potevano portare bombe e così, per salvare la forma, i nostri soldati chiamavano gli americani per il CAS.
    Se fosse confermato che i nostri aerei intervengono con equipaggiamento pesante, non mi stupirebbe, e al di là delle conseguenze sul campo in termini di vite umane, sarebbe un dato politico in più di un certo rilievo, una ulteriore dimostrazione del disprezzo con cui questi capibastone asserragliati in governo trattano i pupazzi a molla che schiacciano i bottoni in parlamento su mandato dei capipartito e, in definitiva, del disprezzo verso gli obliteratori di schede elettorali chiamati di tanto in tanto alla sempre più vuota liturgia elettorale…

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  6. E’ di oggi alle 13.00 la notizia diffusa dall’ Ansa di un altro morto e ferito di Isaf Italia. Appena 13 mesi fa a essere eliminato da ” fuoco amico ” era stato un Ranger Usa mentre 2 Parà erano rimasti feriti a un braccio e a una gamba.
    A far fuori Alpini e Parà, Rangers e Marines a Bala Morghab non sono i pathsun ma gli ” Alleati ” dell’ Esercito e della Polizia Nazionale Afghana. Sparano, intenzionalmente, ai militari della Coalizione per vendicare familiari e parenti rimasti uccisi sul terreno colpiti dai mortai da 120 mm rigati in dotazione al caposaldo e dagli strike aerei Usa e Nato. Uccidono sapendo che saranno eliminati a loro volta. La Folgore ( 183° Reggimento ) in un solo mese ( 2009 ) in collaborazione con gli elicotteri A 129 Mangusta e gli aerei da attacco al suolo Amx Acol dell’ Aeronautica ha fatto più di 500 morti nell’area che circonda l’ex cotonificio di epoca sovietica. Lo ha scritto su ” Panorama ” Gianandrea Gaiani, collaboratore di Analisi Difesa e Sole 24 Ore.
    Ecco perchè abbiamo avanzato dubbi di ” fuoco amico ” anche per l’Alpino Matteo Miotto al caposaldo Snow.
    I ” cecchini ” col Dragunov fanno parte delle vergognose menzogne ordite dai falconigli La Russa & Soci per addolcire agli italiani la pillola indigesta della “missione di pace ” in Afghanistan.

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  7. in rapida sequenza:
    – “non abituale conflitto a fuoco”
    – ”non lo chiamerei fuoco amico ma era sicuramente nemico”
    – “Mi viene detto che, questo, e’ dovuto all’azione massiccia con cui abbiamo colpito gli ‘insurgens’ o per i mezzi piu’ sofisticati di cui disponiamo.”

    (ASCA) – Bracciano, 18 gen – Il ferimento di due militari italiani in Afghanistan – dei quali uno versa in condizioni disperate – ”non dovrebbe essere avvenuto nel corso di un abituale conflitto a fuoco. Comunque attendiamo conferme”.
    Lo afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al termine della cerimonia di passaggio di consegne al vertice delle nostre forze armate, svolta all’aeroporto militare di Vigna di Valle a Bracciano.

    Roma, 18 gen. – (Adnkronos) – ”Il militare ucciso e’ stato colpito da una persona che indossava una divisa afghana e che con uno stratagemma si e’ avvicinato all’avamposto colpendo a morte Luca Sanna e ferendo l’altro militare, che non e’ in pericolo di vita”.
    Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa al termine del vertice al ministero, precisando: ”non lo chiamerei fuoco amico ma era sicuramente nemico”.

    (ASCA) – Roma, 18 gen – ”Non voglio che l’opinione pubblica o chiunque altro si assuefino a questi fatti luttuosi per questo occorre interrogarsi sui modi con cui le missioni devono essere condotte”. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando la notizia del nuovo caduto in Afghanistan e annunciando un prossimo scambio di vedute con il comandante delle Forze Isaf, generale Petraeus.
    La Russa ha subito aggiunto che questo non significa ”mettere in discussione la bonta’ delle ragioni che ci portano a proseguire la missione in Afghanistan ma quali debbano essere le condizioni di impiego dei nostri militari”. Questo anche alla luce delle mutate situazioni nel teatro operativo. ”Registriamo, infatti – ha spiegato La Russa – un abbassamento delle minacce provenienti da ordigni esplosivi che, per anni, hanno costituito il pericolo maggiore. C’e’ un’inversione di tendenza con l’aumento, invece, della tendenza agli scambi di colpi di arma da fuoco davanti ai nostri avamposti nel nord del Gulistan e nel sud. Mi viene detto che, questo, e’ dovuto all’azione massiccia con cui abbiamo colpito gli ‘insurgens’ o per i mezzi piu’ sofisticati di cui disponiamo. Fatto sta che si tratta di una minaccia piu’ pericolosa che ci impone di accrescere la difesa degli avamposti. Per me – ha concluso La Russa – anche la permanenza dei nostri militari in quei luoghi va abbreviata ed e’ una questione che affronteremo al piu’ presto”.

    Ministro, abbia pietà di noi: si dimetta!!!

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  8. Giovedì 18 Gennaio 2011
    Cambio al vertice dello Stato Maggiore della Difesa.
    Il Generale Camporini ( lo avevamo anticipato ) ha ceduto oggi il Comando al Generale Biagio Abrate a Vigna di Valle, sul Lago di Bracciano. Il Consiglio dei Ministri su proposta dell’ on La Russa ha approvato la nomina il 30 Novembre 2010.
    Torna un ” Alpino ” al Comando delle FF.AA dopo 39 anni ha dichiarato l’ A.N.A.
    Un Alpino per i prossimi 5 anni al comando della struttura militare del Paese può voler dire un eguale tempo, almeno previsto, di permanenza dell’ Italia in Afghanistan. Se ci va bene . Tempi più brevi nell’avvicendamento dei Reparti oneri finanziari ancora più sfiancanti.
    Questo è … se vi pare.

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